Il FVG inserisce la marcia della formazione continua: quasi in 1.000 migliorano le proprie competenze

Formazione
UDINE - Il Fvg spinge sulla formazione continua a favore dei lavoratori e delle imprese del terziario: con le risorse (750mila euro, di cui 250mila cofinanziati dalle aziende) del fondo paritetico interprofessionale For.Te, da maggio 2007 a marzo di quest'anno sono quasi mille i dipendenti che hanno migliorato le proprie competenze.
Si tratta di 919 lavoratori, ovvero il 39,6% degli occupati nelle 74 imprese aderenti al Piano Formativo Territoriale, gestito, oltre che dallo Ial Fvg - capofila della cordata - dai centri di assistenza tecnica delle Associazioni del Commercio, Turismo, Servizi e Pmi di Udine, Pordenone, Monfalcone e Gorizia, e dagli enti di formazione Ires (che ha curato anche l'analisi conclusiva), Enfap ed Enaip.
Un'adesione che pone il Fvg tra le regioni più virtuose a livello nazionale, come conferma anche il dato secondo cui ben il 55,4% delle aziende coinvolte ha iscritto alle azioni formative una quota di occupati superiore al 36,9%. "Questo - commenta Norberto Urli, direttore dello Ial di Udine e del Piano Formativo Territoriale - sottolinea l'importanza dell'iniziativa, che nasce dalla necessità di garantire un supporto di competenze mirato al rafforzamento competitivo delle piccole imprese del terziario e all'adattabilità dei lavoratori ai processi di innovazione tecnologica ed organizzativa, sulla base delle indicazioni e dei fabbisogni espressi dalle stesse aziende".
Quanto all'identikit dei formati - tra Udine, Gorizia e Pordenone - a sedersi sui banchi sono stati pressoché in egual misura uomini e donne, prevalentemente tra i 35 e i 44 anni (42,4%) ed iscritti a uno o più dei 120 corsi previsti, per un totale di 2.106 ore di formazione erogate.
A seguire con più assiduità sono stati specialmente i diplomati (52%) e i licenziati dalla terza media (26,1%), mentre, sotto il profilo degli inquadramenti, segnano il pi alto tasso di  partecipazione gli impiegati tecnici e direttivi (56,7%), ma anche gli operai (39,3%), seguiti a distanza dalla categoria dei quadri (4%). In ogni caso sono i lavoratori a tempo indeterminato a prevalere ampiamente sul fronte dei successi formativi. Successi confermati anche dal saldo positivo tra il grado di conoscenza in entrata e quello in uscita.
Quanto, invece, alle imprese (per il 90,5% a scopo di lucro), che hanno aderito al Piano con un investimento medio di 3.246,21 euro, per il 58,1% si collocano nell'area del commercio (32,4% all'ingrosso) e per la restante parte nei servizi alle imprese. La fotografia vede coinvolte soprattutto le aziende di Udine e Pordenone, data la concentrazione dei distretti commerciali, e per il 94,6% pmi, di cui il 79,7% fino a 49 dipendenti.
Infine, uno sguardo ai contenuti dei 120 corsi realizzati (66 aziendali e 55 interaziendali): accanto ad 11 percorsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro, il pronto soccorso e l'anticendio, la maggior parte delle proposte (62 titoli) ha puntato sulla riqualificazione dei lavoratori o mediante l'acquisizione di nuove competenze operative nei campi, ad esempio, del marketing o delle tecniche organizzative, oppure attraverso l'apprendimento di saperi orientati al business (così, pianificazione strategica, controllo di gestione, sistemi di filiera). 47 corsi, invece, hanno riguardato le capacità tecniche di aggiornamento continuo, in particolare nelle lingue straniere e nell'informatica.
"Tali risultati di valutazione - conclude Urli - saranno un ottimo elemento di supporto alla prossima campagna formativa For.Te e ci consentiranno di migliorare ancora di più l'offerta, tarandola sulle specifiche esigenze dei lavoratori e delle imprese".