Il matrimonio di Tuya in esclisva al Vionario di Udine

ConSequenze
UDINE - Orso d'oro al Festival di Berlino 2007, Il matrimonio di Tuya arriva in esclusiva sul grande schermo del Visionario a partire da venerdì 8 giugno per la programmazione curata dal Centro Espressioni Cinematografiche (orari: 16 – 18 – 20 – 22). Il film è uno splendido spaccato della vita e dei problemi dell'etnia mongola nel nord della Cina, raccontati con passione dal regista cinese Wang Quan An attraverso le vicissitudini di una giovane e bellissima donna, Tuya, sposata con un uomo diventato invalido, e che per questo si vede caricare sulle spalle tutto il peso della famiglia, la cura dei figli, il terreno da pascolo e l'allevamento delle pecore. L'unica soluzione per lei, su suggerimento dello stesso marito, Bater, sarebbe quella di divorziare e di trovarsi un altro uomo abile e in grado di sobbarcarsi tutto il peso di quella situazione. Malgrado la sua bellezza non sarà facile per lei trovare un nuovo pretendente. Solo Baolier, un suo ex-compagno di scuola si farà avanti per sposarla, portarla in città con i suoi figli e sistemare Bater in una casa di cura. Solo che, alla fine, Bater non riesce ad accettare la nuova situazione. La solitudine nella quale si viene a trovare diventa per lui insopportabile, tanto che... la storia prenderà una nuova e inaspettata piega. Dietro a questa vicenda personale e sentimentale, il film non nasconde una volontà di denuncia nei confronti dei grandi processi economici che stanno, trasformando il panorama geografico umano di intere regioni, la vita e la possibilità di esistenza di interi popoli. Ed è uno di questi sconvolgimenti che i pastori nella Mongolia interna stanno subendo in questi anni. Dedita fino a ieri alla pastorizia questa etnia, per poter sopravvivere, è ora obbligata a dedicarsi ad attività sedentarie che male si adattano con la sua tradizione e la sua cultura. Quando sono venuto a sapere ha dichiarato il regista Wang Quan An "che le forti espansioni industriali rendono i terreni da pascolo sempre più simili ad un deserto e che gli amministratori locali hanno obbligato i pastori a lasciare le loro terre, ho deciso di usare il cinema per documentare tutti questi avvenimenti, prima che si perdessero del tutto (...) I fieri mongoli che vanno a cavallo si sono trasformati in contadini che vivono vicino alla città, o venditori ambulanti che vendono frutta agli angoli delle strade. Per questo motivo i mongoli sono diventati gente ordinaria come noi. Questo mi ha molto rattristato... Non è la prima volta che Wang Quan An affronta temi sensibili come questo, soggetti che già altre volte lo hanno messo in una situazione di scontro con la censura e le autorità. Già per il suo primo film, Lunar Eclipse (1999), presentato nell'edizione dello stesso anno al Far East Film Festival di Udine, gli organi della censura avevano sollevato non poche difficoltà. Lo stesso succederà per The White Deer Prairie un adattamento di un famoso romanzo, rimasto per 15 anni un soggetto vietato a causa della sua visione politica e storica che non  quadrava con quella ufficialmente accettata, oltre che per il modo esplicito con cui affrontava l'argomento sesso. IL MATRIMONIO DI TUYA è stato girato nei luoghi dove i fatti si sono realmente svolti, e gli attori sono pastori qui interpreti di se stessi: come il protagonista Bater, pastore divenuto contadino per "ingiunzione governativa", dovendo così lasciare, con tutta la sua famiglia, le terre da pascolo ormai desertificate. Oppure Sen Ge, diventato nel frattempo fantino nelle gare ippiche. Per cui, è a volte difficile dirimere la fiction dal documentario. Tra l'altro è ciò che conferisce tutto il fascino di questo film straordinario per la sua capacità di fondere i due approcci, i due punti di vista. E questo exploit è dovuto sicuramente anche alla bravura di Lu Wei, considerato uno dei migliori sceneggiatori del nuovo cinema cinese, con al suo attivo film come Vivere di Zhang Yimou o Addio mia concubina di Chan Kai-Ge. E se è vero che buona parte del cast è preso tra le persone comuni dell'etnia mongola, i panni della protagonista sono invece indossati da una delle maggiori interpreti del cinema cinese contemporaneo: Yu Nan, un'attrice che il Far East ebbe il piacere di ospitare a Udine nel 2000, in occasione della presentazione del già citato Lunar Eclipse e nel quale interpretava il ruolo principale. Per la cronaca ricordiamo anche che Yu Nan ha interpretato nel 2003 Jing Zhe, un altro film di Wang Quan An che le ha fatto vincere tutti i maggiori premi dei festival cinesi. Il film sarà proiettato in esclusiva da domani al Visionario all’interno della programmazione curata dal Centro Espressioni Cinematografiche. Da venerdì 8 a giovedì 14 giugno 2007 ore 16.00 - 18.00 - 20.00 - 22.00 Cinema Visonario - UDINE Il matrimonio di Tuya di Wang Quan'an Cina 2006, durata 98' con Yu Nan, Bater   Info: www.cecudine.org