Il ritorno dei Giardini di Mirò

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[img_assist|nid=3712|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=79]Roncade (TV) - Nonostante la nebbia, il New Age di Roncade è gremito di spettatori per uno dei concerti più attesi della stagione. Dopo tre anni di quasi silenzio, i Giardini di Mirò tornano a riproporre il loro sound ruvido e psichedelico con un live act che non tradisce di certo le aspettative.

Il presente del gruppo emiliano è contrassegnato dall’uscita di fresco della loro terza fatica discografica, Dividing Opinions, che segna il ritorno alla formazione originale, dopo l’abbandono del cantante Alessandro Raina.

Il concerto al New Age, seconda tappa del Dividing Opinions Tour, inaugurato la sera precedente in quel di Torino (una serata di merda, nelle parole di uno dei componenti del gruppo) ha regalato ai presenti un’ora e mezza di rock energico. Dal vivo la band è affiatata e si diverte. E trasmette divertimento ed energia ad un pubblico vitale e appassionato.

Apre la performance Embers, uno dei nuovi brani, e subito si[img_assist|nid=3713|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=427] intuisce che aria tira: chitarre ruvide e sporche, voci atonali, delays, effetti vari. Il messaggio è chiaro: la band è cresciuta, è migliorato il suono, più arioso e vario, è migliorata la scrittura, si è superata l’incertezza sul da farsi di Punk…not diet!
Pur non trattandosi di una musica allegra e digestiva, i Giardini non annoiano mai e riescono a coinvolgere il pubblico che accompagna i segmenti musicali con applausi sinceri.
Il resto del concerto alterna brani recenti come Cold perfection, July’s stripes, Broken By a brani dagli album precedenti. Emozionanti i bis che portano alla luce la vera natura del gruppo: brani esclusivamente strumentali, essenziali e perfetti perché caratterizzati da un’unica linea melodica che colpisce straight al cuore l’ascoltatore.

Chi aveva trovato l’ultimo lavoro un po’ troppo “diretto” e melodico, con l’ultimo frangente di concerto è stato accontentato… I Giardini di Mirò non si smentiscono mai, pronti a dividere le opinioni del pubblico italiano, come al solito: chi li ama alla follia e chi non li regge, senza mezze misure.

Alla fine del concerto abbiamo scambiato un paio di battute con il bassista Mirko Venturelli.

Connessomagazine.it: - Il vostro nuovo lavoro, Dividing Opinions, è diverso dagli album precedenti: ascoltandolo, si ha la netta sensazione che qualcosa è davvero mutato, se non altro a livello di produzione. Cosa ci puoi dire in proposito...
Giardini di Mirò: - Dividing Opinions è nato quasi per caso e comunque molto velocemente. Credo che questo in qualche modo traspare dalle tracce del disco. Forse, per la prima volta porta alla luce quello che in realtà siamo. E soprattutto il nostro modo di lavorare. Quando componiamo nuovi brani puntiamo molto sull’improvvisazione. Se a qualcuno viene in mente qualcosa la propone agli altri. Quasi mai seguiamo una linea guida. In sala prove, a volte, siamo capaci di suonare per due ore di fila i Black Sabbath e non i nostri brani. Altre, invece, siamo più concentrati e ci abbandoniamo all’improvvisazione! Chiaramente questo è un album diverso dagli altri perché siamo maturati a livello musicale e soprattutto siamo diventati negli anni sempre più affiatati. Anche se non siamo uno di quei gruppi che girano sempre insieme… Usciamo tra di noi di rado.

Connessomagazine.it: - Come avete vissuto l’abbandono di Alessandro?
Giardini di Mirò: - Ci ha fatto male l’abbandono di Alessandro, ma per come si erano messe le cose è meglio così. Lui è stato molto importante per noi e il pubblico lo apprezzava, ma purtroppo ci sono state delle incomprensioni che hanno portato alla fine della nostra collaborazione. Noi siamo sempre pronti a nuove sperimentazioni e comunque siamo molto soddisfatti del lavoro fatto fino adesso!

Connessomagazine.it: - La mancanza di un vocalist è una scelta temporanea?
Giardini di Mirò: - Da quando è andato via Alessandro siamo tornati alle origini, cioè senza una voce solista…Per adesso andiamo avanti così poi si vedrà…

Connessomagazine.it: - In ultima battuta, un bilancio di questi dieci anni di Giardini di Mirò?
Giardini di Mirò: - Fa un po’ effetto pensare che sono già passati dieci anni! Per noi è sempre come il primo giorno, le passioni, i divertimenti, anche perché no, i casini vari sono sempre gli stessi…