Jacqueline Bishop in mostra all'Università di Trieste

Poetry
TRIESTE - Jacqueline Bishop, docente presso New York University,  poetessa molto conosciuta in tutta l’area anglofona, torna, anche quest’anno,  a Trieste. L’anno scorso, la scrittrice ha inaugurato il ciclo di conferenze sui nuovi linguaggi degli scrittori di lingua inglese con due giornate-evento, svoltesi grazie alla collaborazione tra la Facoltà di Scienze della Formazione e la Facoltà di Lettere. I due incontri hanno attratto non solo studenti e docenti, ovviamente  interessati alla materia, ma anche un folto pubblico cittadino che ha mostrato un genuino interesse verso un’area di studio al momento ancora poco approfondita nel nostro territorio. Quest’anno, è ancora Jacqueline Bishop ad inaugurare quello che immaginiamo come un altro appuntamento annuale, a cui nessun triestino vorrà mancare, quello con l’arte visiva caraibica. Oltre ad essere una poetessa pluripremiata, Jacqueline Bishop ha prodotto e diretto film e video, tra cui Two Visions from Venice: The Art of Maria Morganti & Federica Marangoni, sulla vita di due artiste veneziane, presentato a Venezia e a New York. Nell’opera di Jacqueline Bishop ritroviamo le varie anime della cultura caraibica: il migrante, il poeta, il pittore. Non a caso infatti, nella rivista da lei fondata, "Calabash. A Journal of Caribbean Arts and Letters", troviamo non solo prosa e poesia, ma anche riproduzioni di dipinti e sculture. Nata a Kingston, Jamaica, e traferitasi a New York, ha viaggiato in Europa e in Marocco, facendo poi confluire queste esperienze nei suoi scritti, nei dipinti e adesso negli arazzi. Tra i lavori di questa artista che più hanno ricevuto il plauso del pubblico e della critica, ci sono almeno tre gruppi che meritano di essere menzionati: The Transformation Series, una serie di lavori iniziati a Venezia e successivamente esposti a New York; The Moroccan Tales, lavori completati ed esposti durante il soggiorno in Marocco; ed infine  The Conversation Series, il gruppo di arazzi iniziati dalla bisnonna, in Jamaica, e completati dell’artista tra il Marocco e gli Stati Uniti. Ed è proprio questa la serie di lavori da cui prende il nome la mostra triestina. La scrittrice, che si trova a Parigi come 2009-2010 Unesco Fulbright Fellow to France, ci aspetta nelle Camere Chiare, le sale espositive della Facoltà di Scienze della Formazione, in via Montfort 4, a partire dal 4 febbraio, per offrire ai nostri occhi una vera festa di colori e sensazioni. La mostra ambisce ad essere la prima di una serie che ospiterà altri scrittori-pittori di origine caraibica, il cui “sottotitolo” potrebbe essere  Writers Who Paint. Painters Who Write, dal titolo della mostra inaugurata al Caribbean Literary and Cultural Center di New York, che ha visto protagonisti Jacqueline Bishop, Earl McKenzie e Ralph Thompson. Molti sono infatti gli scrittori di origine caraibica conosciuti anche per la loro maestria nelle arti visive – artisti che riescono  a rendere, attraverso la sinestesia di mezzi diversi, l’anima delle isole caraibiche, e a farcela percepire col potere della loro arte. La parola e l’immagine si fondono nelle loro opere in modo talvolta inaspettato, offrendo agli occhi stupiti dello spettatore/lettore dei frammenti di vita, momenti fermati nel tempo, simili a quelli offerti dagli scrittori e dai pittori impressionisti del secolo scorso, affermando, ancora una volta, quale sia lo scopo dell’artista, to make you hear, to make you feel — [...] before all, to make you see, ma rinnovando questa esperienza con la luce e i riflessi del sole e del mare dei Caraibi. Inaugurazione giovedì 4 febbraio alle 18 in via Montfort.