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John Axelrod al Malibran di Venezia dirige musiche di Webern, Schoenberg e Brahms

Classica
VENEZIA - Venerdì 5  e sabato 6 marzo, alle ore 20.00, l’Orchestra del Teatro La Fenice si esibirà al Teatro Malibran nel settimo concerto della Stagione sinfonica 2009-2010, diretto dal direttore americano John Axelrod. Il programma, come i precedenti nel segno di Mahler (tema della Stagione sinfonica di quest’anno, in cui si celebra il 150° anniversario nella nascita del compositore boemo), traccerà uno schizzo del mondo musicale mitteleuropeo fra i due secoli, presentando musiche di Webern e Schoenberg, che Mahler conobbe ventenni e sostenne agli inizi della carriera, e di Brahms, che conobbe il giovane Mahler e ne apprezzò in particolare il talento direttoriale. Il concerto si aprirà infatti con la Passacaglia op. 1 per orchestra di Anton Webern, del 1908, seguita da Verklärte Nacht (Notte trasfigurata) op. 4 per orchestra d’archi di Arnold Schoenberg, composizione del 1899 proposta nella revisione del 1943. La seconda parte della serata sarà invece interamente dedicata alla Sinfonia n. 3 in fa maggiore op. 90 di Johannes Brahms, composta nel 1883 (e diretta da Mahler sei volte fra il 1894 e il 1910). La serata del 6 marzo rientra nell’iniziativa La Fenice per la città, rivolta ai residenti nel comune di Venezia in collaborazione con le Municipalità del Comune di Venezia. La Passacaglia (1908) che apre come op. 1 il catalogo di Webern è la sintesi conclusiva delle sue esperienze giovanili. La scelta stessa di un ritorno alla forma barocca della passacaglia è un omaggio a Brahms e rimanda idealmente al Finale della Quarta Sinfonia. Non meno evidenti sono i legami con la musica dell’inizio del secolo, con suggestioni del primo Schoenberg (e anche di Mahler e Strauss): è un pezzo per grande orchestra, di straordinaria ricchezza coloristica e appassionata intensità, che culmina, caso unico nel catalogo weberniano, in momenti di abbandono ad una sensuale ebbrezza sonora. Webern ne descrisse la forma come una serie di 23 variazioni su un basso ostinato, seguita da una vasta sezione conclusiva con carattere di libero sviluppo e ripresa. In questa compatta concezione formale, ispirata alla fusione di diversi principi compositivi (la tecnica della variazione e quella dello sviluppo) ogni dettaglio è realizzato con un rigore di stupefacente severità, sia nella labirintica densità contrappuntistica che nella logica stringatissima ed essenziale delle relazioni tematiche La raccolta di poesie Weib und Welt (Donna e mondo, Berlino 1896) di Richard Dehmel ebbe un cospicuo influsso sul giovane Arnold Schoenberg che negli anni seguenti ne trasse i testi per numerosi Lieder. Nella ritrovata identità sentimentale e spirituale dell’estate 1899, passata presso Semmering con Zemlinsky e sua sorella Mathilde, che avrebbe poi sposato, Schoenberg compose Verlkärte Nacht, un sestetto d’archi ispirato all’omonima poesia di Dehmel che narra la vicenda, avvenuta in una notte al chiaro di luna, di una donna che confessa al suo uomo di portare in grembo un figlio concepito prima di conoscerlo, e ne riceve conforto. Adattando la sua struttura alla poesia di Dehmel, il sestetto, che rappresenta uno dei momenti apice del wagnerismo schoenberghiano, si configura in cinque parti senza soluzione di continuità, applicando il principio formale del poema sinfonico alla forma cameristica. Verklärte Nacht fu eseguita in prima assoluta dal Quartetto Rosé (più due strumentisti dei Wiener Philharmoniker) a Vienna il 18 marzo 1902 in clima di totale dissenso; nel 1917 Schoenberg decise di realizzarne una trascrizione per orchestra d’archi, che sottopose ad una revisione definitiva nel 1943. Composta nell’estate del 1883 a Wiesbaden ed eseguita il 2 dicembre dello stesso anno da Hans Richter con i Wiener Philharmoniker, la Terza Sinfonia di Brahms sintetizza felicemente l’intensità drammatica della Prima e il caldo lirismo della Seconda. Le sue dimensioni relativamente ridotte (è la più breve delle quattro sinfonie dell’autore) contribuiscono a sottolineare l’unità complessiva dei quattro movimenti, derivati tutti in vario modo dal materiale di apertura dell’Allegro con brio. Il possente motto iniziale di tre note (fa - la bemolle - fa), da cui si sprigiona l’impetuoso e trascinante tema principale in fa maggiore dei violini in ottava, costituisce la cellula base su cui è costruita l’intera sinfonia, senza tuttavia che la sapienza dell’elaborazione tematica interferisca con l’intensità emotiva tutt’affatto schumanniana della composizione. Al secondo movimento, un idilliaco Andante in do maggiore di ispirazione pastorale concepito come una serie di elaborazioni e variazioni su una semplice idea iniziale esposta da clarinetti e fagotti, fa seguito il Poco allegretto, una sorta di «secondo movimento lento» in do minore che si apre con una delle più belle e celebri melodie di Brahms, affidata ai violoncelli, poi ai violini, quindi ad oboi e flauti e infine, dopo il delicato trio centrale, al suono velato e malinconico del corno solista. L’Allegro conclusivo, uno dei rari esempi di finale in minore di una sinfonia in maggiore, nonostante la struttura in forma sonata, ha un carattere fantastico e rapsodico. Il primo sinuoso tema esposto da archi e fagotti è seguito da una serie di episodi talora sussurrati, talora veementi, un ribollire di energie che si placa a poco a poco nella lunga coda. E nelle ultime battute Brahms ripropone, in tono sommesso, il tema iniziale del primo movimento che conclude la sinfonia in una calda luce autunnale.   John Axelrod, nato a Huston in Texas, si è laureato in musica alla Harvard University nel 1988. Nel 1996 ha fondato l’Orchestra X di Houston, di cui è tuttora direttore onorario, e dal 2000 è direttore ospite principale della Sinfonietta Cracovia. Dal 2004 al 2009 è stato direttore principale della Luzerner Sinfonieorchester e direttore musicale del Teatro di Lucerna, dove ha diretto il ciclo integrale delle sinfonie di Beethoven e Schumann e nuovi allestimenti di Idomeneo, Don Giovanni, Il barbiere di Siviglia, L’elisir d’amore, Rigoletto, Falstaff, Gianni Schicchi con Trouble in Tahiti, Evgenij Onegin, Die Dreigroschenoper, Der Kaiser von Atlantis, The Rake’s Progress. Nel 2009 è stato nominato direttore musicale del Gala der Filmmusik «Hollywood in Vienna» che ha luogo ogni anno alla Wiener Konzerthaus con la Radio-Symphonieorchester Wien. Come direttore ospite, ha collaborato con orchestre quali Royal Philharmonic, Los Angeles Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Kungliga Filharmonikerna e Sveriges Radios Symfoniorkester di Stoccolma, Oslo-Filharmonien, Israel Philharmonic, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Shanghai Symphony, Gewandhausorchester di Lipsia, Gürzenich-Orchester di Colonia, Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, Orchestre de Paris, Orchestre national de Lyon, Mozarteum di Salisburgo. In ambito operistico ha diretto Candide di Bernstein (regia Carsen) allo Châtelet di Parigi e alla Scala di Milano, Kehraus um St. Stephan di Krenek al Festival di Bregenz, Tristan und Isolde all’Opéra di Angers e Nantes. Fortemente impegnato nella promozione del repertorio contemporaneo, ha diretto numerose prime assolute di lavori di Saariaho, Widmann, Stroppa, Gordon, Dorman, Rihm, Dalbavie, Dusapin e Kilar.   Stagione sinfonica 2009-2010 Venerdì 5 e sabato 6 marzo 2010, ore 20:00 Teatro Malibran  - VENEZIA L'Orchestra del Teatro La Fenice diretta da John Axelrod Anton Webern, Passacaglia op. 1 Arnold Schoenberg,  Verklärte Nacht op. 4 Johannes Brahms, Sinfonia n. 3 in fa maggiore op. 90 Info: www.teatrolafenice.it