Juraj Valčuha dirige l'Orchestra del Teatro La Fenice al Malibran di Venezia

Classica
[img_assist|nid=19091|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]VENEZIA - Sabato 28 marzo 2009 alle ore 20.00 e domenica 29 alle ore 17.00 il Teatro Malibran ospiterà il nono concerto dell’Orchestra del Teatro La Fenice nell’ambito della Stagione sinfonica 2008-2009. Diretto dal trentatreenne direttore slovacco Juraj Valčuha, che debutta a Venezia, il concerto si aprirà e si chiuderà con due brani di Richard Strauss, il poema sinfonico Till Eulenspiegels lustige Streiche (I tiri burloni di Till Eulenspiegel) op. 28 e la Suite o.Op. 145 dall’opera Der Rosenkavalier (Il cavaliere della rosa). Completeranno il programma nella prima parte la Sinfonia in do maggiore Hob. I: 60 Il distratto di Franz Joseph Haydn, di cui ricorre quest’anno il bicentenario della morte; nella seconda parte la Sinfonia n. 35 in re maggiore KV 385 Haffner di Wolfgang Amadeus Mozart. La pomeridiana di domenica 29 rientra nell’iniziativa La Fenice per la città, rivolta ai residenti nel comune di Venezia e organizzata in collaborazione con le Municipalità. Composto nel 1894 ed eseguito per la prima volta a Colonia il 5 novembre 1895, Till Eulenspiegels lustige Streiche (I tiri burloni di Till Eulenspiegel) op. 28 è un poema sinfonico ispirato a una figura assai nota della tradizione popolare germanica, Till Eulenspiegel, contadino giullare vissuto all’inizio del Trecento e noto per la sua proverbiale capacità di districarsi dalle situazioni più complicate grazie ad ingegnose burle ordite ai danni di nobili, borghesi e artigiani delle città mercantili della Germania settentrionale. Nonostante la presenza di un fitto tessuto narrativo, anche in Till Eulenspiegel Strauss non si discosta dalla sua concezione del poema sinfonico come opera solo in parte vincolata a un programma, dove la «fecondazione attraverso l’idea poetica» fosse solo il mezzo per giungere alla creazione di forme musicali non convenzionali. Riconducibile a una forma sonata a rondò, Till Eulenspiegel è caratterizzato da continui effetti di anticlimax che prendono in contropiede l’ascoltatore e ben esprimono il mondo beffardo e malizioso di Till, capace di opporsi all’ottusità dei potenti grazie a un’irrefrenabile joie de vivre, simbolo di una sana e irriverente libertà di pensiero. All’inizio degli anni Settanta, dopo una temporanea diminuzione della produzione sinfonica seguita alla nuova impegnativa nomina a Kappelmeister presso la corte del principe Nikolaus Esterházy (1766), Haydn visse un momento di grande fertilità creativa che lo portò a sfornare 17 nuove sinfonie in cinque anni, tutte di altissima qualità, ricca varietà espressiva e grande originalità nell’uso delle strutture formali. Tra queste, la n. 60 in do maggiore è una delle più singolari. Nata come musica di scena per Le distrait, commedia di Jean-François Regnard rappresentata nel teatro di Esterháza nell’estate del 1774 (da cui l’appellativo Il distratto), la sinfonia presenta due movimenti in più rispetto ai quattro abituali e fa uso di scarti ritmici e armonici molto marcati spesso associati a melodie di derivazione popolare e a precise situazioni della commedia. Fra le trovate più sorprendenti, l’improvvisa fermata dei violini dopo le prime 16 battute dell’ultimo movimento, per riaccordare la corda grave dallo stonato fa al canonico sol. Anche la Sinfonia KV 385 Haffner non fu in origine una vera e propria sinfonia: essa venne infatti composta da Mozart nel 1782 come serenata in sei movimenti, in occasione dei festeggiamenti in casa del borgomastro salisburghese Sigmund Haffner per il conferimento di un titolo nobiliare al figlio (alla figlia Mozart aveva già dedicato sei anni prima l’incantevole Serenata Haffner KV 250, con la quale la sinfonia non va confusa). Solo in seguito, per una riesecuzione presso un’accademia viennese (23 marzo 1783), Mozart eliminò un minuetto e una marcia, rendendola affine alla struttura in quattro tempi della forma sinfonica. Come si addice al tono ‘leggero’ del genere originario di appartenenza, la Haffner rappresenta l’aspetto brillante e più immediato della personalità creativa mozartiana; ma lo slancio vigoroso del primo movimento, monotematico e dotato di uno sviluppo molto breve, eppure straordinariamente vario nel suo decorso elaborativo, la pensosa malinconia dell’Andante, a dispetto dell’ispirazione melodica quasi galante, l’ironia haydniana del Minuetto e il ritmo frenetico del travolgente e variegatissimo Finale la pongono a pieno titolo fra i migliori lavori sinfonici tout court del compositore salisburghese. Il vivo e duraturo successo di pubblico che accolse l’opera Der Rosenkavalier fin dalla sua prima esecuzione a Dresda nel 1911 spinse Strauss a trarne ben quattro arrangiamenti orchestrali: la Zweite Walzerfolge con i valzer del terzo atto (1911), la Begleitmusik per la versione cinematografica dell’opera (1925), l’Erste Walzerfolge con i valzer del primo e del secondo atto (1944) e infine, con la collaborazione di Artur Rodzinski, un’ampia Suite basata su selezionati momenti musicali dell’intera opera (1945). Quest’ultima, eseguita per la[img_assist|nid=19092|title=|desc=|link=none|align=right|width=498|height=640] prima volta alla Konzerthaus di Vienna sotto la direzione di Hans Swarowsky il 28 settembre 1946, fu quella che riportò maggiore successo e che ancora oggi si esegue con maggiore frequenza nelle sale da concerto. Sapientemente costruita, si apre con l’introduzione strumentale dell’opera, dov’è narrata la notte d’amore tra la Marescialla e il giovane Octavian, per proseguire con l’arrivo di Octavian con la rosa argentata in casa di Faninal e il magico incontro con Sophie; seguono alcuni concitati passaggi strumentali dal secondo atto e il valzer che accompagna le fantasie del barone Ochs; si arriva quindi al momento di maggiore impatto emotivo della pièce, il finale dell’opera dove la Marescialla cede malinconicamente il passo alla gioventù e consegna il suo giovane amante nelle braccia della delicata Sophie. Non con questa scena si chiude però la suite, bensì con lo Schneller Walzer della parte centrale del terzo atto, che accompagna la comica beffa ordita ai danni del pomposo barone Ochs: conclusione energica e di grande spolvero orchestrale, cui si aggiunge una fragorosa coda scritta espressamente per la suite. Juraj Valčuha nato nel 1976, studia composizione, direzione e clavicembalo al Conservatorio di Bratislava. In seguito si perfeziona al Conservatorio Nazionale di S. Pietroburgo con Ilya Musin e al Conservatoire National Supérieur di Parigi con Janos Fürst. Dal 2003 al 2005 è direttore assistente dell’Orchestre et Opéra National di Montpellier. Contemporaneamente debutta con l’Orchestre National de France (con cui registra l’opera Mirra di Domenico Alaleona), l’Orchestre Philharmonique de Radio France, l’Orchestra del Capitole di Tolosa e la Filarmonica Slovacca. Nel 2006 dirige La bohème a Parigi e il doppio spettacolo La chute de la maison Usher di Debussy e Il giardino velenoso di Šapošnikov con l’Orchestre National de France e debutta in Germania con la Rheinland-Pfalz Philharmonie. Nella stagione 2006-2007 dirige l’Orchestre National de Belgique, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, la Filarmonica Toscanini a Parma, l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, l’Orchestre Philharmonique di Monte-Carlo, Le nozze di Figaro a Nancy, La bohème al Comunale di Bologna, Il castello di Barbablù di Bartók e La voix humaine di Poulenc a Lione. Nel 2007-2008 ha aperto la stagione della Rotterdam Philharmonic e debuttato con l’Orchestra Sinfonica della Rai di Torino, con la Philharmonia Orchestra di Londra, con i Münchner Philharmoniker, con la Oslo Philharmonic e con la Deutsches Sinfonieorchester di Berlino. Ha diretto inoltre l’Orchestra del San Carlo di Napoli ed è tornato a Bologna e Monte-Carlo. Ha avuto il debutto americano con la Pittsburgh Symphony Orchestra. Ha iniziato la stagione 2008-2009 sul podio del Gewandhaus di Lipsia e ha ritrovato l’Orchestra della Rai di Torino e la BBC Philharmonic di Manchester.   Stagione 2009 - Lirica e Balletto Sabato 28 marzo 2009, ore 20.00 e domenica 29 marzo 2009, ore 17.00 Teatro Malibran - VENEZIA L’Orchestra del Teatro La Fenice direttore Juraj Valčuha esegue Richard Strass, Till Eulenspi egels lustige Streiche (I tiri burloni di Till Eulenspiegel) poema sinfonico op. 28 (TrV 171) Franz Joseph Haydn, Sinfonia in do maggiore Hob. I: 60 Il distratto Wolfgang Amadeus Mozart, Sinfonia n. 35 in re maggiore KV 385 Haffner Richard Strass, Suite o.Op. 145 (TrV 227d) dall’opera Der Rosenkavalier   Info: Fondazione Teatro La Fenice Tel. 041786511 www.teatrolafenice.it