L’arte e la moda di Roberto Capucci al Museo Fortuny di Venezia

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[img_assist|nid=18594|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]VENEZIA - La Fondazione Musei Civici di Venezia rende omaggio a Roberto Capucci con una straordinaria mostra a palazzo Fortuny, casa atelier di Mariano, che documenta - attraverso trenta abiti-scultura, realizzati tra il 1978 e il 2009 - l’evoluzione di questa fase del percorso artistico del maestro. Mariano pittore, scenografo, inventore di luci e costumi, alchimista della stampa su stoffa; Roberto artista - architetto, artefice di forme complesse da esposizione, realizzate con le tecniche dell’abito ma concepite come sculture. Due artisti colti e raffinati, capaci di attraversare il mondo della moda lasciandovi il segno indelebile del genio.

Dal celebre abito Colonna, elemento di rottura con la tradizione sartoriale che , a fine anni settanta, inaugura la fase degli abiti-scultura, al Ventaglio simbolo di creatività libera; dalle creazioni degli anni ottanta – con inserti a pannello, tubolari, a forma di fiore, di scatola, di capitello…-, tra cui Fuoco, con il volume del plissé verso l’alto, alle straordinarie opere degli anni novanta, che consacrano Capucci nel mondo dell’arte, con la partecipazione alla Biennale di

Venezia del Centenario (1995) e mostre nei maggiori musei del mondo. Tra le opere più recenti, la mostra presenta incredibili realizzazioni Spire, Onda, Foglia, Linee, Crete e, creato per l’occasione, l’inedito abito-scultura di sposa, in seta mikado rosso fuoco, che apre la mostra.

Partner del progetto è Vhernier, creatore di gioielli con una forte valenza artistica, che espone le sue opere orafe al primo piano del Museo. Pezzi unici, lavorati dalle mani di artigiani in grado di rendere ogni creazione irripetibile. I gioielli scultura di Vhernier incontrano e dialogano con altrettanti abiti di Roberto Capucci, su un palcoscenico – Palazzo Fortuny – in cui respirare l’eredità culturale di colui che per primo ha reso possibile il dialogo tra arte e moda. Un incontro inaspettato tra abiti e gioielli legati da una comune ricerca nelle forme e nei colori e da un’ispirazione proveniente dalla natura, dall’arte, da geometrie e architetture. Elementi che caratterizzano anche le Spille Spirali che Vhernier ha creato per l’occasione. La mostra si realizza inoltre in collaborazione con la Fondazione Roberto Capucci e con il contributo tecnico di Bonaveri, Bolliger, Rado, Veneta Artigianale. Il tessuto dell’abito da sposa rosso fuoco è stato donato da Corsil Tessitura Serica, Montorfano (Como).

Capucci, enfant prodige della Moda, apre a vent’anni, nel 1951, il primo atelier. Grazie agli studi al liceo artistico prima e all’Accademia di Belle Arti poi, non solo conosce la storia dell’arte ma anche le tecniche pittoriche e plastiche, il[img_assist|nid=18596|title=|desc=|link=none|align=right|width=607|height=640] disegno, la grafica. La prima gli fornisce consapevolezza culturale e di visione; le seconde gli danno gli strumenti per ricercare e verificare metodi e approcci nuovi. E tutto il suo percorso creativo, che dura ininterrotto fino a oggi– costellato di riconoscimenti e invenzioni-, è segnato proprio dalla ricerca e dalla sperimentazione formale. Le opere in mostra documentano, in particolare, il passaggio e la definitiva scelta di campo artistica nella produzione dell’ultimo trentennio e le molteplici fonti d’ispirazione: dal mondo vegetale agli elementi fondamentali (Acqua, Terra, Aria, Fuoco); dai fenomeni fisici ai riferimenti artistici. Ecco allora colori puri alla Beato Angelico; ampie maniche e sontuosi strascichi come in Pisanello, Benozzo Gozzoli, Paolo Uccello; velluti e dettagli sartoriali di Carpaccio, Tiziano, Tintoretto; fianchi allargati come in Velàzquez; ed ecco Tiepolo, cui rende pubblicamente omaggio. S’impadronisce inoltre, filtrandole attraverso la propria sensibilità e cultura, di ogni novità e suggestione del ‘900. Ma tutta la sua produzione rimanda, soprattutto, all’eterno sogno umano del superamento dei propri limiti, attraverso la creazione di abiti di dimensioni impossibili, con propaggini asimmetriche, ali d’uccello o farfalla, zampilli serici, grandi code…. In essi le forme naturali del corpo si oltrepassano in una sorta di dimensione “divina”, astratta, priva di esigenze materiali, fisiche, temporali. E appunto al di fuori del tempo e della moda le sue opere, ospitate nei maggiori musei del mondo, si rivelano in tutta la loro stupefacente presenza estetica.

 

Dal 6 marzo al 4 maggio 2009

Museo Fortuny, Campo San Veneto, San Marco 3958 - VENEZIA

Roberto Capucci

A cura di Daniela Ferretti, Enrico Minio, Milly Passigli

Vernissage: venerdì 6 marzo, dalle 11 alle 16

Orario: 10 – 18 (biglietteria 10-17); chiuso martedì, 1 maggio

Biglietti: intero: euro 8,00, ridotto: euro 5,00

Info: tel. 0415209070

mkt.musei@comune.venezia.it

www.museiciviciveneziani.it