La Madama Butterfly di Giacomo Puccini al Teatro La Fenice

Opera
[img_assist|nid=20290|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]VENEZIA - Venerdì 22 maggio 2009, alle ore 19.00, quarto appuntamento della Stagione lirica 2009, andrà in scena al Teatro La Fenice Madama Butterfly, tragedia giapponese in due atti di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica tratto dal racconto omonimo di John Luther Long e dalla tragedia omonima di David Belasco. Andata in scena per la prima volta al Teatro alla Scala il 17 febbraio 1904, l’opera fu più volte rimaneggiata dall’autore negli anni successivi, fino alla versione ‘definitiva’ pubblicata nella partitura a stampa del 1907 (versione adottata ora alla Fenice), proposta in francese a Parigi il 28 dicembre 1906 e in italiano a New York l’11 febbraio 1907. Il capolavoro pucciniano sarà presentato a Venezia in un recente allestimento della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari a firma di Daniele Abbado per la regia, Graziano Gregori per le scene, Carla Teti per i costumi e Valerio Alfieri per le luci. Regista collaboratore Boris Stetka. Nicola Luisotti dirigerà l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice (maestro del Coro Claudio Marino Moretti) e un doppio cast formato da Micaela Carosi e Oksana Dyka nel ruolo di Cio-Cio-San, Rossana Rinaldi e Daniela Innamorati in quello di Suzuki, Massimiliano Pisapia e Luca Lombardo in quello di Pinkerton, Gabriele Viviani e Simone Piazzola in quello di Sharpless; Elisabetta Forte sarà Kate Pinkerton, Bruno Lazzaretti sarà Goro, Elia Fabbian il principe Yamadori, Alberto Rota lo zio bonzo. Nei ruoli di Yakusidé, il commissario imperiale, l’ufficiale del registro, la madre di Cio-Cio-San, la zia e la cugina saranno impegnati, in alternanza, gli artisti del Coro Roberto Menegazzo e Marco Rumori, Claudio Zancopè e Carlo Agostini, Cosimo D’Adamo e Stefano Meggiolaro, Paola Rossi e Francesca Poropat, Gabriella Pellos e Marta Codognola, Antonella Meridda ed Emanuela Conti. Sei le repliche alla Fenice, sabato 23 maggio 2009 alle ore 15.30 (turno C), domenica 24 alle 15.30 (turno B), martedì 26 alle 19.00 (turno D), mercoledì 27 alle 19.00 (turno E), venerdì 29 alle 19.00 (turno P) e sabato 30 alle 17.00 (fuori abbonamento). Altre quattro repliche si terranno il 4, 5, 6 e 7 giugno 2009 presso il National Centre for the Performing Arts di Pechino nell’ambito della terza tournée cinese della Fondazione Teatro La Fenice. La recita di mercoledì 27 maggio sarà proiettata in diretta in 102 sale cinematografiche italiane ed europee aderenti al progetto DDCinema (Distribution Digital Cinema), un progetto internazionale che si vale della tecnologia digitale in alta definizione unita alla trasmissione satellitare. Saranno coinvolte sei sale in Germania, una in Austria, una nei Paesi Bassi, due nella Repubblica Ceca, una in Romania, 45 in Spagna, 46 in Italia (di cui otto nel Veneto: Warner Marcon, Cinema Rex di Padova, Cinema Giardino di San Giorgio delle Pertiche, Sala della Comunità di Brendola, Warner e Cinema Primavera di Vicenza, Warner La grande mela e Cinema San Massimo di Verona). Accolta dal pubblico della Scala di Milano con «grugniti, boati, muggiti, risa, barriti, sghignazzate», Madama Butterfly fu trascinata al suo infausto esordio (17 febbraio 1904) da un’infelice trovata di Tito Ricordi in veste di ‘regista’, che volle «colorire il quadro con maggior suggestione» aggiungendo «al cinguettìo della scena» la risposta di «altri stormi dal loggione», disseminandovi «con appositi fischietti intonati musicalmente, alcuni impiegati della Ditta e delle Officine. Agli schiamazzatori non parve vero d’approfittarne». Ormai è chiaro che il fiasco fu dovuto a una claque, probabilmente inviata dall’editore-impresario rivale di Ricordi, Sonzogno, dopo il fallimento di Siberia di Giordano, andata in scena alla Scala tre mesi prima (dicembre 1903). La fiducia di Puccini nella sua creazione tuttavia non vacillò, e ottenne una vistosa conferma con il grande successo arriso a Madama Butterfly a partire dalla ripresa del 28 maggio 1904 al Teatro Grande di Brescia (un successo da allora mai più venuto meno), tanto da conquistare in brevissimo tempo a questo capolavoro il rango di ‘classico’ del teatro musicale. Quattro anni prima dell’infausto esordio milanese, durante l’estate del 1900, Puccini aveva assistito a Londra alla rappresentazione di un dramma d’analogo soggetto che David Belasco aveva tratto da una novella dell’avvocato newyorchese John Luther Long, mutandone il finale da lieto a tragico. Il suo[img_assist|nid=20292|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=446] fiuto teatrale gli aveva fatto riconoscere nella protagonista Cio-Cio-San un personaggio affascinante, la cui caratterizzazione si adattava singolarmente alle proprie inclinazioni di compositore: per mano dei fidati Illica e Giacosa l’opera venne totalmente incentrata sulla protagonista, attorno alla quale vennero fatti ruotare gli altri personaggi. Raffinate alchimie timbriche e continui richiami a modelli musicali orientaleggianti (emerge il ricorso a scale difettive o a procedimenti armonici eterodossi) accompagnano il percorso psicologico della fragile geisha dall’iniziale ingenuità al dubbio ed alla dolorosa rassegnazione finale con sensibilità e delicatezza straordinarie, tanto da farne uno dei personaggi più umanamente e finemente caratterizzati dell’intera storia del melodramma. Madama Butterfly è anche un atto di condanna contro la violenza ottusa e barbarica della cosiddetta civiltà occidentale, contro il suo sadismo, la sua superficialità, il suo cinismo, il suo infondato senso di superiorità. Lontana anni luce da certa facile e sterile oleografia orientalistica, essa pone con forza il tema del contrasto tra culture del quale è vittima la protagonista, incentrando su di essa (su una piccola giapponese ingenua e naïve) l’indagine psicologica, con esiti che conoscono paragone solo nelle figure femminili più interiormente ricche (Violetta, Tat’jana…) della storia del melodramma. Di grande rilievo è lo stile musicale dell’opera, che non evita contaminazioni linguistiche delle più ardite: accanto al già menzionato influsso della musica giapponese, che prende sostanza soprattutto nel frequente ricorso alla scala pentafona, confluiscono elementi della tradizione occidentale colta (il fugato, gli echi wagneriani, i richiami a Massenet, le reminiscenze dalla Bohème e da Tosca, ma anche la scala per toni interi e altri modalismi orientaleggianti derivati dalla musica russa) e di quella d’uso (l’inno della marina statunitense, oggi inno nazionale americano): un mélange estremamente duttile di modelli che consente da un lato svariate possibilità combinatorie nell’invenzione sonora, tali da garantire la continua adesione della musica all’azione ovvero la sua profonda pregnanza drammaturgica, e dall’altro una continua reinvenzione del suono che evita lo scadimento del linguaggio a un cliché orientalistico estetizzante, il cui manierismo avrebbe miseramente banalizzato l’autenticità della vicenda umana di Butterfly. Stagione 2009 - Lirica e BallettoDal 22 al 30 maggio 2009 venerdì 22 maggio, ore 19:00; sabato 23 maggio, ore 15.30; domenica 24 maggio, ore 15.30, martedì 26 maggio, ore 19.00, mercoledì 27 maggio, ore 19.00, venerdì 29 maggio, ore 19.00; sabato 30 maggio, ore 17.00 Teatro La Fenice, San Marco 1965 - VENEZIA Madama Butterfly tragedia giapponese in tre atti libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dalla tragedia Madame Butterfly di David Belasco musica di Giacomo Puccini prima rappresentazione assoluta: Milano, Teatro alla Scala, 17 febbraio 1904 personaggi e interpreti principali Cio-Cio-San Micaela Carosi (22,24,27,30) – Oksana Dyka (23,26,29) Suzuki Rossana Rinaldi (22,24,27,30)– Daniela Innamorati (23,26,29) Kate Pinkerton Elisabetta Forte F.B. Pinkerton Massimiliano Pisapia (22,24,27,30) – Luca Lombardo (23,26,29) Sharpless Gabriele Viviani (22,24,27,30) - Simone Piazzola (23,26,29) Goro Bruno Lazzaretti Il Principe Yamadori Elia Fabbian Lo zio Bonzo Alberto Rota Yakusidé Roberto Menegazzo (22,24,27,30) - Marco Rumori (23,26,29) Il commissario imperiale Claudio Zancopè (22,24,27,30) – Carlo Agostini (23,26,29) L’ufficiale del registro Cosimo D’Adamo (22,24,27,30) – Stefano Meggiolaro (23,26,29) La madre di Cio-Cio-San Paola Rossi (22,24,27,30) – Francesca Poropat (23,26,29) La zia Gabriella Pellos (22,24,27,30) - Marta Codognola (23,26,29) La cugina Antonella Meridda (22,24,27,30) – Emanuela Conti (23,26,29) maestro concertatore e direttore Nicola Luisotti regia Daniele Abbado scene Graziano Gregori costumi Carla Teti Orchestra e Coro del Teatro La Fenice direttore del Coro Claudio Marino Moretti con sopratitoli allestimento Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari Info: www.teatrolafenice.org