La neve e l’incanto del Slava’s Snowshow sul palcoscenico del Politeama Rossetti

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[img_assist|nid=18488|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]TRIESTE - È stato davvero un evento eccezionale lo Slava’s Snowshow, quando nel marzo 2007 è stato dato al Politeama Rossetti per la prima volta: il pubblico ha iniziato subito a chiedere nuove recite dello spettacolo, uno fra i rarissimi che possieda la capacità di coinvolgere e ammaliare tutti, dal bimbo che arriva a teatro per la prima volta al più disincantato professionista, che si ritrova quasi per magia privo d’inibizioni, a subire allegramente gli scherzi dei pagliacci o a giocare con loro a pallone… Sarà molto festeggiato, dunque, il ritorno nel cartellone dello Stabile regionale dello spettacolo, che da mercoledì 4 a domenica 8 marzo, inserisce Trieste, nel tour nazionale organizzato dall’ATER - Associazione Teatrale Emilia Romagna. Slava’s Snowshow è un’esperienza da vivere: quasi impossibile spiegare veramente cos’è… Forse una sola parola si avvicina a quello che regala al pubblico: “incanto”. Incanto e poesia, gioco, divertimento, emozioni… lo spettacolo è un irresistibile, [img_assist|nid=18489|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=633]ironico, spesso melanconico viaggio nella tradizione della clownerie, un caleidoscopio di personaggi e situazioni che culminano nella spettacolare tormenta di neve che si abbatte sugli spettatori: un coup de theatre di rara bellezza ed efficacia, che ha lasciato senza parole il pubblico di tutto il mondo. Creato da Slava Polunin, lo Slava’s Snowshow è in scena da quasi vent’anni nei principali teatri di tutto il mondo, dal 2004 è attrazione fissa off-Broadway, e dal 1994 alcuni dei numeri sono stati inglobati dal Cirque du Soleil nello spettacolo Alegria. Il teatro di Slava – come dice lui stesso – è un rituale magico e festoso costruito sulla base delle immagini e dei movimenti, sui giochi e sulla fantasia; è un teatro che nasce inesorabilmente dai sogni e dalle fiabe; è ricco di speranze, di desideri e di nostalgie, di mancanze e disillusioni. È un teatro in continuo mutamento che si nutre dell’improvvisazione spontanea nel rispetto scrupoloso della tradizione; è un teatro che si colloca nel filone della sintesi multi-sfaccettata contemporanea, al confine tra vita e arte e crea un’unione epica intimistica tra tragedia e commedia, assurdità e spontaneità, crudeltà e tenerezza. È un teatro – infine – che sfugge a qualsiasi definizione, all’interpretazione unica della sue azioni e da qualsiasi tentativo di limitazione della sua libertà. È considerato il miglior clown del mondo Slava Polunin: nasce in una piccola città russa, Novosil. Trascorre tutta la sua infanzia in mezzo alle foreste, ai campi e ai fiumi. Vive in un mondo incontaminato che ha sviluppato le sua capacità di inventare cose e storie sempre nuove: Slava ama costruire le case sugli alberi – anche di quattro piani, piccole città di neve e organizza divertenti feste con i suoi amici. Grazie alla televisione e al cinema, conosce e si innamora dei grandi clown e dei grandi mimi. Il suo sogno è quello di poter diventare un clown; a 17 anni si trasferisce a San Pietroburgo (all’epoca Leningrado) con l’intenzione di studiare ingegneria. In realtà, si iscrive a una scuola di mimo; inizia così il lungo cammino di Slava verso la riscoperta e la riaffermazione dell'arte del vero clown.Slava e la sua Compagnia – fondata nel 1979 – danno una nuova valenza al ruolo del clown. La sua eccentrica pantomima, che lui definiva con ironia idiozia espressiva [img_assist|nid=18490|title=|desc=|link=none|align=left|width=640|height=545](Expressive Idiotism) gli è valsa una grande popolarità. Asisyai, il suo clown più famoso è una figura commovente e ironica, vestito di una tuta gialla da lavoro e con un paio di pantofole rosse soffici. Questo personaggio meditabondo, gentile è nato prendendo spunto dalla tristezza poetica dei clown di Leonid Engibarov, dalla raffinata filosofia della pantomima di Marcel Marceau, dall’umanità e dalla comica amarezza dei grandi film di Chaplin. Slava li considera come i suoi maestri. All’inizio Asisyai era multi-sfaccettato; poteva essere gentile e spontaneo, ma ironico il minuto dopo, superbo nella sue convinzioni con il suo invincibile Zya!. Ne scaturì l’idea che ogni aspetto del personaggio poteva diventare un personaggio a sé stante. Così è nata l’idea di un teatro di clown, ognuno diverso dall’altro ma riconoscibile e familiare. La reputazione di Slava da allora cresce molto rapidamente, al punto che tanti sono i suoi allievi disposti persino a viaggiare per miglia pur di imparare la sua tecnica di fusione tra teatro visivo e clown. Molti degli ex-allievi di Slava hanno oggi delle proprie compagnie e alcuni hanno preso parte alle produzioni del mitico Cirque du Soleil. Slava approda con la sua Compagnia in Inghilterra nel 1988. Le sue prime tre recite all’Hackney Empire sono sufficienti per renderlo famoso. Cinque anni dopo, raccoglie le gag e gli sketch più famosi del suo repertorio in un unico spettacolo Slava’s Snowshow. Dal 4 al 8 marzo 2009, ore 20:30 Sabato 7 marzo, alle ore 16.00 e alle ore 20.30 Domenica 8 marzo, solo alle ore 16.00 Politeama Rossetti. Viale XX Settembre, 45 – TRIESTE Slava’s Snowshow di Slava Polunin con Scott Derek, Artem Zhimolokhov, Jef Johnson, Vanya Polunin, Yury Musatov, Tatiana Karamysheva, Francesco Bifano Scene di Viktor Plotkinov e Slava Polunin Regia di Viktor Kramer Una produzione Slava Gwenael Allan tournée italiana organizzata da ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna Biglietti: Interi da € 24 a € 39.00 Ridotti da € 19 a € 33.00 Loggione: € 7.50 Info: tel. 040.3593530 info@ilrossetti.it www.ilrossetti.it