Le personali di Jeff Ono e Jason McLean alla Perugi Arte Contemporanea

Verniss@ge

[img_assist|nid=5340|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]PADOVA - La galleria Perugi Arte Contemporanea  propone dal 31 marzo al 22 maggio 2007 un doppio appuntamento con l'arte contemporanea americana: la mostra delle sculture di Jeff Ono dal titolo New objects e, nella B Side Room, i disegni di Jason McLean nella mostra Uncle Porkchop.

Le sculture di Jeff Ono si dispiegano nello spazio con grovigli di forme voluttuose, alternando il bianco e nero a tenui colori pastello. Sono espressione di un minimalismo mai freddo e impersonale ma capace di evocare la natura, il corpo umano, forme primordiali di vita terrestre ed extraterrestre.

Come Roy Neary nel capolavoro spielberghiano Incontri ravvicinati del terzo tipo Ono insegue le immagini suggerite dal suo inconscio per realizzare con materiali quotidiani (creta, nastro adesivo, cartone) sculture che sarebbe riduttivo definire "astratte"; semplicemente la sua figurazione (ma anche questo termine non rende giustizia del suo lavoro) si ispira a quegli aspetti meno evidenti - in qualche modo occulti - della realtà: la vita cellulare e quella degli abissi, il groviglio di organi racchiusi nel nostro corpo. Ma quel che affascina l'artista è soprattutto l'intersezione tra sistemi differenti, la metamorfosi intesa come passaggio da una forma all'altra, come "rottura" spesso violenta e improvvisa (riconosciuta nello starnuto, nel singhiozzo, nell'orgasmo, nell'infarto). Ono definisce il suo lavoro "una metonimia capace di descrivere il corpo".

Anche quella dei disegni di McLean non è certo un'astrazione in stile[img_assist|nid=5341|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=479] hard edge. La presenza dell'illusione prospettica, sia pur interpretata in una maniera non accademica, allude allo spazio mentale in cui l'artista rielabora il flusso di informazioni che quotidianamente ci assedia.
Indicatori di direzione, grovigli di segni tracciati nervosamente, occhi, intestini e scritte in dissolvenza si espandono sulla carta con l'andamento di un rizoma. E' un riboccare di immagini simultanee. L'artista ha un forte senso del colore, della linea, del ritmo, che emerge nell'incrocio tra le iperboli tracciate da pennellate spesse e asciutte. E’ una pittura che sembra riproporre le istanze di alcune delle correnti più significative dell'arte americana del XX secolo.

La scrittura convulsa, quasi automatica di McLean sembra fondere il surrealismo opulento e crudele di un Gorsky con l'ironia vivace dell'arte di strada. Dell'espressionismo astratto troviamo l’attrazione per la casualità, in particolare attraverso macchie, sbavature e forme incompiute l’artista suggerisce l'interdipendenza tra ordine e caos. Per un pittore è fin troppo facile nascondere i propri errori, McLean è interessato a mostrare la natura umana così come realmente è: con le sue "correzioni" lasciate lì da compiere e i suoi dilemmi irrisolti. (Luca Vona)

[img_assist|nid=5342|title=|desc=|link=none|align=left|width=479|height=640]Dal 31 marzo al 22 maggio 2007

Perugi artecontemporanea, via Giordano Bruno 24 B - PADOVA

Jeff Ono - New objects

nella B Side Room: Jason McLean - Uncle Porkchop

A cura di Luca Vona
 
Vernissage: sabato 31 marzo 2007, ore 18.30

Orari: da lunedì a sabato ore 17.30 - 20.30
Mattina e festivi per appuntamento

Info: Tel. 0498809507

perugiartecontemp@libero.it

www.perugiartecontemporanea.com