Le sculture di Giorgio Celiberti all'Abbazia di Rosazzo

Art&Fatti
[img_assist|nid=23996|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]Manzano (UD) - Sarà la millenaria Abbazia di Rosazzo a Manzano, a fare da cornice all’esposizione di scultura del maestro Giorgio Celiberti che verrà inaugurata sabato 26 settembre alle ore 18.30, nell’ambito della rassegna biennale Arte per credere ideata dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo. Fino al 6 gennaio 2010 la chiesa, i chiostri, le sale e il giardino del monastero ospiteranno oltre 60 opere dello scultore e pittore friulano.

A testimoniare l’importanza dell’evento, al taglio del nastro di interverrà l’assessore alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia, Roberto Molinaro. La mostra gode del patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Udine, dei Comuni di Udine, Manzano, San Giovanni al Natisone, Corno di Rosazzo, Remanzacco.

Nato nel 1929 a Udine, Giorgio Celiberti ha scelto questo scrigno incastonato nei colli orientali del Friuli, a venti chilometri dalla sua città natale e a una decina dal confine con la Slovenia, per festeggiare con una mostra personale i suoi ottant’anni di vita, nonché una carriera iniziata nell’immediato dopoguerra. Alla Biennale di Venezia del 1948, del giovanissimo pittore si interessarono i migliori critici d’arte del panorama italiano. Da quel momento, che segnò la nascita del percorso artistico del pittore-scultore apprezzato a livello internazionale, sono trascorsi 59 anni e ancora oggi il maestro non smette di stupire.

Con questa mostra vorremmo cercare di scoprire qualcosa di nuovo [img_assist|nid=23997|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=457]nella sua pittura e scultura e su tutto quanto ha sperimentato sin qui – commenta Giuliano Pavan, curatore ed organizzatore della Rassegna Arte per credereLui che ha visitato tanti paesi del mondo, ha respirato tante “arie” e tante latitudini sociali ed artistiche. Ha bevuto avidamente alla fonte perenne del colore e della fantasia dell’uomo, ha “gremito di idee” migliaia di bianche tele e si è applicato con sacrificio alla dura pietra e ai bollenti bronzi ricavandone opere nuove e anticipatrici. Dopo tanto peregrinare raggiunge le “Sacre Pietre” dell’Abbazia di Rosazzo, non come uno stanco pellegrino, ma come un speranzoso giovane teso a nuovi percorsi. Vogliamo sperare che questa esposizione permetta a tanti di penetrare nei più nascosti pensieri dell’artista, di questo autentico uomo, giovanissimo ottantenne.

Proprio a Rosazzo, Celiberti esporrà per la prima volta in assoluto 9 croci realizzate in legno e cemento di notevoli dimensioni. Le installazioni, di due metri d’altezza, troveranno posto all’interno della chiesa, e fino al termine della mostra, testimonieranno lo stretto vincolo, indissolubile, tra arte e fede. Tuttavia, sono allo stesso tempo simbolo di sofferenza e speranza, due concetti molto presenti nell’attività dell’artista. Si deve tornare al 1965, quando Celiberti riceve un forte impatto emotivo dalla visita al campo di concentramento di Terezin, vicino a Praga. Qui migliaia di bambini ebrei prima di essere trucidati avevano lasciato testimonianze della loro tragedia, un’esperienza che porta il pittore a realizzare il ciclo che lo rende noto al grande pubblico: quello dei Lager costituito da tele preziose per impasti e cromie, nelle quali inserisce i segni innocenti lasciati sui muri. Ecco che le opere del maestro divengono testimonianza di uno spirito di speranza e, nello stesso tempo, degli orrori perpetrati contro i più deboli.

Siamo onorati di poter ospitare alcune opere di Giorgio Celiberti e di poterle offrire ad un pubblico certamente qualificato
– sottolinea il presidente della “Fondazione Abbazia di Rosazzo”, monsignor Igino Schiff – L’artista, che ci è particolarmente vicino perché originario di questa nostra terra friulana, partecipe delle vicende storiche e delle sensibilità culturali di questi ultimi decenni, fortemente sensibile ai drammi del proprio tempo, è capace di rimeditarli e di proporli facendone emergere i tratti problematici, certamente attuali, lasciando intravedere la possibilità che ben altre pagine possano essere scritte in futuro nella storia degli uomini. Il tutto col linguaggio dell’arte, che trascende le parole.

Da un decennio l’Abbazia di Rosazzo accoglie ogni due anni una mostra d’arte contemporanea. È questo un impegno assunto e puntualmente attuato dalla Fondazione che porta lo stesso nome. Il progetto tende a indicare e valorizzare presenze di artisti di indubbio valore, capaci di far emergere tratti significativi del mondo d’oggi, con particolare attenzione alla terra in cui l’Abbazia si trova. Prima di Celiberti, sono stati ospiti di Arte per credere i pittori Arrigo Poz (1999) e Safet Zec (2001) e gli scultori Pablo Atchungarry (2003), Novello Finotti (2005) e Yoshin Ogata (2007).

Da settembre a gennaio, Giorgio Celiberti, nato come pittore e arrivato negli anni Sessanta a imporsi anche come scultore, oltre che con le croci inedite, valorizzerà il chiostro, le stanze e il giardino dello scrigno di Manzano con 15 stele d’alluminio, 10 pecore di bronzo, 40 lastre d’alluminio, 8 vetri-scultura e alcune opere inedite frutto di un viaggio nell’arte lungo oltre mezzo secolo.

Dal 26 settembre 2009 al 6 gennaio 2010

Abbazia di Rosazzo, Piazza Abbazia Di Rosazzo - Manzano (UD)

Arte e fede all'Abbazia di Rosazzo. Giorgio Celiberti

Vernissage: sabato 26 settembre, alle ore 18.30

Orario: tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle15 alle 18

Ingresso libero

Info: tel. 0432759091 ,
fondazione@abbaziadirosazzo.it
www.abbaziadirosazzo.it