Le Turbulent Topologies di Markos Novak alla Fondazione Bevilacqua La Masa

Archi&Travi

[img_assist|nid=14618|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]VENEZIA - La Fondazione Bevilacqua La Masa ospita la prima personale di Markos Novak [1957, Caracas) oltre che artista e architetto, uno dei maggiori teorici mondiali delle arti nell’epoca del cyberspace. La mostra nasce in collaborazione con la Garanti Gallery di Istanbul e avrà luogo negli spazi di Palazzetto Tito in concomitanza con la XI Mostra Internazionale di Architettura.

La mostra inaugura il 12 settembre e chiude il 16 novembre 2008, inserendosi come un tassello importante del programma che la Bevilacqua a Masa sta dedicando da anni alla teoria e alla pratica della cultura digitale. Il titolo della rassegna, Turbulent Topologies, allude a quanto lo spazio vissuto risulti essere un elemento fluido, sempre diverso da se stesso. L’esposizione sarà centrata su una grande installazione interattiva, con la quale Marcos Novak si collega alla sua teoria dell’ ”architettura liquida” sviluppata nei primi anni Novanta.
La mostra è divisa in due sezioni. La prima vicino all’ingresso è caratterizzata da una installazione interattiva; un grande cubo, munito di video camere in grado di catturare il movimento delle persone e di microfoni, è collegato ad un computer, a un[img_assist|nid=14619|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=425] impianto audio e ad un proiettore. Il visitatore è invitato ad entrare nel cubo tenendo dei sensori in mano e perlustrerà l’architettura invisibile seguendo la guida del suono e della visualizzazione.
La seconda parte della mostra presenta una serie di “sculture turbolente” elaborate da un software concepito per questo scopo.
I modelli/sculture sono stati prodotti ad Istanbul così come il cubo, e ora, arrivando a Venezia vengono aggiunti nuovi modelli/sculture e nuovi espositori progettati e prodotti della Garanti Gallery per Palazzetto Tito.
Un flusso diviene turbolento quando è soggetto a vortici, a improvvise accelerazioni di correnti interne; così lo spazio che noi viviamo è normalmente soggetto a forze invisibili come i campi elettromagnetici e può essere alterato dalla nostra presenza.
L'opera introduce un'idea visionaria di design e scultura ma anche in scala più allargata un nuovo modo di "abitare lo spazio”. Si tratta così di immaginare una nuova architettura come risultato di interazione di forze invisibili, che partendo dalla progettazione nel virtuale possa emergere nel reale con caratteristiche innovative. Infatti, le possibilità sempre crescenti della progettazione virtuale e digitale permettono di collegare corpo e spazio, tecnologia e biologia, esperienza visiva e uditiva; tutto questo si può riassumere nell'idea di architettura trasmissibile in grado di collegarsi ad altri campi in modo ipermediale superando continuamente i suoi confini disciplinari; gli artisti e gli architetti del futuro progetteranno attraverso questi strumenti.

[img_assist|nid=14620|title=|desc=|link=none|align=left|width=512|height=640]Marcos Novak è uno degli artisti e teorici più visionari del momento; si definisce un trans-architetto. I suoi saggi, le interviste, i progetti sono stati tradotti in più di 20 lingue e sono apparsi in più di 70 paesi. Il suo lavoro rifugge intenzionalmente dalle categorie tradizionali, disegnando sopra l’architettura musica e calcolo mettendo insieme influenze che provengono dall’arte, dalla scienza e dalla tecnologia. E' universalmente riconosciuto come il teorizzatore dell'architettura nel cyberspazio, dell’approccio critico allo spazio virtuale come spazio architettonico e urbano e dell'uso in ambito architettonico e del design del calcolo generativo. Il suo saggio importante “Architettura liquide nel Cyberspazio” all’inizio degli anni novanta è stato tradotto in numerose lingue ed è presente nelle raccolte di testi sull’era digitale accanto a firme come quelle Charles Babbage, Alan Turino, Marshall Mcluhan. Ha ideato molti termini ormai ampiamente diffusi tra i quali: "transvergenza”, “transarchitetture,” “transmodernità,” “architettura liquida” , “musica navigabile”, “cinema abitabile”, “archimusica,” “allogenesi,” e molti altri, anticipando molti dei successivi sviluppi dell'arte, dell’architettura e musica digitale, nonché delle ricerche sulla realtà virtuale, alternativa, combinata, accresciuta. I suoi attuali interessi attuali ricerche coinvolgono le nano e bio tecnologie, ipotizzando che attualmente ci si trovi in una fase culturale caratterizzata da The Production of the Alien, sulla base di un parallelismo con l'idea rinascimentale del Production of Man. Ha partecipato a numerose mostre internazionali, inclusa la 7° e la 9° Biennale di Architettura di Venezia, sia al padiglione internazionale principale che al settimo padiglione dove rappresentava la Grecia.
In relazione al ruolo centrale che ha avuto e che continua ad avere nel processo di accettazione e integrazione del digitale nell'architettura avanzata, e come componente del "DigitalReal", un'importante mostra di architettura di livello internazionale ospitata dal DAM (Deutsches Architektur Museum, Frankfurt, Germany), è stato invitato a scrivere una cronologia insieme storico/biografica dello sviluppo dell'architettura digitale e il suo ruolo in essa.
Attualmente è professore all’Università della California a Santa Barbara, dove è membro del CNSI (Istituto della California per i Nanosistemi), del MAT (Arte Media Tecnologia) e del Word Technology Network.
Il XXIII Congresso mondiale dell’UIA (Unione internazionale degli architetti) svoltosi nel 2008 si intitolava “Transmitting Architecture” come un suo notorio saggio pubblicato nel 1995.

Dal 13 settembre al 16 novembre

Fondazione Bevilacqua La Masa, Dorsoduro 2826 - VENEZIA

Markos Novak - Turbulent Topologies
 
A cura di Stefano Coletto, Pelin Dervis

Vernissage: venerdì 12 settembre, alle ore 18.30

Orario: da mercoledì a domenica dalle 10.30 alle 17.30

Info: tel. 0415207797
info@bevilacqualamasa.it
www.bevilacqualamasa.it