Leros. Anche il Nulla ha un nome: gli scatti di Antonella Pizzamiglio in mostra a Trieste

Deep Focus
[img_assist|nid=26386|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]TRIESTE -  Non devo dirvi che è un’isola Greca, vicino a Coos, luogo di Ippocrate, dove nasce la medicina. Non devo dirvi che lì Mussolini ha costruito la più importante base aeronavale del Mediterraneo (che a me è servita per la sopravvivenza). Devo dirvi che ero li a vivere nel più orrendo manicomio che l’uomo (ma quale uomo, mi viene da chiedermi ogni volta) abbia conosciuto.   Comincia così, nelle parole della fotografa Antonella Pizzamiglio, la memorabile, drammatica quanto intensa esperienza artistica, affrontata nel 1989 dall’artista, che ha firmato il primo reportage fotografico sul peggior manicomio del mondo, quello di Leros appunto. Il percorso espositivo dedicato a quella sconvolgente indagine, Leros. Anche il Nulla ha un nome,  viene proposto nei prossimi giorni nell’ambito dell’incontro internazionale Trieste 2010: che cos’è ‘salute mentale?”, promosso dal Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, in programma nel Parco Culturale di San Giovanni dal 9 al 13 febbraio. La mostra, per iniziativa della Provincia di Trieste, con l’apporto dell’Azienda per i Servizi Sanitari Triestina n.° 1 e a cura di Artestudioarte Srl, sarà visitabile da venerdì 29 gennaio (vernissage ore 18.30) fino al 27 febbraio, nello  Spazio Rosa del Parco di San Giovanni (via Bottacin 4), con ingresso gratuito dal martedì al sabato, dalle 17 alle 20. Ad amplificare il pathos e la drammaticità degli scatti fotografici, con la partecipazione di Epson che collabora attraverso la stampa nel segno di un’ "arte tecnologica in trasformazione", sarà un percorso di installazioni metalliche appositamente realizzate. La mostra rientra nel più articolato progetto Percorsi di luce, a cura di Antonella Pizzamiglio, che si aprirà il 10 aprile 2010. Sono andata li, per aiutare quell’uomo quello che non si riteneva tale, quello che viveva li e non lo si voleva far sentire e vedere, perché solo il potere aveva il sopravvento – ricorda ancora Antonella Pizzamiglio -  Non devo raccontare la mia storia, ma una storia di una partenza irresponsabile, attratta solo dal denunciare cose che non pensavo mai di vedere. Un arrivo su un battello di notte e un’entrata misteriosa di una giovane italiana amica dell’unico psichiatra amico da anni, ma sicuramente mai visto. Una recita [img_assist|nid=26387|title=|desc=|link=none|align=right|width=467|height=640]quasi cinematografica in un ambiente che nulla aveva della finzione. Un passaggio attraverso a stecche di sigarette, una bicicletta che mi permetteva di viaggiare  tra orrori e caffè bevuti insieme a guardiani che solo lo sguardo mi pietrificava. Ammassi di gente, odori insostenibili, gemiti che i sensi non avevano mai udito e un obbiettivo elettrificato dal poter cogliere tutto e portare a casa, cosa, la consapevolezza che un “uomo” non poteva esistere. La forza in quei 4 giorni, un’immagine che potesse dare dignità a quelle persone. La forza che solo attraverso questo obbiettivo ci potesse essere il raggiungimento di poterne uscire e insieme a Loro di poter dare una nuova vita alle immagini, alla vita. Niente di più riesco a raccontare. [img_assist|nid=26388|title=|desc=|link=none|align=left|width=640|height=420]Trieste 2010: che cos’è ‘salute mentale? Dal 29 gennaio al 27 febbraio 2010 Parco culturale di San Giovanni, Spazio Rosa, Via Bottacin,4 TRIESTE Antonella Pizzamiglio- Leros. Anche il Nulla ha un nome Vernissage: venerdì 29 gennaio, alle ore 18.30 Orario: dal martedi al sabato dalle 17 alle 20 Ingresso libero Info: antonella@artestudiofoto.com www.artestudioarte.com