Lo Sguardo dei Maestri: dedicata a Jean-Luc Godard la dodicesima edizione

ConSequenze
UDINE - Dopo aver presentato l’opera di Bresson, Buñuel, Tati, Ophüls, Dreyer, Fellini, Bergman, Welles, Resnais, Mizoguchi e Losey Lo Sguardo dei Maestri, giunto alla sua dodicesima edizione, celebra Jean-Luc Godard. L’omaggio in terra friulana ripropone l’opera di Godard nella formula consueta di una grande retrospettiva (Udine - Visionario – e Pordenone – Cinemazero) accompagnata da un Convegno Internazionale di Studi (Udine 5 e 6 febbraio 2010). Ai due appuntamenti nel Nord-Est  si aggiunge, dal gennaio 2010, l’integrale dell’autore organizzata dalla Cineteca di Bologna. Celebrare oggi Jean-Luc Godard non significa soltanto ritornare su uno dei più grandi cineasti della Nouvelle Vague, ma  esplorare  una figura di artista totale tra le più importanti della seconda metà del Novecento. Non un maestro consacrato e codificato dalla critica, ma un artista-artigiano  tanto famoso quanto solitario,  dal cui laboratorio di immagini e suoni continuano a giungerci segnali sorprendenti e originali. Un maestro irregolare e non riconciliato, il cui lavoro non ha cessato di trasformarsi e di rilanciarsi nel corso di un lunghissimo e splendido work in progress che non ha eguali nella storia del cinema degli ultimi cinquant’anni.   Studiare e rivedere i film di Jean-Luc Godard in Italia significa anche tentare di assumersi il compito - non facile - di recuperare un ritardo accumulatosi negli anni. Mentre nell’ultimo decennio il cineasta è stato oggetto di imponenti manifestazioni e omaggi a Londra, New York e Parigi (e peraltro in tutto il mondo),  l’Italia sembra per molti versi (salvo poche eccezioni) averlo dimenticato, quasi fosse rimasta ferma al mito Godard degli anni Sessanta, quando incontestabilmente il regista era una della figure più famose e discusse dalla quale era impossibile prescindere.   Per questo nella rassegna verranno presentati non solo alcuni dei capolavori massimi del regista – tutti da ri-scoprire - ma anche una selezione di opere più rare e meno note, anche inedite in Italia: da Fino all’ultimo respiro, Questa è la mia vitaIl disprezzo (nella versione non censurata) a Pierrot le fou, Sauve qui peut (la vie) Passion, Prénom Carmen, Nouvelle Vague. Verranno inoltre ripercorsi i “tragitti” più sperimentali e di ricerca del regista, con una scelta di film del gruppo Dziga Vertov (con Jean-Pierre Gorin)  e del periodo della sperimentazione  video e televisiva  di Son Image (con Anne-Marie Miéville),  per giungere ai film-collage saggistici e in parte autobiografici sulla memoria del secolo, complementi e appendici alle Histoire(s) du Cinéma(che a Udine e Pordenone si vedrà integralmente), come De l’origine du XXI siècle e altri. Si aggiunge alla lista anche lo splendido episodio dell’opera collettiva Ten Minutes Older (Dans Le noir du temps): attraverso sottili e elaborate tecniche di montaggio, il concetto del tempo per Godard espresso sotto forma di 10 piccoli film da un minuto, uniti insieme come infinitesimi frammenti di cinema, schermo e pensiero.   La manifestazione/tributo (in tutte e tre le città italiane) sarà accompagnata da un catalogo curato da Roberto Turigliatto (curatore dell’intero progetto) comprendente alcuni testi inediti e un’ampia antologia critica di tutti i film e si concluderà a Udine con il tradizionale convegno, a cui parteciperanno non solo critici e studiosi di cinema ma anche personalità della cultura e delle arti, oltre che cineasti, nel tentativo di mettere in luce non solo il ruolo giocato da Godard  nella storia del cinema moderno, ma più in generale l’impatto del suo “genio” sulla cultura degli ultimi cinquant’anni e il suo stagliarsi sull’orizzonte delle arti e del pensiero. Buon compleanno Jean-Luc!