Lo sguardo dei maestri: quest’anno occhi puntati su Mizoguchi

ConSequenze
[img_assist|nid=10460|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]PORDENONE - Dopo aver presentato l’opera di Bresson, Buñuel, Tati, Ophüls, Dreyer, Fellini, Bergman, Welles e Resnais Lo sguardo dei maestri, la manifestazione organizzata da CEC di Udine, Cinemazero di Pordenone, La Cineteca del Friuli giunta alla sua decima edizione, propone, a Udine e Pordenone, una retrospettiva ricchissima che ripercorrerà la carriera di Mizoguchi Kenji (1898-1956) uno dei registi ritenuti universalmente tra i più grandi della storia del cinema.
La rassegna non presenterà l’intera filmografia dell’autore (ammontante a una quarantina di film sopravvissuti sugli oltre gli ottanta realizzati) ma una corposa selezione di 11 titoli che si aprirà coi due film ritenuti pressoché unanimemente i suoi capolavori: Racconti della luna pallida d’agosto (Ugetsu Monogatari) e Vita di O-Haru, donna galante (Saikaku Ichidai Onna).
La carriera di Mizoguchi ha attraversato il cinema giapponese dalla sua formazione negli anni ’20 (purtroppo le sue opere mute sono andate perdute, con ben poche eccezioni) fino agli anni ’50, nei quali realizza i suoi film a colori. Il suo ultimo capolavoro, La strada della vergogna (Akasen Chitai), è del 1956; il regista morirà lo stesso anno mentre è impegnato nella preparazione di un altro film. 11 titoli (la retrospettiva - avrà luogo sia a Udine che a Pordenone - verrà inaugurata il 7 novembre prossimo) e un Convegno Internazionale di Studi[img_assist|nid=10461|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=464] che si svolgerà a Udine il 1 e il 2 febbraio 2008 con la partecipazione dei maggiori esperti dell’opera del regista giapponese e tra cui dalla Francia Jean Douchet, René Prédal e Alain Masson, dal Giappone Yomota Inuhiko, dagli Stati Uniti Joanne Bernardi e dall’Italia Roberta Novelli, Adriano Aprà e Dario Tomasi che ne è il curatore. Come per le precedenti edizioni la raccolta degli atti sarà pubblicata al termine dell’iniziativa.
Tre nomi rappresentano per antonomasia il cinema giapponese classico: Mizoguchi Kenji, Ozu Yasujiro e Kurosawa Akira (ma bisognerebbe aggiungere il grandissimo Naruse Mikio). Stranamente, dei tre Mizoguchi è oggi in Italia il meno noto a livello di grande pubblico. Anche per questo Lo Sguardo dei Maestri ha scelto di dedicare l’edizione 2007/08 a questo regista, fra i più affascinanti e sconvolgenti del cinema mondiale.
Mizoguchi nasce il 16 maggio 1898 in una famiglia povera. Un evento familiare lo segnerà indelebilmente, condizionandone anche l’opera artistica futura: l’amata sorella maggiore Suzu a 14 anni viene data in adozione e subito dopo venduta come geisha. Tuttavia un nobile si innamorerà di lei, riscattandola e in seguito sposandola. Suzu potrà così essere vicina al fratello con aiuto e consiglio.
Dei novanta film girati da Mizoguchi fra il 1923 e il 1956, purtroppo molti, realizzati prima della II guerra mondiale, sono andati perduti. Entrato nel cinema nel 1920, Mizoguchi realizza negli anni Venti una quantità prodigiosa di film del genere più vario, polizieschi, commedie, avventura, storie di fantasmi, con molti adattamenti dalla letteratura occidentale, da Hoffmann a O’Neill fino ad Arsène Lupin. Negli anni Trenta realizza i primi capolavori di una folgorante carriera che culminerà, a parere quasi unanime della critica, negli altissimi film degli anni Cinquanta, Vita di O-Haru, donna galante, I racconti della luna pallida d’agosto, L’intendente Sanshô, Gli amanti crocifissi. Negli ultimi anni Mizoguchi si accosta al colore. Mentre sta preparando un’altra opera, muore di leucemia il 24 agosto 1956.
All’interno di un’appassionata riflessione sulla mutevolezza delle cose umane e la precarietà del destino, il cinema di Mizoguchi mette in scena il conflitto: fra la passione e le forme sociali codificate; fra l’autonomia della donna e la sua condizione subordinata nella cultura giapponese; fra la dedizione femminile e l’egoismo maschile.
Il suo cinema ruota intorno all’elemento femminile (tra le sue attrici bisogna ricordare almeno la sublime Tanaka Kinuyo). Le donne di Mizoguchi sono creature allo stesso tempo sofferenti e forti, che ora si ribellano senza fortuna alle convenzioni, ora le trascendono nella purezza del sacrificio. Ritorna in modo quasi ossessivo nel suo cinema la figura del maschio debole, la cui felicità viene assicurata da una donna - amante e allo stesso tempo figura materna - che si sacrifica per lui. Si tratta di elementi presenti nella letteratura e nel teatro giapponesi all’epoca della giovinezza di Mizoguchi, in particolare nello shinpa (dramma in stile moderno, dove ha particolare importanza la figura del giovane debole, nimaine), ma il maestro giapponese li traduce in una dimensione atemporale.
Non va però messo in ombra un secondo grande tema che attraversa il cinema di Mizoguchi: la riflessione sull’artista - vale a dire, per evidente riflesso, su di sé e sulla propria attività di regista cinematografico. Pittori, artigiani, musicisti, attori, registi teatrali affollano i suoi film, tutte figure in cui si incarna la meditazione di Mizoguchi sull’arte come necessità espressiva assoluta, e quindi obbligo morale, che trova in se stessa - non nell’effimero successo - la sua ragion d’essere.
Il cinema di Mizoguchi si situa al confine tra il realismo della messa in scena e l’astrazione della purezza assoluta: congiunge una commovente autenticità a un estremo rigore formale. Lo stile di Mizoguchi è caratterizzato dalle inquadrature distanziate e dalla profondità di campo, nonché dalla tendenza a inquadrature di lunga durata senza stacchi (one scene one cut), che aumentano l’intensità del narrato. Mizoguchi predilige un “montaggio interno” realizzato mediante i complessi movimenti della macchina da presa e il movimento dei personaggi all’interno dell’inquadratura. È regista di insuperabile perizia nella composizione dell’immagine, e le sue inquadrature altamente elaborate sono raffinate come dipinti.
Lo spazio, nei suoi interni, è una dimensione variabile. La casa giapponese - entità dinamica coi suoi spazi che si formano o si chiudono grazie al movimento degli shoji, i pannelli scorrevoli - ha naturalmente ispirato al cinema giapponese una concezione dello spazio più dinamica di quella del cinema occidentale; di tale dinamismo Mizoguchi è il maestro assoluto, l’autore che raggiunge gli esiti più alti attraverso il modificarsi dello spazio in rapporto tanto al racconto quanto ai sentimenti dei personaggi. Incontentabile, maniacale fino allo sfinimento proprio e altrui, un uomo con una personalità riservata, a volte fragile, ma anche un carattere forte e imprevedibile: così lo ricorda il suo principale collaboratore, lo sceneggiatore Yoda Yoshikata. Siamo fieri di presentare l’opera del primo regista asiatico ad entrare nell’ideale galleria, che Lo Sguardo dei Maestri di anno in anno costruisce, dei genii ispiratori del cinema mondiale.

 

Dal 6 novembre 2007 al 31 gennaio 2008

Lo Sguardo dei Maestri 2007/2008 - X edizione

Visionario, Via Asquini, 33 - UDINE

Cinemazero Pordenone, Piazza Maestri del Lavoro, 3 - PORDENONE

Mizoguchi Kenji: un’implacabile perfezione

Il programma

Martedì 6 novembre 2007, ore 20.45 Pordenone
Mercoledì 7 novembre 2007, ore 20.30 Udine

I racconti della luna pallida d’agosto
(Ugetsu Monogatari, Ugetsu)

(1953) 97’, b/, sottotitoli italiani

Mercoledì 14 novembre 2007, ore 20.45 Pordenone
Giovedì 15 novembre 2007, ore 20.30 Udine

Vita di O-Haru, donna galante
(Saikaku Ichidai Onna, The Life of O-Haru)

(1952) 148’, b/n, v. o. sott otitolata in italiano

Mercoledì 21 novembre 2007, ore 20.45 Pordenone
Giovedì 22 novembre 2007, Udine

Le sorelle di Gion
(Gion no Stimai, Sisters of the Gion)

(1936) 69’, b/n, v. o. sottotitolata in italiano

Mercoledì 28 novembre 2007,
ore 20.45 Pordenone
Giovedì 29 novembre 2007, ore 20.30 Udine

O-sen delle cicogne di carta
(Orizuru Osen, The Downfall of O-Sen)

(1935) 91’, b/n, v. o. sottotitolata in italiano

Mercoledì 5 dicembre 2007, ore 20.45 Pordenone
Giovedì 6 dicembre 2007, ore 20.30 Udine

Storia dell’ultimo crisantemo
(Zangiku Monogatari, The Story of the Last Chrysanthemums)

(1939) 143’, b/n, v. o. sottotitolata in italiano

Mercoledì 12 dicembre 2007, ore 20.45 Pordenone
Giovedì 13 dicembre 2007, ore 20.30 Udine

L’intendente Sansho
(Sansho Dayu, Sansho the Bailiff)

(1954) 126’, b/n, v. o. sottotitolata in italiano

Giovedì 20 dicembre 2007,
ore 20.00 Pordenone
Venerdì 21 dicembre 2007, ore 20.00 Udine

LA vendetta dei 47 Ronin
(Genroku Chushingura, The Loyal 47)
(1941-1942) 111’ e 106’, b/n, v. o. sottotitolata in italiano

Mercoledì 9 gennaio 2008,
ore 20.30 Udine
Giovedì 10 gennaio 2008, ore 20.45 Pordenone

Gli amanti crocifissi
(Chikamatsu Monogatari, The Crucified Lovers)

(1954) 102’, b/n, v. o. sottotitolata in italiano

Mercoledì 16 gennaio 2008, ore 20.30Udine
Giovedì 17 gennaio 2008, ore 20.45 Pordenone

L’imperatrice Yang Kwei-Fei
(Yokihi, The Empress Yang Kwei-fei)

(1955) 91’, col., v. o. sottotitolata in italiano

Mercoledì 23 gennaio 2008,
ore 20.30 Udine
Giovedì 24 gennaio 2008, ore 20.45 Pordenone

Nuova storia del Clan Taira (l’eroe sacrilego)
(Shin Heike Monogatari, Tales of the Taira Clan)

(1955) 107’, col., v. o. sottotitolata in italiano

Mercoledì 30 gennaio 2008,
ore 20.30 Udine
Giovedì 31 gennaio 2008, ore 20.45 Pordenone

La strada della vergogna
(Akasen Chitai, Street of Shame)

(1956) 85’, b/n, v. o. sottotitolata in italiano

Venerdì 1, sabato 2 febbraio 2008
Visionario - Udine
Bellezza e tristezza: il cinema di Mizoguchi Kenji
Convegno internazionale di Studi

Info: Visionario Udine - Tel. 0432227798
Cinemazero Pordenone - Tel. 0434520527