Manuale d'amore 2, quando a trionfare è l’amore!

ConSequenze

[img_assist|nid=3604|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=97]Non poteva essere altrimenti: la febbre da sequel ha contagiato anche l’Italia e dopo lo strepitoso successo del primo capitolo, eccovi servito Manuale d'amore 2, capitoli successivi della premiata ditta Giovanni Veronesi & Aurelio De Laurentiis. Temi diversi, un unico filone: l’amore sotto le sue più svariate sfaccettature, così in tempo di PACS o DICO eccovi la coppia omosessuale pronta a convolare a giuste (?) nozze, un'altra disposta alla fecondazione assistita pur di coronare il sogno di avere un figlio e tanto, tanto altro ancora.

Ad amori estremi, estremi rimedi! Il soggetto e la sceneggiatura come detto sono ancora una volta di Giovanni Veronesi (grande amico e collaboratore di Leonardo Pieraccioni) ed Ugo Chiti (di cui abbiamo recentemente apprezzato in teatro Racconti, solo racconti), stavolta affiancati da Andrea Agnello. Dopo aver ottenuto clamorosi incassi con i vari Natali annuali in giro per il mondo della coppia – scoppiata Boldi – De Sica, il buon De Laurentis ha pensato bene di riprovarci commissionando al bravo Veronesi il secondo capitolo di quest’avventura manualistica che, secondo indiscrezioni, proseguirà con l’uscita di ben altri tre capitoli successivi a comporre un mosaico di ben cinque volumi. Rispetto al primo Manuale d’amore un'unica conferma, quella di Carlo Verdone, come sempre una garanzia e, ciliegina sulla torta, per il finale di un film per la cui realizzazione non si è certo badato alle spese, scegliendo un cast che comprende alcuni tra i migliori professionisti del nostro cinema, più la partecipazione di un personaggio come Rosario Fiorello (che recita in una sola scena all’inizio del film in un piccolo cammeo). La storia, di per sé, non è eccezionale ma la presenza di attori navigati come Sergio Rubini ed Antonio Albanese, la prorompenza di Monica Bellucci, il fascino indiscusso della giovane star Riccardo Scamarcio, catalizzano e non poco l’attenzione del pubblico. Quattro gli episodi raccontati attraverso il filo conduttore di una trasmissione radiofonica sull'amore condotta da dj Fulvio interpretato da Claudio Bisio. Si comincia con il duo Scamarcio – Bellucci, protagonisti dell’episodio bollente L’eros, dove il bel Scamarcio vittima di un pauroso incidente stradale, rimane paralizzato, costretto su una sedia a rotelle. A seguirlo nella riabilitazione una conturbante fisioterapista interpretata dalla giunonica Monica Bellucci. I due tra l’altro saranno i protagonisti di una scena ad alto contenuto erotico che tanto ha fatto discutere in attesa dell’uscita del Film. A seguire, La maternità, episodio che racconta l’incredibile odissea di una giovane coppia (Fabio Volo e Barbara Bobulova) costretta a ricorre alla fecondazione assistita in terra di Spagna pur di coronare il sogno di avere un figlio (anzi, una figlia). I due daranno vita ad una serie di gag esilaranti fatte di bombardamenti di ormoni, scaramucce continue e nervi tesi. Dalla maternità si passa con il terzo episodio, a Il matrimonio, (gay) tra Sergio Rubini e uno [img_assist|nid=3565|title=|desc=|link=none|align=right|width=240|height=180]straordinario Antonio Albanese, perfettamente calato nel suo personaggio. I due si troveranno a doversi scontrare con il conformismo di una società che ancora pare non accettare di buon grado unioni tra coppie omosessuali, società in questo caso rappresentata dall’anziano e burbero padre di Rubini – Fosco che rinnega il figlio omosessuale perché si vergogna dell’opinione della gente e dagli immancabili bulli di quartiere che esprimono il proprio disappunto nell’averli in condominio menando le mani. Il film si conclude con L'amore estremo, l’episodio in cui un uomo di mezza età, interpretato da un sempre divertente Carlo Verdone si innamora di una ragazza molto giovane (la bellissima Elsa Pathaky) e tradisce la moglie senza troppi pentimenti. Quattro episodi per un film che diverte pur non essendo eccezionale, un film tra l’altro ben girato, con un’ottima la fotografia e notevoli le colonne sonore (di cui fa parte anche il tema principale di Manuale d’Amore 2,

una piacevole canzone d’atmosfera scritta appositamente per il film e cantata da Elisa dal titolo Eppure sentire. Un film magari non del tutto convincente e a nostro avviso inferiore al primo, che cattura pubblico in sala soprattutto al forte richiamo dei nomi dei suoi protagonisti. Per un paio d’ore di spensieratezza e divertimento!