Così fan tutte al Teatro La Fenice di Venezia

E20
Domenica 12 maggio la prima dell'ultima opera del Progetto Mozart

VENEZIA - Domenica 12 maggio 2013 andrà a regime la trilogia Mozart-Da Ponte con la prima del dramma giocoso in due atti Così fan tutte, che si aggiungerà a Don Giovanni e alle Nozze di Figaro già in scena rispettivamente dal 30 aprile e dal 5 maggio.

Proposte tutte e tre all’interno di un progetto drammaturgico unitario del regista Damiano Michieletto, dello scenografo Paolo Fantin – che ha ideato una struttura scenica unica ‘vestita’ in tre modi diversi –, della costumista Carla Teti – che ha disegnato i costumi settecenteschi di Don Giovanni, ottocenteschi delle Nozze di Figaro e contemporanei di Così fan tutte – e del light designer Fabio Barettin, le tre opere si alterneranno fino al 28 maggio a ciclo continuo sul palcoscenico del Teatro La Fenice, Don Giovanni il martedì e venerdì, Le nozze di Figaro il mercoledì e sabato e Così fan tutte il giovedì e domenica.

Antonello Manacorda, cui dal 2010 è affidata la direzione musicale del progetto, le concerterà e dirigerà tutte e tre, collaborando con l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice, il maestro del Coro Claudio Marino Moretti e un cast di giovani e valenti artisti talora impegnati in più di un ruolo a cavallo tra le tre produzioni.
Così fan tutte, che andò in scena nel febbraio 2012 completando la fase preparatoria del progetto iniziato con Don Giovanni nel maggio 2010, vedrà impegnati il soprano Maria Bengtsson e il mezzosoprano Josè Maria Lo Monaco nei ruoli delle sorelle Fiordiligi e Dorabella, il baritono Alessio Arduini e il tenore Anicio Zorzi Giustiniani in quelli deiloro amanti Guglielmo e Ferrando, il soprano Caterina Di Tonno in quello della cameriera Despina e il basso Luca Tittoto in quello del vecchio filosofo Don Alfonso; maestro al cembalo Roberta Ferrari. Da sottolineare, a prova del carattere di ‘officina’ dell’intero progetto, che Maria Bengtsson oltre che Fiordiligi canta anche Donna Anna in Don Giovanni, Josè Maria Lo Monaco oltre che Dorabella è stata nel 2011 Cherubino nelle Nozze, Alessio Arduini oltre che Guglielmo è anche il protagonista in Don Giovanni, e Caterina Di Tonno oltre che Despina è anche Zerlina in Don Giovanni e fu nel 2011 Susanna nelle Nozze.

Non sempre, nella vita, le punizioni sortiscono effetti negativi: paradossalmente l’espulsione dello spregiudicato abate Lorenzo Da Ponte dai territori dalla Repubblica Veneta fu causa del suo fortunato incontro con Mozart, foriero dei tre straordinari capolavori tradizionalmente considerati come una trilogia (Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte). Dedito al libertinaggio e fautore d’idee sovversive di matrice russoviana (L’uomo per natura libero è il titolo del pamphlet che gli procurò l’espulsione da Treviso nel 1776), Da Ponte aveva lasciato la nativa Ceneda (oggi quartiere di Vittorio Veneto) evagabondato per l’Europa prima del definitivo trasferimento in America. A Vienna, grazie alla protezione accordatagli nel 1783 dall’imperatore Giuseppe II, lo scrittore e librettista aveva temporaneamente deciso di stabilirsi: proprio in questa città, nello stesso lasso di tempo, Mozart andava alla ricerca di un «poeta intelligente», capace di comprendere che scrivere «rime per le rime» era assolutamente «dannoso» perché «rovina[va] le idee al compositore». Vagheggiando quella «vera e propria araba fenice» capace di riunire librettista e compositore in una sola comunità d’intenti, Mozart trovò in Da Ponte un’ideale controparte.

Fu proprio Giuseppe II a impersonare un ruolo centrale nella genesi di Così fan tutte, commissionandone il soggetto nel 1789, in seguito – a quanto si dice – a un fatto di cronaca verificatosi non è chiaro se negli ambienti della nobiltà viennese o di quella veneta, analogo alla vicenda rappresentata nell’opera – ma possibili modelli si possono rinvenire nella letteratura, e in particolare nel racconto del Curioso indiscreto dal Don Chisciotte di Cervantes, da cui deriva l’opera omonima di Pasquale Anfossi, al cui allestimento viennese (1783) Mozart partecipò, scrivendo tre arie nuove. Terzo ed ultimo capolavoro della ‘trilogia’, Così fan tutte andò in scena al Burgtheater di Vienna il 26 gennaio 1790, ottenendo un buon successo, troncato però inopinatamente dalla morte dell’imperatore sopraggiunta dopo la quinta  recita.

Apparentemente caratterizzata dal ritorno agli schemi tradizionali dell’opera buffa settecentesca, con personaggi fortemente tipizzati e per di più trattati come veri e propri burattini da quel vero eproprio regista-factotum (nonché alter ego di Da Ponte) che è Don Alfonso, Così fan tutte rappresenta forse l’esito più raffinato della drammaturgia mozartiana prima di quella sorta di sconfinamento romantico costituito dalla Zauberflöte. La complessità d’intreccio ed il realismo psicologico dei due precedenti lavori dapontiani, Le nozze di Figaro e Don Giovanni (due titoli che, muovendo dal genere della «commedia d’intrigo», scavalcano di fatto la vigentecontrapposizione fra i generi serio e comico per approdare a un teatro modernamente universale), cedono il passo in Così fan tutte a tipologie drammatiche meno contaminate. Si pensi in particolare alla tipologia della «commedia a tesi», il cui pendant satirico ed antipsicologico fu a lungo interpretato come segno d’una resa dell’estro creativo mozartiano.

Per molto tempo nessuno ha compreso che, insistendo suplurimi livelli di lettura, Così fan tutte spaziava dal modello dell’opera seria fino agli stilemi della più scanzonata parodia farsesca ed annoverava tanto le più intense espressioni dell’affettività soggettivaquanto gli stilemi ieratici ed impersonali della musica sacra . Con tali mezzi la sfaccettata partitura di Mozart ubbidiva insomma a un’intenzionalità drammatica capace d’aprire squarci insospettabili entro il solido e coerente impianto razionalistico della trama dapontiana.
Solo la maturazione dell’estetica della citazione e del collage, insieme alla familiarità con temi letterari tipicamente novecenteschi come quelli della finzione e della maschera, ha consentito recentemente di comprendere che tale drammaturgia musicale si spingeva ben oltre i significati contenuti nel testo poetico tramite un singolarissimo sfruttamento simbolico dei codici rappresentativi desunti da vari generi dell’opera settecentesca. È accaduto così di scoprire che dietro la vacua, frivola, agrodolce commediola – in fondo modellata sullo schema del teatro nel teatro – la musica di Mozart celava spunti di riflessione di modernità sbalorditiva sul coinvolgimento erotico, sull’umano atteggiarsi e sul suo costante esporsi al rischio della finzione. In altre parole, Così fan tutte inquadra da un angolo prospettico ancor nuovo il tema fondamentale di tutto il teatro di Mozart, l’indagine sui modi e sulle ragioni dell’agire umano.

Stagione lirica 2012-2013 - Progetto Mozart

Dal 12  al 26 maggio 2013
domenica 12 maggio, ore 19.00; giovedì 16 maggio, ore 19.00; domenica 19 maggio, ore 15.30; giovedì 23 maggio, ore 19.00 e domenica 26 maggio, ore 15.30;

Teatro La Fenice, Campo San Fantin, San Marco 1965 - VENEZIA

Così fan tutte
dramma giocoso in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart
su libretto di Lorenzo Da Ponte

personaggi e interpreti principali
Fiordiligi Maria Bengtsson
Dorabella Josè Maria Lo Monaco
Guglielmo Alessio Arduini
Despina Caterina Di Tonno
Ferrando Anicio Zorzi Giustiniani
Don Alfonso Luca Tittoto

maestro concertatore e direttore Antonello Manacorda
regia Damiano Michieletto
scene Paolo Fantin
costumi Carla Teti
light designer Fabio Barettin

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
maestro del Coro Claudio Marino Moretti
maestro al cembalo Roberta Ferrari

con sopratitoli in italiano e in inglese
nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice

Info: Biglietteria
tel. 0412424
www.teatrolafenice.it