John Axelrod dirige alla Fenice musiche di Mahler, Ives, Copland e Beethoven

Classica

VENEZIA - Venerdì 10 e sabato 11 alle 17.00 il direttore americano John Axelrod dirigerà al Teatro La Fenice  il dodicesimo concerto della Stagione sinfonica 2010-2011 del Teatro La Fenice. In programma musiche di Mahler, Ives, Copland e Beethoven.

Proprio di Mahler prenderà spunto il programma, articolato intorno a un tema a lui caro, quello della natura, nel duplice aspetto della descrizione del paesaggio e della sua risonanza interiore, diretta e indiretta. La serata inizierà infatti con Blumine (La dea dei fiori), secondo movimento della prima versione della Prima Sinfonia di Mahler, tagliato nel 1896 e riscoperto negli anni sessanta fra i manoscritti amburghesi depositati a Yale. Seguirà la serie orchestrale Three Places in New England (Tre luoghi del New England) di Charles Ives (1911-1914), composizione di grande fascino sonoro di uno dei maggiori sinfonisti americani del primo Novecento, apprezzato da Mahler che aveva in progetto di eseguirne la Terza Sinfonia con la New York Philharmonic. La prima parte del concerto si concluderà con la suite dal balletto Appalachian Spring (Primavera sugli Appalachi) di Aaron Copland (1944), che fu negli anni Venti fra i maggiori sostenitori della musica di Mahler, allora frequentemente eseguita da Willem Mengelberg alla testa della New York Philharmonic. Dopo questo excursus sulla musica americana della prima metà del Novecento, John Axelrod dedicherà l’intera seconda parte del concerto alla regina delle sinfonie di paesaggio: la Sinfonia n. 6 op. 68, Pastorale, di Ludwig van Beethoven (1808).

Composta fra il 1885 e il 1888, la Prima Sinfonia di Gustav Mahler fu eseguita nel 1889 a Budapest in una versione in cinque movimenti, riproposta con alcuni ritocchi nel 1893 ad Amburgo con il titolo Titano, un poema sinfonico in forma di sinfonia: in quell’occasione Mahler riunì i primi tre movimenti (Primavera senza fine, Blumine e A vele spiegate) sotto il titolo Dai giorni della giovinezza e gli ultimi due (Marcia funebre nello stile di Callot e Dall’Inferno) sotto il titolo Commedia humana. Nel 1896, su insistenza dell’editore Weinberger, Mahler decise però di espungere dalla Sinfonia il secondo movimento, Blumine (La dea dei fiori), un delicato Andante allegretto che per organico, carattere e stile appariva in contrasto rispetto all’effervescenza degli altri movimenti. La Sinfonia fu così pubblicata in quattro movimenti e di Blumine si persero le tracce, fino a quando, riscoperta da Donald Mitchell fra i manoscritti amburghesi depositati a Yale, fu presentata da Benjamin Britten al Festival di Aldeburgh del 1967.

Composta in gran parte fra il 1911 e il 1914 ed eseguita per la prima volta nel 1930 a New York diretta da Nicolas Slonimsky, Three Places in New England è una delle più note partiture del prolifico, filosofico ed eclettico Ives, che se per tutta la vita si considerò un dilettante, costituisce però una delle figure chiave della musica americana del primo Novecento. Con una padronanza della tecnica orchestrale di impressionante inventiva, nei tre brani Ives ricrea musicalmente tre luoghi simbolo del paesaggio americano del New England: il monumento dello scultore Augustus Saint-Gaudens al colonnello Shaw, eroe della Guerra civile, e al reggimento da lui guidato, il primo nella storia americana composto interamente da soldati di colore; il parco commemorativo dedicato al generale Putnam, uno degli artefici della Rivoluzione americana; e il fiume Housatonic nei pressi di Stockbridge, la cui suggestiva quiete colpì l’immaginazione di Ives nel corso di una passeggiata in compagnia della moglie poco dopo il loro matrimonio.

Appalachian Spring, uno dei brani che meglio identificano l’ottimismo americano tipico della musica di Aaron Copland, nacque come un balletto per la compagnia di Martha Graham, che lo interpretò nel 1944 alla Library of Congress di New York. In un bozzetto fittamente descrittivo, vi si raccontano le prime esperienze di una giovane coppia di sposi che hanno trovato casa in una comunità di pionieri, ai primi dell’Ottocento, sui monti Appalachi, lontano dalla civiltà urbana. Degli otto movimenti che compongono la Suite, tratta l’anno seguente dalle musiche del balletto, il più noto è il penultimo, composto da cinque variazioni sul tema di Simple Gifts, una canzone Shaker (una delle varie declinazioni della religione protestante in America) che ben riassume il clima di operosa semplicità della vita quotidiana dei pionieri.

Compostra fra il 1807 e il 1808, la Sesta Sinfonia di Beethoven fu eseguita insieme alla Quinta il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien di Vienna, diretta dall’autore. La partitura, pubblicata nel 1826, la definisce come Sinfonia pastorale o ricordi di vita campestre (piuttosto espressione del sentimento che pittura), e ad ognuno dei cinque movimenti associa un’indicazione programmatica: Arrivo in campagna, Scena presso il ruscello, Allegra riunione di contadini, Tempesta, Canto pastorale di ringraziamento alla divinità dopo la tempesta. In essa il tema della natura che rispecchia l’animo umano trova una delle sue massime espressioni, fino all’inno conclusivo in cui la natura finisce di sfondo e in primo piano viene sbalzato l’uomo, descritto da una linea melodica molto vicina al canto parlato, quasi anticipazione del finale della Nona.

John Axelrod, nato a Huston in Texas, si è laureato in musica alla Harvard University nel 1988. Nel 1996 ha fondato l’Orchestra X di Houston, di cui è tuttora direttore onorario, e dal 2000 è direttore ospite principale della Sinfonietta Cracovia. Dal 2004 al 2009 è stato direttore principale della Luzerner Sinfonieorchester e direttore musicale del Teatro di Lucerna, nel 2009 è stato nominato direttore musicale del gala annuale «Hollywood in Vienna» con la Radio-Symphonieorchester Wien (dedicato a celebrare il contributo dei compositori viennesi allo sviluppo del ‘suono’ di Hollywood), e da settembre 2010 è direttore musicale dell’Orchestre National des Pays de la Loire. Come direttore ospite, è stato recentemente invitato da Royal Philharmonic Orchestra, Los Angeles Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Chicago Symphony, Kungliga Filharmonikerna e Sveriges Radios Symfoniorkester di Stoccolma, Oslo-Filharmonien, Israel Philharmonic, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, Orchestra Verdi di Milano, Shanghai Symphony, Mozarteum di Salisburgo, NDR Sinfonieorchester di Amburgo, Gürzenich-Orchester di Colonia, Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, Gewandhausorchester di Lipsia, Orchestre de Paris, Orchestre National de Lyon, NHK Symphony Orchestra di Tokyo, Het Brabant Orkest di Eindhoven, Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, Orquestra Gulbenkian di Lisbona, Filarmonica Ungherese. In ambito operistico ricordiamo Candide di Bernstein allo Châtelet e alla Scala, Tristan und Isolde a Nantes e Kehraus um St. Stephan di Krenek al Festival di Bregenz. Nelle scorse stagioni al Teatro di Lucerna ha diretto nuove produzioni di Idomeneo, Don Giovanni, Il barbiere di Siviglia, Rigoletto, Falstaff, Evgenij Onegin, Die Dreigroschenoper, Der Kaiser von Atlantis e The Rake’s Progress, molte delle quali per il Festival di Lucerna. Fortemente impegnato nella promozione del repertorio contemporaneo, ha diretto prime assolute di lavori di Saariaho, Rihm, Widmann, Stroppa, Gordon, Dorman, Dalbavie, Dusapin e Kilar.

Stagione sinfonica 2010-2011 - Nel segno di Mahler

Venerdì 10 giugno 2011, ore 20.00 e sabato 11 giugno 2011, ore 17.00

Teatro La Fenice, Campo San Fantin, San Marco 1965 - VENEZIA

L'Orchestra del Teatro La Fenice

John Axelrod, direttore

esegue

Gustav Mahle, Blumine (La dea dei fiori)

Charles Ives, Three Places in New England (Tre luoghi del New England)

Aaron Copland, Appalachian Spring (Primavera sugli Appalachi)

Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 6 op. 68, Pastorale, di  (1808).

La pomeridiana di sabato 11 giugno 2011 rientra nelle iniziative «La Fenice per la città» e «La Fenice per la provincia», rivolte ai residenti nel comune e nella provincia di Venezia.

 Info: Tel. 041786511 

info@teatrolafenice.org

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