La battaglia di Legnano al Verdi di Trieste

Lirica

TRIESTE - La battaglia di Legnano, opera giovanile di Giuseppe Verdi e ultima del suo periodo risorgimentale, debutterà al Teatro Verdi sabato 25 febbraio prossimo nell’allestimento realizzato in coproduzione tra la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma e il Gran Teatre de Liceu di Barcellona.  

La battaglia di Legnano appartiene al momento decisivo di sviluppo dell’epos nazionale del grande compositore, una presa di posizione politica che  gli valse un posto unico nel cuore del popolo italiano che ne fece un simbolo vivente della lotta per la  liberazione e per l’unificazione dell’Italia. L’ideazione dell’opera fu infatti stimolata all’autore dalle coeve  Cinque Giornate di Milano e dalla prima guerra di Indipendenza. Contributo di Verdi alle lotte per la libertà, La battaglia di Legnano ebbe già all’epoca un grande successo a partire dal Coro del giuramento iniziale  che infiammava gli animi del pubbLico di allora.
Ma al di là della programmaticità politica, il vero cuore del dramma è il conflitto tra onore e sentimento, è il  triangolo passionale che più tardi nel Trovatore, in Traviata e in Aida raggiungerà le vette più alte della drammaturgia verdiana ma che già nella Battaglia di Legnano si manifesta in pagine di grande pathos e bellezza. Questo tema, così caro a Verdi  intrecciandosi  con l’epopea storica di Federico Barbarossa in lotta con i Comuni dell’Italia settentrionale, produce un lavoro  molto in tema con le recenti celebrazioni  per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Ruggero Cappuccio ha ideato con lo scenografo e costumista Carlo Savi una messa i scena che esalta i valori di quest’opera  di “sorprendente modernità” secondo il concetto che Non è moderno ciò che a noi è più vicino. E’ moderno ciò che a noi è più dentro; per sfiorare la retorica, è moderno ciò che è in noi nel profondo. Come  non è moderna una partitura scritta oggi per parlarci dell’oggi. E’ moderna una partitura scritta duecento anni fa e in grado di parlarci per sempre…
Il classico di Verdi e Cammarano è opera che non parla all’ieri, all’oggi, al domani, è opera che parla al sempre. Legnano è pertanto un paradigma dei popoli che difendono il proprio patrimonio storico, “ Ecco - sostiene il regista -  dove lo straniero, l’imperialismo, la strategia di globalizzazione economica incontra l’orgoglio di un popolo, li è Legnano”. E’ così che la  messinscena di questa battaglia ricerca la sua ragione di essere nella sospensione del sempre.
Così si spiega l’ambientazione dell’opera  nel grande deposito di un ideale museo dell’arte in Italia. Le luci delineano lo spazio di un magazzino-rimessaggio in cui sono segregati capolavori artistici negati agli occhi del mondo.
Questa risulta come una  metafora sulla bassa considerazione che da decenni  comprime lo sviluppo creativo nel nostro Paese, ma anche un’indicazione realistica rispetto ad una nazione che nell’ultimo cinquantennio ha sistematicamente negato le sue risorse più straordinarie danneggiandosi masochisticamente sul piano etico e su quello economico.
La Battaglia di Legnano  è allora la battaglia per la difesa dell’identità culturale dei popoli. In un gioco di specchi le tele che raccontano i registri sentimentali e patriottici del lavoro di Verdi vanno da Leonardo a Delacroix, da Velazquez a Caravaggio, da Hayez a Cellini, fino alla contemporaneità classica di Mimmo Paladino e Spender. La ricostruzione di Milano, con cui il libretto prende l’avvio si trasfigura nell’inizio di una gioiosa operazione di restauro, mentre in filigrana le opere dei grandi
artisti di altre nazioni testimoniano l’amore per la propria identità culturale e il rispetto di quelle altrui.
La volgarità – spiega ancora Cappuccio - invade come un Barbarossa che rade al suolo, che minaccia le intelligenze, che alza la voce e le spade per annientare quell’energia misteriosa che sostiene il presente: l’arte di ricordare. Con l’aiuto degli occhi leali e fiammeggianti di Verdi speriamo insieme, noi e voi, di ricacciarla indietro per quel tempo di pochi momenti che talvolta possono cambiare una vita.
Questo titolo, che fu rappresentato in passato al Teatro “Verdi” solo nel 1963 con la partecipazione del grande soprano Leyla Gencer, vedrà sulla scena un cast in cui figurano Dimitra Theodossiou e Sara Galli  nel ruolo di Lida; Andrew Richards e Renzo Zulian in quello di Arrigo, e  Leonardo Lopez Linares e Giorgio Caoduro in quello di Rolando.  Enrico Giuseppe Iori sarà il Barbariossa,  Giovanni Guagliardo, Marcovaldo. Completano la compagnia di canto Sharon Pierfederici, Francesco  Musinu, Federico Benetti, Alessandro De Angelis e Nicola Pascoli,  insieme all’ Orchestra e Coro del Teatro Verdi preparato dal M° Paolo Vero.  Dirige il M° Boris Brott.

La Battaglia di Legnano si replica al Verdi il 26, 28, 29 febbraio, 2 e 3 marzo e sarà preceduta dalla prolusione all’opera  di  Enrico  Girardi, critico musicale del quotidiano Corriere della sera, che si terrà alla Sala del Ridotto giovedì 23 febbraio ore 18 con ingresso libero.

Stagione Lirica e di Balletto 2011-12

Dal 25 febbraio al 3 marzo 2012

sabato 25, martedì 28, mercoledì 29 febbraio, venerdì 2 e sabato 3 marzo, ore 20.30 domenica 26 febbraio,  ore 16:00

Teatro Lirico Giuseppe Verdi, Riva 1° novembre - TRIESTE

La Battaglia di Legnano

di Giuseppe Verdi

con Dimitra Theodossiou e Sara Galli: Lida

Andrew Richards e Renzo Zulian: Arrigo

Leonardo Lopez Linares e Giorgio Caoduro:i Rolando

Enrico Giuseppe Iori: il Barbariossa

Giovanni Guagliardo: Marcovaldo

Completano la compagnia di canto Sharon Pierfederici, Francesco  Musinu, Federico Benetti, Alessandro De Angelis e Nicola Pascoli

Orchestra e Coro del Teatro Lirico Giuseppe Verdi Trieste

direttore M° Boris Brott

Coro istruito dal M° Paolo Vero

Allestimento realizzato dal teatro Lirico Giuseppe Verdi in coproduzione tra la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma e il Gran Teatre de Liceu di Barcellona. 

 

Info: Biglietteria del Teatro Verdi

Tel.: n. verde 800 090373

0406722111

www.teatroverdi-trieste.com