Ocean’s Thirteen, colpo gobbo a Las Vegas per Danny Ocean e la sua banda!

ConSequenze

[img_assist|nid=7530|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]Prima erano undici. Poi dodici. Ora tredici. E chissà se son finiti? Qualcuno va, qualcun altro arriva, ma la sostanza non cambia per la banda di ladri più famosa dello star system hollywoodiano. Danny Ocean ed i suoi alla fine il colpaccio lo fanno sempre, specie nei botteghini delle sale cinematografiche dell’intero globo.

Presentato in anteprima al Festival del Cinema di Cannes, è recentemente uscito anche nelle sale italiane Ocean’s Thirteen, terzo e probabilmente ultimo episodio della saga diretta da Steven Soderbergh che ha per protagonista la banda di ladri – truffatori più simpatica che ci sia. Siccome squadra che vince non si cambia, Soderbergh ed il produttore Jerry Weintrab, salvo qualche sostituzione (via le bellone Catherine Zeta Jones e Julia Roberts) e qualche ottimo innesto (Ellen Berkin e, udite, udite Al Pacino, qui nella parte dell’infame di turno) hanno deciso di riconfermare il team di divi di prima scelta del panorama cinematografico mondiale che hanno caratterizzato già i primi due episodi. Così, capitanati da George Clooney – Danny Ocean ecco di nuovo sul grande schermo Brad Pitt, Matt Damon, Don Cheadle, Elliot Gould, Carl Reiner, Shaobo Qin, Bernie Mac, Casey Affleck, Scott Caan, Eddie Jamison, Andy Garcia (Terry Benedict, meno cattivo del solito ed anzi per la prima volta alleato interessato di Ocean) e Vincent Cassel (insignificante come sempre!).
Stavolta, visto che chi di spada ferisce di spada perisce, a farne le spese è uno dei boys di Ocean, precisamente il non più giovanissimo Ruben (Elliot Gould) che, nonostante sia stato messo in guardia dall’amico Danny, ha deciso di mettersi in affari con quel gran figlio di buona donna di Willy Bank (un cognome, una garanzia!), interpretato dalla new entry Al Pacino, per costruire il più grande e lussuoso hotel – casinò di Las Vegas. Ma Willy Bank è tutt’altro che un uomo onesto ed[img_assist|nid=7531|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=424] ha fregato l’anziano Ruben, minacciandolo di morte e facendogli prendere un bel coccolone, un infarto che lo lascia in un letto, in stato vegetativo. Vendetta! Tremenda vendetta! I suoi ragazzi non possono lasciarlo impunito e così architettano un piano, non prima di aver cercato di risolvere le cose con le buone. Al rifiuto di Bank segue il colpo grosso: riusciranno i nostri eroi a mandare all’aria l’inaugurazione dell’albergo della discordia e ad evitare che Bank vinca per l’ennesima volta il prestigioso premio Cinque Diamanti assegnato a tutti i suoi alberghi extralusso sparsi in giro per il mondo?
Ocean’s Thirteen è l’ennesima conferma di come, quando sono ben fatti, i sequel hanno più di una ragione per esistere. Il pubblico amante di vecchia data di questo gruppo di ladri – gentiluomini non resterà certamente deluso dall’ultimo fatica di Soderbergh.
Nel terzo episodio, il cineasta americano coniuga perfettamente azione e suspense, amalgamandoli con la solita ironia e con in più un pizzico di buoni sentimenti (il valore dell’amicizia) che non stufano lo spettatore ed anzi arricchiscono ancora di più il film. A farla da padrone è lo spirito di gruppo, nessuno superdivo è più divo di un altro, ed è proprio questa l’arma vincente di Ocean’s Thirteen. Tanti protagonisti per una pellicola che diverte, ammicca allo spettatore, strappandogli il sorriso e più di qualche applauso. Da vedere.