Oppenheim e Orlan tra i protagonisti della XXIII edizione di Open

Art&Fatti

VENEZIA - Dal 1° settembre al 3 ottobre 2010, trentanove artisti si misurano con gli spazi di Venezia Lido e dell'Isola di San Servolo per definire il luogo sia fisico che mentale, residuo allusivo che si trova nella memoria personale e nell'esperienza collettiva.

Questo in breve il percorso artistico di Open, Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni giunge quest'anno alla sua tredicesima edizione, dopo una lunga storia che ha visto la partecipazione di settantuno paesi, trecentosessanta artisti e centocinquanta curatori.
Create, quasi tutte, per la mostra, le sculture e le installazioni sono spazi di riflessione nei quali l'arte muta la tensione verso l'indefinito, eludendo schemi o imposizioni tematiche, per dare al visitatore la possibilità di pensare ad un'arte libera, aperta al divenire.

In Open,  il binomio scultura-ambiente è un tema inesauribile e affascinante in virtù della forte matrice concettuale che si rinnova nell'intento di presentare i molteplici aspetti del discorso artistico. La necessaria controparte sono gli spazi urbani e le aree verdi di un territorio inteso nella complessità delle sue valenze antropologiche e culturali. Open ha creato negli anni un genius loci forte delle innumerevoli presenze artistiche internazionali che hanno apportato culture e tradizioni diverse nell'isola ridefinendone il sostrato culturale. Si crea così ogni anno un ampio orizzonte di sperimentazione linguistica, le cui opzioni nel caso della scultura sono diventate sempre più sensibili alla scelta stessa dei materiali sia che appartengano alla tradizione statuaria sia che siano riferibili alla produzione industriale fino alle installazioni suscettibili dei più sorprendenti processi di risemantizzazione.

Nel suo intreccio di natura e cultura, interno ed esterno, biologico e tecnologico, OPEN condensa le tendenze contemporanee internazionali grazie alle sinergiche collaborazioni con critici, curatori ed istituzioni. Prosegue infatti oramai da cinque anni il fortunato progetto di presentare la giovane arte frutto della didattica delle Accademie e quest'anno figurerà la prestigiosa Accademia di Belle Arti di Brera sotto la direzione curatoriale di Saverio Simi de Burgis e la coordinazione di Marco Pellizzola. I nove giovani talenti Alberto Gianfreda, Michele Guido, Daniela Novello, Emanuela Rizzo, Federica Alì, Radis Nikzad, Chiara Rinaldi, Marco Maria Giuseppe Scifo e Jessica Soffiati presentano presso il parco dell'Isola di San Servolo progetti site specific che sollecitano alla riflessione e diventano essi stessi metastrumenti cognitivi.

L'attenzione verso le nuove leve dell'arte è inoltre scandita dal recente sodalizio con il Premio Arte Laguna. Tra i finalisti del Premio Arte Laguna 2009, sono infatti stati scelti per Open i giovani scultori Theo Reeves-Evison, Olga Schigal ed il duo Koji Yoshida - Dario Tironi. Nel corso dell'esposizione sarà inoltre indetto il Premio Speciale Arte Laguna che sarà assegnato ad un artista dell'Accademia di Belle Arti di Brera selezionato dalla giuria di Arte Laguna. Tale premio offrirà al vincitore la possibilità di figurare tra i finalisti del premio Arte Laguna 2010 ed esporre nell'ambito del circuito organizzato dalla stessa associazione. Una partnership che si estenderà anche nel corso delle prossime edizioni di Open e parallelamente con il Premio Speciale PDG Arte Communications nell'ambito del Premio Arte Laguna.

Si inaugura per lo spettatore un nuovo percorso nel mondo dell'arte contemporanea internazionale, un nuovo allestimento all'aperto e una nuova riflessione sui linguaggi dell'arte. L'incipit sono le opere fondamentali di Dennis Oppenheim e Orlan. L'artista statunitense, tra i massimi esponenti dell'arte concettuale contemporanea della seconda metà del XX secolo, dedito soprattutto alla realizzazione di grandi opere installative negli spazi pubblici, presenta Heavy Dog Kiss, una importante opera in marmo che poi farà parte della collezione del Museo del Parco di Portofino diretto da Daniele Crippa. Del tutto radicale, opposto al banale e al prevedibile è l'approccio dell'artista francese Orlan, che ad Open presenta Drive-in: Orlan Remix, una video installazione con una limousine gonfiabile dove il concetto di ibrido è protagonista assoluto, capace di divenire in modo tangibile significato e significante, mezzo espressivo dell'opera d'arte di cui delinea forma e contenuto.

Pensata per la cupola del Blue Moon è l'opera Seconda natura di Gaetano K. Bodanza dove la relazione con le forze primigenie della natura, l'esaltazione della vita come flusso incontenibile, l'epifania nomadica senza territorio, tempo, lingua, sono aspetti costanti che esaltano la stupefacente forza espressiva di questo rinato ciclo di opere presentato in anteprima presso la Galleria Moretti & Moretti di Parigi. Ispirata all'opera del regista John Woo, a cui sarà conferito il Leone d'Oro alla carriera durante la Mostra del Cinema, "The Face Machine" di Amy Cheung è un'indagine sulla violenza, lo spettacolo, il binomio buono/cattivo per coglierne la persistenza ancestrale e catapultare il visitatore in un gioco interattivo. Il panorama espositivo si sviluppa poi attraverso le installazioni dal forte impatto visivo di Giacomo Roccon e Barbara Taboni, l'opera in evoluzione di Aristotelis Deligiannids, le fotografie di Margherita Errante in cui l'occhio dell'artista si aggira e seleziona istantanee estreme, metafora di una condizione esistenziale sempre più globalizzante e globalizzata e poi l'ironica opera dell'argentina Nora Iniesta, gli interventi modulari di E.M.C. Collard, la video performance di Andrea Fincato e Giulio Escalona fino alle sperimentazioni linguistiche di Annalù, Alice Olimpia Attanasio, Michela Pedron e Margherita Mauro. In seguito il visitatore sarà condotto in un viaggio immaginario attraverso le monolitiche figure di Ursula Huber, le scatole da viaggio di Gaspare Manos, gli abiti senza corpo di Flavio Lucchini, l'intervento di archeologia urbana di Stefano Fioresi, l'installazione zen di Alexandra Marati, la preghiera concettuale di Gina Brezini, i profili bendato e imbavagliato di Ottavio Pinarello, fino alla partecipazione cipriota di Phanos Kyriacou e quella della cinese Yi Zhou.

Come ormai tradizione, il successo di Open negli anni è stato contrassegnato da numerose presenze curatoriali che hanno apportato alla mostra una ricerca incentrata sulle ultime tendenze dell'arte e della cultura in ambito sia nazionale che internazionale. Tra le novità di quest'anno la presenza di Alan Jones, newyorkese, critico e curatore di mostre d'arte, da sempre uno dei massimi conoscitori della scena della Pop Art. Si conferma nuovamente la presenza di Gloria Vallese che si rende promotrice dinamica della giovane arte italiana e continua il felice sodalizio con Christos Savvidis per la partecipazione greca, Chang Tsong-zung per l'Asia e Nevia Pizzul Capello per la partecipazione tedesca.
Le opere in mostra sono interventi paralleli che pur nascendo all'insegna della assoluta libertà espressiva slegata da un tema obbligatorio, si incontrano, si contaminano, si ibridano senza confondersi.
Raggiunge quest'anno la sua decima edizione il Premio Open, premio speciale collaterale alla 67. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica ad un regista partecipante la cui opera riveli un forte legame tra cinema e arti figurative. Il premio consiste in un'opera realizzata dal Maestro Gaspare Manos.

Dal 1° settembre 2010 al 3 ottobre 2010

Isola di San Servolo e Lido di Venezia - VENEZIA

Open, Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni - XIII edizione

Artisti: Nora Iniesta, Amy Cheung, Yi Zhou, Phanos Kyriacou, Orlan, E.M.C. Collard, Theo Reeves-Evison, Aristotelis Deligiannidis, Alexandra Marati, Annalù, Alice Olimpia Attanasio, Gaetano K. Bodanza, Crash Toys (Dario Tironi, Koji Yoshida), Margherita Errante, Andrea Fincato - Giulio Escalona, Stefano Fioresi, Ursula Huber, Flavio Lucchini, Gaspare Manos, Margherita Mauro, Michela Pedron, Marco Pellizzola, Ottavio Pinarello, Giacomo Roccon - Barbara Taboni, Olga Schigal, Dennis Oppenheim, Gina Brezini, Federica Alì, Alberto Gianfreda, Michele Guido, Radis Nikzad, Daniela Novello, Chiara Rinaldi,  Emanuela Rizzo, Marco Maria Giuseppe Scifo, Jessica Soffiati.  

A cura di Paolo De Grandis in collaborazione con Carlotta Scarpa

Mostra organizzata da Arte Communications in collaborazione con l'Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia, la mostra è patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri, dalla Regione del Veneto, dalla Provincia di Venezia e dal Comune di Venezia.

Ingresso libero

Info: Arte Communications
tel. 0415264546
info@artecommunications.com
www.artecommunications.com

Nelle immagini: Dennis Oppenheim, Heavy Dog Kiss
Orlan, 
Drive-In: Orlan Remix