Padova 2008. Le sculture di Ettore Greco all'Oratorio di San Rocco

Art&Fatti
[img_assist|nid=15927|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]PADOVA - E' stata inaugurata lo scorso 11 novembre e proseguirà fino al 7 dicembre, all’Oratorio di San Rocco, la mostra dedicata allo scultore Ettore Greco, che esporrà qui, per la prima volta, assieme a busti e teste ritratto di grande efficacia e drammaticità, il Buon Ladrone, il Cattivo Ladrone e il San Sebastiano, opere pensate proprio per questo spazio, nelle quali l’artista si cimenta per la prima volta con la “media dimensione” avendo finora preferito lavori monumentali o di proporzioni ridotte.
Ettore Greco mostra, fin dagli inizi del suo percorso, una forte vocazione figurativa, lontana da sperimentazioni estreme, già dagli anni degli studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, quando una scelta di questo tipo era controcorrente, e rimane fedele a questo credo formale, collocandosi tra gli eredi della grande tradizione figurativa del Novecento. A Parigi, dove soggiorna ripetutamente, approfondisce la conoscenza dell’opera di Rodin e Bourdelle, attratto dalla dimensione monumentale delle loro sculture e dalla centralità della figura umana, fulcro dell’ispirazione delle sue opere dove declina l’espressività dei corpi in un susseguirsi di soluzioni formali che comunicano forte drammaticità.

Fin dagli esordi l’artista opta per una scelta di tecniche e materiali che traducano, con immediatezza, il gesto in emozioni e concetti: predilige terre, creta, gesso che domina con grande abilità nell’eseguire il modellato. Questo tratto fondamentale dell’opera di Ettore Greco è evidente in Débâcle, distesa sterminata di figure contorte, ciascuna con una propria e ben definita fisionomia, che sarà esposta a San Rocco in una nuova versione, ridotta rispetto alla composizione presentata a Cento nel 2006.
Il Buon Ladrone e il Cattivo Ladrone, qui presentati per la prima volta, offrono due distinte proposte, autonome nella resa formale ed espressiva, ma strettamente connesse una[img_assist|nid=15928|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=429] all’altra, in un rimando di pose, di forme e impressioni. Le due figure, colte nel momento in cui la croce è ancora a terra e sta per essere issata, sono rese attraverso schiettezza di tratti, arti allungati, posizioni oblique e mosse, audaci e drammatiche espressioni plastiche che suggeriscono una profondità di campo e permettono di sentire quei corpi come vivi, anche se rappresentati ormai prossimi alla morte.
Nel San Sebastiano, Greco offre invece una versione personale dell’iconografia tradizionale del martirio del santo e sperimenta il motivo classico della quiete, inserendo un tocco personale con il frammento della figura. Colpito durante il suo soggiorno a New York dall’opera di Isamu Noguchi, scultore e architetto di giardini, che inserisce e frammenta la sua scultura all’interno di spazi naturali, l’artista decide qui di creare una figura incompleta, una “figura-paesaggio”, suggerendo al fruitore la ricostruzione dell’intero. Un sottile ramo entra nell’opera diventandone parte, ricorda il segno, l’origine, crea ombre e movimento, evoca elementi mancanti, smembra e riassesta, si fa strumento di equilibrio all’interno della composizione, si fa natura all’interno della scultura.

Alda Merini, più volte candidata al premio Nobel e considerata tra i maggiori autori di poesia dei nostri tempi, ha per l’occasione dedicato una poesia all’opera di Ettore Greco, pubblicata in catalogo, curato, come la mostra, da Mirella Cisotto Nalon e edito da Allemandi e Buffetti Arte.

Dal 12 novembre al 7 dicembre 2008

Oratorio di San Rocco, via Santa Lucia - PADOVA

Ettore Greco - Padova 2008

Vernissage: martedì 11 novembre, alle ore 11.45

Orario: martedì - sabato 09:30 – 12:30; 15:30 - 19:00. Lunedì chiuso

Ingresso libero

Info: Settore Attività Culturali – Servizio Mostre
infocultura@comune.padova.it
tel 0498753981
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padovacultura.padovanet.it