A Palazzo Zabarella la mostra Telemaco Signorini e la pittura in Europa

E20
[img_assist|nid=19916|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]PADOVA - Palazzo Zabarella ospita, dal prossimo 19 settembre fino al 31 gennaio 2010, la mostra Telemaco Signorini e la pittura in Europa, che pone vis a vis l'opera dell'artista toscano con altri grandi coevi maestri della pittura europea del momento, da Degas a Van Gogh, Tissot, Decamps, Troyon, Toulouse-Lautrec, Courbet. In mostra oltre 100  capolavori  provenienti anche dal Museo d'Orsay, che per l'occasione presta il famoso quadro di Degas, L'Absinthe, e dalll'Hermitage di San Pietroburgo.
Un confronto affatto casuale ma attentamente mirato su assonanza di temi e di tempi, oltre che su reciproche frequentazioni e conoscenza. Così i suoi interni si accompagneranno a quelli di Edgar Degas o Henri de Toulouse-Loutrec, le vie di numerose città italiane ma anche francesi o inglesi saranno raffrontate ad analoghi soggetti dipinti da Tissot. Esempi di un affascinante itinerario espositivo che documenterà l'intero percorso artistico di Signorini, presentando tutte le sue opere più significative e famose, arricchendolo di confronti forti, mirati, precisi, mai pretestuosi, con gli altri protagonisti della storia dell'arte in Europa negli ultimi decenni dell'Ottocento.
Ne emergerà la grandezza del fiorentino, unico, o quasi, tra i[img_assist|nid=19901|title=|desc=|link=none|align=right|width=460|height=640] Macchiaioli a godere, già in vita, di un successo e di un mercato veramente internazionali. A suo favore giocarono, oltre all'indubbia maestria, la frequentazione dell'ambiente inglese di Firenze, i numerosi soggiorni prima in Italia e poi in Francia e Inghilterra dove entra in contatto con un ambiente artistico in pieno fermento che certamente influenzò il suo stile.
Fine intellettuale, Signorini venne riconosciuto in Italia e in Europa anche per le sue qualità di critico militante, attento a ciò che accadeva nel mondo dell'arte ma anche nella società.
Di questa attenzione al sociale, per dirla con un linguaggio d'oggi, è emblema lo splendido, fortissimo olio scelto come logo della mostra. E' la celeberrima Alzaia del 1864, dove tre giovani maschi sono raffigurati nello sforzo bruto di trascinare controcorrente, piegati dalla fatica, un naviglio che nel quadro non compare ma di cui si intuisce la resistenza oltre che l'esistenza. All'adesione all'estetica naturalistica di Proudhon si può, ad esempio, ricondurre la sua forte attenzione per emarginati e reclusi, attenzione declinata in numerose opere tra cui quella Sala delle agitate al san Bonifazio di Firenze che susciterà l'ammirazione di Degas durante la visita allo studio di Telemaco nel 1875.
Impegnato nel sociale, certo, ma allo stesso tempo raffinato dandy, frequentatore assiduo dei salotti à la page, intellettualmente snob da dichiarare la sua preferenza per "'imperfetto dell'ingegno" rispetto al perfetto della mediocrità.
Non gli mancarono i riconoscimenti ufficiali (compresa la nomina a giurato della Biennale Venezia del 1896) ma le sue affermazioni taglienti e caustiche gli crearono anche molti nemici, tanto che un redattore della "Rivista italiana", parlando di lui, ebbe a scrivere che non vi era nulla di sacro per quella bocca infernale dai bei denti d'ebano.
[img_assist|nid=19902|title=|desc=|link=none|align=left|width=519|height=640] Passioni, successi, incomprensioni, lotte che sembravano non scalfirlo. Una apparenza che, nel privato, lasciava il posto ad una irrequietezza, ad una sotterranea insoddisfazione, ad una solitudine mitigata solo dall'affetto per la piccola Nene, ispiratrice delle più poetiche opere della maturità.
Nel 1893 sente il bisogno di riflettere sulla vicenda macchiaiola di cui era stato assoluto protagonista e pubblica Caricaturisti e caricaturati al Caffè Michelangelo, un testo essenziale di critica e storia dell'arte declinate "a modo suo", attraverso la chiave davvero inconsueta della caricatura. Tanto per non smentirsi.
La Fondazione Bano e la Fondazione Antonveneta, che per questa grande impresa culturale hanno unito le forze, hanno affidato questo nuovo, importante capitolo dell'attività espositiva di Palazzo Zabarella a un autorevole Comitato Scientifico composto dai maggiori studiosi della pittura italiana del XIX secolo. Alla Mostra, il Presidente della Repubblica ha voluto conferire il suo Alto Patronato.

Dal 19 settembre 2009 al 31 gennaio 2010

Palazzo Zabarella, Via S. Francesco, 27 - PADOVA

Telemaco Signorini e la pittura in Europa

Artisti: Jean-Baptiste-Camille Corot, Gustave Courbet, Henri de Toulouse-Lautrec, Edgar Degas, Telemaco Signorini, James Tissot

A cura del prof. Fernando Mazzocca

Vernissage: venerdì 18 settembre, alle ore 12:00 per la stampa

Mostra promossa da Fondazione Bano ONLUS, Fondazione Antonveneta, Comune di Padova, Provincia di Padova, Regione del Veneto

Info: tel. 0498753100
info@palazzozabarella.it
www.palazzozabarella.it

Nelle immagini: in vetrina Telemaco Signorini: Pascoli a Castiglioncello (particolare), 1861 Olio su cartone, cm. 31x76. Collezione privata. Courtesy Piero Dini

Telemaco Signorini L'alzaia (particolare), 1864 olio su tela, cm. 54x 173,2. Collezione privata, courtesy Jean Luc Baroni Ltd

Edgar Degas: Dans un café (L’Absinthe), 1875-1876 Olio su tela, cm. 92x 68,5 . Paris, Musée d’Orsay, legs du comte Isaac de Camondo, 1911 © RMN (Musée d’Orsay)/ Hervé Lewandowski