Pathfinder, colossal spettacolare ma scontato

ConSequenze
[img_assist|nid=8776|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]E ci mancavano solo i vichinghi! Dopo i Maya di Apocalypto, Leonida e gli Spartani di 300 sentivamo proprio la mancanza di un altro colossal con un altro popolo di temerari avventurieri. E chi più dei Vichinghi di Pathfinder qui addirittura oltreoceano!
Tratto da una graphic novel, e quindi di origine fumettistica come il bel 300 (a firma del grande Frank Miller), la pellicola in uscita nelle sale cinematografiche della Penisola racconta le prodi avventure di un giovanissimo vichingo, sbarcato in America in un remoto passato e rimasto l’unico superstite dai[img_assist|nid=8777|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=481] feroci scontri tra i suoi connazionali e le tribù locali. Accade che il biondo virgulto venga adottato dalle comunità indiane e cresca come uno di loro. Quando le armate vichinghe ritornano e fanno strage della sua famiglia adottiva, Ghost, questo il nome dell'eroe interpretato dal massiccio Karl Urban (come dimenticarlo nei panni di Eomer ne Il Signore degli Anelli), mette in atto una feroce vendetta.
Pathfinder, sulla carta, avrebbe potuto essere un film interessante e, per certi versi, epico. La storia del conflitto tra due popoli e culture avrebbe, in potenza, permesso interessanti divagazioni storiche e un rilancio in grande stile del genere avventuroso. Purtroppo le cose sono andate diversamente ed il regista Marcus Nispel, che forse credendo di essere ancora sul set del remake di Non aprite quella porta (dimenticabile remake del lavoro di Hooper), mette in scena una serie ininterrotta di cliché che gravitano attorno alla figura di Ghost, invincibile protagonista che, dopo aver visto i suoi cari sterminati, trova vendetta, amore ed happy end, lasciandosi alle spalle decine di cadaveri nemici. Nispel ha alcune idee passabili (scopiazzando Peter Jackson qualcosa di buono la pure cavata fuori) e la confezione è impeccabile, a parte alcuni effetti speciali di scarsa fattura, ma il problema di Pathfinder è la sua assoluta e totale prevedibilità e cronica assenza di [img_assist|nid=8778|title=|desc=|link=none|align=left|width=640|height=428]pathos, cui si aggiunge la spesso demenziale rappresentazione degli invasori ovviamente dotati di elmi con corna sontuose...
È chiaro che pellicole come Conan e Apocalypto, abbastanza simili come struttura narrativa e velleità artistiche, sono distanti anni luce da questo che altro non è, se non un appena passabile divertissiment, ben fotografato, ma grondante banalità da ogni fotogramma. Peccato. Spettacolare ma scontato. Solo gli appassionati potrebbero ricavarne qualche scena da ricordare, ma soltanto se disposti a ridurre le proprie aspettative.