Polveri bagnate in apertura del 10° Far East Film Festival

ConSequenze

[img_assist|nid=12995|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]UDINE - Come ogni anno, paradossalmente più di ogni anno, l'inaugurazione di questo decimo anniversario ci è parso un po' sottotono, sia nel numero di spettatori presenti (notizia confermata anche da piccoli sondaggi tra aficionados in sala) sia nella qualità dei film d'apertura.

Non è un segreto che la qualità delle opere proposte la prima serata non è mai stata in linea con il climax che ne segue; e ieri sera l'attesissimo Hideo Nakata, più che il suo film L Change the World, ha deluso le aspettative di chi si augurava che il fuoco sacro del mito si riproponesse nei canoni che l'hanno reso celebre nel mondo, riscrivendo le regole dell'horror contemporaneo e donandogli nuova linfa (vampirizzata dalla più becera catena di montaggio hollywoodiana). Una sorta di spin-off apocrifo in salsa fanta-manga dilatato oltre misura e annacquato da motivi ecologisti. La stessa delusione provata vedendo la commedia demenziale Quickie Express di Dimas[img_assist|nid=12996|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=428] Djayadiningrat (Indonesia); classico prodotto da import feffiano che punta a rilassare il pubblico condendo il festival di patacche che assomigliano ai fratelli scemi di Austin Powers e Jim Carrey, dove il linguaggio cinematografico è un optional dirottato sull'inserimento di immagini che vorrebbero essere spiritose e, invece, sono solamente patetiche. I tempi comici e la classe sono elementi che non possono essere improvvisati. Peccato, perchè la sequenza di addestramento dei futuri gigolò e alcuni movimenti di macchina da presa ci fanno pensare a buone doti registiche che andrebbero sviluppate in ambiti meno limitati.

Stamattina abbiamo assistito alla proiezione del bel A college Woman's Confession, facente parte della retrospettiva dedicata a Kim Dong-ho. Il film è un turgido melodramma vecchia maniera che ricorda i nostri Catene & Co., sviluppato con taglio a tratti neorealista nella resa delle immagini e arricchito da buone interpretazioni e una colonna sonora di classe. Lacrimevole come dev'essere un melò che si rispetti, ma con gran classe e un taglio coinvolgente. Molto buona la descrizione dei dilemmi esistenziali della protagonista e la formazione del personaggio.

 Consigli di visione per le giornate di sabato 19 e domenica 21 e lunedì 21 mattina:- Handle me with care, sabato ore 14.45;- The Happy Life, sabato ore 17.00;- Secret, domenica ore 9.00;- A Flower in Hell, domenica  ore 10.45;- Mr. Cinema, domenica ore 12.25;- The Assembly, domenica ore 20.00;- A sister Garden, lunedì ore 11.20