Presentata a Roma la mostra Genesi. Il mistero delle origini di Illegio

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[img_assist|nid=13174|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]ROMA - Nel grande cammino dell’evoluzione, comanda il caso e la necessità o il senso e la logica? La grande domanda che rimane inevasa dopo tutte le indagini scientifiche possibili e accettabili anche per l’uomo di fede potrà trovare ragioni di confronto nella prestigiosa mostra internazionale d’arte Genesi. Il mistero delle origini che sarà inaugurata domenica 11 maggio alla Casa delle Esposizioni di Illegio e che è stata presentata ufficialmente martedì 6 maggio a Roma, all’Ambasciata italiana presso la Santa Sede.

Ad illustrare il senso e la portata dell’iniziativa, che riunisce nel piccolo paese carnico 60 capolavori realizzati tra il IV e il XX secolo e provenienti da prestigiose sedi museali di quindici paesi d’Europa, c’erano l’ambasciatore Antonio Zanardi Landi, mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, Antonio Paolucci, direttore generale dei Musei Vaticani, Francesco Buranelli, segretario della Pontificia commissione per i beni culturali, Sergio Cuzzi, sindaco di Tolmezzo, don Alessio Geretti, curatore della mostra, e mons. Angelo Zanello, parroco di Tolmezzo e presidente del Comitato di san Floriano promotore dell’evento. Con loro anche p. Heinrich Pfeiffer, il gesuita che ha studiato il disegno inedito che sarà presente ad Illegio e che egli riconosce come opera di Michelangelo.

La Genesi – ha sottolineato mons. Ravasi – è un tesoro inesauribile e parla di ognuno di noi. Come diceva Pascal, Adamo sono io, è mio padre e mio figlio. Dunque, un testo sapienziale che è da ricomprendere come la vicenda di ogni uomo. Per l’ambasciatore Zanardi Landi, ospitare la presentazione di Genesi presso la sede dell’Ambasciata è motivo per sottolineare che l’Italia non è solo il paese delle 100 città, ma è espressione di una cultura che è diffusa e radicata nel territorio e fra la gente. Per noi – ha aggiunto – è un modo per interpretare il ruolo dell’ambasciata non solo nello spirito di una diplomazia tra i grandi della terra, ma anche come luogo e strumento di contatto tra le migliori energie di un popolo.

Le ragioni storiche e teologiche all’origine dell’esperienza che ha portato Illegio ad essere punto di richiamo internazionale con le mostre che il paese allestisce da diversi anni, si è soffermato don Geretti che, oltre ad essere il curatore dell’esposizione è anche il vicario parrocchiale della comunità. Intendiamo offrire all’uomo d’oggi – ha detto - spazi ed esperienze di confronto con il bello e le domande di senso in un contesto che predisponga all’interiorità. Con questa mostra – ha aggiunto - desideriamo incoraggiare la stima per la razionalità, perché è proprio sul terreno della stima per il logos che il discorso scientifico e la prospettiva religiosa possono dialogare e concordare.
Illegio come una “piccola ma vivida luce”, ha sottolineato mons. Zanello, ringraziando tutti coloro che hanno sostenuto l’iniziativa, a partire dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dal Servizio nazionale per il Progetto culturale della Chiesa italiana. Una luce – ha sottolineato -, perché Genesi è un evento di comunità, il paese è autore della mostra ed è convinto che attraverso l’arte si eleva e rieduca lo spirito alla sensibilità per il bello e per il vero.
Domenica 11 maggio, alle 16, all’inaugurazione saranno presenti mons. Marcelo Sanchez Rotondo, cancelliere della Pontificia accademia delle Scienze, l’ambasciatore Zanardi Landi e Vittorio Sozzi, responsabile del Progetto culturale della Cei. Interverranno pure il presidente della Regione, Renzo Tondo, l’assessore regionale alla Cultura, Roberto Molinaro, e il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini.