Progressivamente: l'omaggio al rock progressive di Roberto Gatto al Paolini di Cervignano

Concerti
Cervignano del Friuli (UD) - Io ho cominciato con il Rock, con i Beatles, con Jimi Hendrix e con tutti gli altri, ma quella del Progressive Rock è stata un’esperienza molto importante e coinvolgente. Sono stato ai concerti che scandirono i giorni più belli del progressive; ho visto i Genesis, i Van Der Graaf Generator, gli Yes e queste sono state esperienze indimenticabili. Erano tutti gruppi inglesi, ma che trovarono in Italia un pubblico entusiasta, ad esempio quando i Genesis suonarono per la prima volta a Roma, al Piper, in Inghilterra non li conosceva ancora nessuno. Io ero un appassionato di quel genere, di tutte quelle bands che incidevano per la Charisma Records. Avevo tutti i loro dischi, quelli “veri”, in vinile. E’ proprio partendo da quei ricordi e seguendo il filo rosso della passione che il batterista Roberto Gatto e i suoi musicisti presentaranno il 10 febbraio al Teatro Pasolini di Cervignano questo omaggio, termine quanto mai appropriato, al Progressive Rock, a quella stagione che, tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio del decennio successivo segnò in maniera profonda la scena e il pubblico del rock (e non solo). Superando con audacia e fantasia i confini classici della canzone, allontanandosi dal Blues e dal Rhythm’n’Blues che fino a quel momento avevano influenzato in maniera decisiva la vicenda del Rock, i musicisti più importanti e ispirati del Progressive elaborarono uno stile complesso e di grande respiro, legato alla tradizione europea, alla musica classica e sinfonica. Nelle loro composizioni non c’era spazio per l’improvvisazione, tutto era scritto e interpretato con un abilità e una tecnica destinate a colpire profondamente. Anche per questo, non è stato facile per Roberto Gatto e i suoi compagni di viaggio trovare un equilibrio tra il jazz e quel suono così imponente ed elaborato. Un work in progress, un’avventura creativa che è diventata anche un viaggio nel tempo: Per buona parte questa musica è piacevolmente datata, ma ho avuto anche la conferma di quanto fosse ben strutturata e di quanto fossero avanti certi gruppi, in particolare Emerson, Lake & Palmer, perché studiando quello che faceva Keith Emerson scopri un gusto, uno stile molto legato alla musica classica, la stessa cosa vale per Tony Banks dei Genesis. Non erano jazzisti, nella loro musica non c’era nulla di improvvisato, era tutto scritto ed era tutto molto complesso. Una cosa che non ho mai capito è che usavano quasi sempre tempi dispari e soluzioni armoniche molto interessanti. Una cosa importante, da sottolineare, è che erano musicisti di grande talento, molto bravi. Per questo “lavoro d’amore”, Roberto Gatto ha voluto al suo fianco una gruppo di musicisti legati a periodi diversi: vecchi amici del calibro di Danilo Rea (al pianoforte e alle tastiere) e Maurizio Giammarco (sax tenore e flauto), musicisti di grande sensibilità come il bassista Francesco Puglisi e il chitarrista Roberto Cecchetto, figure di grande personalità della nuova scena jazz italiana, quali Gianluca Petrella al trombone e Fabrizio Bosso alla tromba e al flicorno. E ancora la voce che diventa strumento di John De Leo (che ricordiamo prima alla guida dei Quinto rigo e poi al fianco anche di Enrico Rava e Paolo Fresu). Dal clima rarefatto di “Watcher Of The Skies” , tratta da Foxtrot (1972), il quarto album dei Genesis, alla bellissima I Talk To The Wind, ripresa da In The Court Of The Crimson King (1969), opera prima dei King Crimson (dal cui repertorio Gatto rilegge anche Matte Kudasay, contenuta in Discipline, lavoro che nel 1981 segnò il ritorno sulla scena della band del chitarrista Robert Fripp), per arrivare a Trilogy (1972) di Emerson, Lake & Palmer, Gatto e i suoi compagni di viaggio celebrano nel migliore dei modi, e tra gli applausi, la storia del Progressive. Altrettanto riusciti e preziosi sono gli episodi, Sea Song e Starting In The Middle Of The Day We Can Drinks Our Politics Away, legati al batterista e cantante Robert Wyatt e alla scuola di Canterbury, altro momento particolarmente suggestivo e importante della musica inglese di quel periodo. E non mancano i Pink Floyd di Money . Perché, tutto questo, è più di ogni altra cosa un ritratto, fedele e appassionato, di un periodo musicale indimenticabile. Stagione musicale 2008_09 Martedì 10 febbraio 2009, ore 21:00 Teatro Pasolini, Piazza Indipendenza - Cervignano del Friuli (UD) Roberto Gatto Ottetto - Progressivamente, omaggio al rock progressive Roberto Gatto: batteria John De Leo: voce Gianluca Petrella: trombone Luca Mannutza: piano e tastiere Maurizio Giammarco: sax Fabrizio Bosso: tromba Roberto Cecchetto: chitarra e batteria Francesco Puglisi: basso Biglietti: € 10 intero, € 7 convenzionato, € 5 ridotto Info: www.euritmica.it