Provincia di Treviso: occupazione femminile in crescita

TREVISO - Un mercato del lavoro vivace e dinamico. È quello della Provincia di Treviso, che dopo la congiuntura positiva del 2006, ha fatto registrare un trend altrettanto favorevole anche nei primi 9 mesi del 2007.

Tra giugno e settembre 2007, in particolare, si sono registrate 34.749 assunzioni, oltre il 27,7% di crescita rispetto solamente ad un anno fa, contro 26.700 cessazioni. Si tratta dunque di un saldo positivo di 8.051 unità. Sono i dati elaborati nei 7 Centri per l'Impiego della Provincia di Treviso, presentati oggi nel lancio del report trimestrale dal presidente della Provincia di Treviso assieme all'assessore provinciale alle Politiche per l'Occupazione, Denis Farnea.

[img_assist|nid=12491|title=|desc=Denis Farnea - Leonardo Muraro|link=none|align=right|width=130|height=79]

"Con oggi parte un nuovo progetto, quello di realizzare un report trimestrale dei dati dei nostri Centri per l'Impiego, elaborati insieme all'Osservatorio Economico e Veneto Lavoro, in modo da poter studiare tutte le problematiche dell'occupazione - ha dichiarato il presidente Muraro - Quello che possiamo dire oggi è che il mercato del lavoro nella Marca Trevigiana è in ottima salute: il 2007 è iniziato con un trend davvero positivo, il migliore dal 2001, confermato nei primi tre mesi. Il saldo tra le assunzioni e le cessazioni infatti (la differenza tra assunti e licenziati), nel terzo trimestre 2007, supera le 8.000 unità. Particolare importanza riveste la componente femminile, circa i 2/3 delle nuove assunzioni. Segno che anche la donna, il cui ruolo è fondamentale nella nostra società, riesce a conciliare meglio famiglia e lavoro. La componente straniera invece, pur costituendo una quota consistente delle dinamiche provinciali, vede anche delle situazioni critiche: ad esempio, tra le assunzioni la quota straniera sul totale è circa del 27%, ma tra le cessazioni supera il 30%. Permangono nella nostra provincia alcuni processi di riconversione e ristrutturazione di specifici settori. I dati indicano tre settori per i quali il numero dei licenziati in questo trimestre ha superato quello degli assunti: si tratta del sistema moda, delle costruzioni e del comparto legno-arredo.
Un dato positivo ci viene invece dalle tipologie di contratto: aumentano i tempi indeterminati.

La Provincia - continua Muraro - svolge un ruolo importante e profonde grande impegno in questo senso. A partire dai 7 Centri per l'Impiego diffusi sul territorio, che si occupano non solo dell'incrocio di domanda e offerta di lavoro, operando soprattutto nei confronti dei giovani, ma anche dei disabili (come con il progetto Integra) e gli espulsi dal mondo del lavoro (come col progetto Pari che ha visto la distribuzione di 232 voucher da 1.000 euro per la formazione). Infine, non posso fare a meno di citare la sicurezza. La nostra Provincia è una realtà in salute per quanto riguarda il lavoro, la nostra disoccupazione è fisiologica. Ma i nostri lavoratori devono partire la mattina e ritornare a casa sani la sera. Per questo, anche in virtù della legge 123, la Provincia sta operando per mettere in campo grandi azioni di sensibilizzazione e formazione per la sicurezza nei luoghi di lavoro, sempre nell'ottica del lavoro di squadra con tutti gli attori coinvolti, compreso l'ex provveditorato agli studi".

"La presenza ad oggi di una fase piuttosto favorevole è confermata dai dati che indicano un saldo occupazionale positivo, anche per quanto riguarda l'occupazione più stabile, quella dei contratti a tempo indeterminato (circa 480 assunti in più con questo contratto rispetto ai licenziati) - ha spiegato l'assessore Farnea - Anche se è positivo il buon contributo delle donne all'aumento occupazionale, va anche detto che la componente femminile permane più esposta alle turbolenze del mercato, nel positivo ma anche nel negativo, quindi con un'accentuazione notevole dei fenomeni di licenziamenti nei momenti di relativa crisi.
La componente immigrata presenta poi alcune fragilità. Le cessazioni incidono in modo particolare su questo segmento, che risulta inoltre esposto in misura crescente alla mobilità - con particolare riferimento alla mobilità non indennizzata - e alla disoccupazione. La percentuale di stranieri negli ingressi annui in disoccupazione era al 13% nel 2001: da allora ha continuato a crescere costantemente fino ad arrivare quasi al 30% sui nuovi ingressi del 2007. Sulla disoccupazione più in generale, i dati indicano una quota di nuovi ingressi annui pari a circa 10.000 unità, pressoché stabile negli ultimi sette anni.
Di positivo c'è che il ricorso agli ammortizzatori sociali è in flessione, in particolare per quanto gli ingressi in mobilità da legge 223/91. Questi attualmente sono imputabili sostanzialmente al sistema moda e al meccanico, che contribuiscono per oltre il 70% ai licenziamenti collettivi. Tra le piccole imprese, tuttavia, la "crisi" appare maggiormente diffusa: il contributo alle lista di mobilità, sebbene ridotto, arriva un po' da tutti i settori.
La cassa integrazione guadagni, sia ordinaria sia straordinaria, nel 2007 mostra un dato in flessione rispetto all'anno precedente. Per quanto riguarda la CIGS si tratta del primo punto di flessione a partire dal 2000, mentre la CIGO era in calo già nel 2006
Rispetto alla CIGO la flessione è imputabile all'edilizia, mentre l'industria in senso stretto complessivamente presenta un lieve rialzo nel numero di ore concesse (+ 4,6%).
Tornando alla crescita occupazionale, a livello territoriale il segno è positivo in tutte le circoscrizioni. Ricordo che i Centri per l'Impiego della Provincia di Treviso hanno fornito servizi qualificati per la ricerca attiva di lavoro: in particolare, nel corso del 2007, sono stati sostenuti più di 9.000 colloqui. Tra le altre iniziative intraprese si segnalano anche gli 857 stage avviati e la stipula di 1049 convenzioni con aziende disposte ad accoglierli.
Per quanto riguarda i soggetti istituzionalmente riconosciuti in difficoltà si segnalano i 574 iscritti al collocamento obbligatorio e poi avviati, nel 56% dei casi a tempo determinato e nel 44 % a tempo indeterminato. I settori che hanno maggiormente contribuito ad assumere soggetti in disagio sono stati: il terziario (53,0 %) seguito dall'industria (38,5 %). Ai risultati sopra illustrati hanno dato sicuramente un decisivo contributo i 430 colloqui dedicati a questa fascia di lavoratori, e le 2875 segnalazioni effettuate ai datori di lavoro".

Una delle componenti di maggior interesse è sicuramente l'aumento della componente femminile, spesso più debole di quella maschile nel mercato del lavoro: con un saldo positivo di 5.238 unità (+38,3% nelle assunzioni), le donne contribuiscono alla crescita occupazionale registrata per oltre il 60%.

Riguardo le dinamiche territoriali, si è registrato un aumento di avviamenti al lavoro in quasi tutti i Centri per l'Impiego della Provincia di Treviso, diffusi sul territorio.