Roman e il suo cucciolo

Stagione Teatrale 2010-2011

Dal 21 al 23 gennaio 2001

Venerdì 21 e sabato 22 gennaio, ore 20.45, domenica 23 gennaio, ore 16.00

Roman e il suo cucciolo (Cuba and His Teddy Bear)

di Reinaldo Povod

traduzione e adattamento di Edoardo Erba



con Alessandro Gassman, Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi, Giovanni Anzaldo, Matteo Taranto, Natalia Lungu, Andrea Paolotti

scene di Gianluca Amodio

costumi di Helga H.Williams

musiche originali di Pivio&Aldo De Scalzi

light design di Marco Palmieri

videografie di Marco Schiavoni

regia di Alessandro Gassman

Teatro Stabile del Veneto

Portato al successo in teatro da Robert De Niro, a New York, e incentrato sui contrasti tra ispanici e statunitensi e sul mondo della droga, questo testo, riscritto e riadattato da Edoardo Erba, è stato ambientato al Casilino, tra i traffici di italiani e rumeni per droghe e prostituzione. L’operazione non tradisce il testo originale americano che fa appunto coesistere personaggi di diverse razze, culture, religioni, qui ammassati in uno dei tanti palazzoni della periferia romana. L’appartamento in cui vivono Roman e il suo Cucciolo è una specie di autofficina in disuso; il ragazzo dorme su un soppalco costruito con tubi innocenti rossi; ovunque tracce di non-finito e di degrado, immondizia, scatoloni accatastati, poche le suppellettili, una cucina cadente, una Madonnina: insomma, un luogo di periferia che potrebbe essere ovunque, Roma come Bucuresti. Roman è un rumeno che vive da anni a Roma, semi-analfabeta, arrogante e prepotente, che si è arricchito con il traffico di cocaina e marijuana; la moglie lo ha abbandonato per fuggire nei Caraibi, lasciandogli il figlio, Cucciolo, che ha “17 anni, 18 fra un mese”, sensibile e introverso. Presto si scopre che Cucciolo non è estraneo a quel mondo degli spacciatori, come apparentemente sembrava: è eroinomane...
Alessandro Gassman è uno splendido Roman, semianalfabeta e nevrotico, a tratti dolce e comprensivo con il figlio ma per lo più rabbioso e furioso. Giovanni Anzaldo è Cucciolo, succube del padre, che vive la condizione lacerante del non sentirsi fino in fondo né italiano né romeno: vorrebbe riscattarsi andando a scuola ma il mondo in cui vive e la sua debolezza di volontà non glielo consentono.
“È un dramma familiare e al tempo stesso sociale, un attualissimo sguardo sul presente – dice Gassman - che è anche un preciso richiamo a uno dei fenomeni che negli ultimi tempi più ci coinvolgono: la presenza degli immigrati nella nostra vita, presenza che ha cambiato la fisionomia delle nostre città e il tessuto delle nostre relazioni. Uno sguardo neutrale, non ideologico, fuori dagli schemi del razzismo o della solidarietà di maniera”.

Scheda Evento

Location:
Teatro Comunale Giuseppe Verdi, viale Martelli 2 - PORDENONE