A Sara Fabbri del CIMeC riconoscimento della Cognitive Neuroscience Society

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La dottoranda è volata in Canada a presentare la sua ricerca al meeting annuale

Rovereto (TN) – Un importante riconoscimento per la studentessa del dottorato in Cognitive and Brain Sciences del CIMeC Sara Fabbri direttamente dalla Cognitive Neuroscience Society (Società di neuroscienze cognitive), che ha assegnato alla giovane veronese il Graduate Students Present (GSP) Award, un premio consistente in una borsa e nell’invito a partecipare al meeting annuale della prestigiosa associazione, che si è tenuto nell’aprile scorso in Canada. 

Unica italiana tra i sei studenti di dottorato premiati dalla giuria di scienziati di fama internazionale, Sara Fabbri è volata a Montréal per presentare lo studio che le ha valso il premio e che ha condotto presso i laboratori di neuroimmagine funzionale del CIMeC. I risultati verranno pubblicati sulla rivista Journal of Neuroscience.

La ricerca. Quando vogliamo afferrare una penna che si trova su un tavolo vicina ad altri oggetti, il nostro cervello deve elaborare una serie di informazioni tra cui la direzione precisa verso cui eseguire il movimento di raggiungimento spiega Sara Fabbri. Questa informazione è talmente importante che nel cervello delle scimmie esistono numerose aree specializzate per questo aspetto del movimento. Nei nostri esperimenti abbiamo voluto studiare se esistono aree con proprietà simili anche negli esseri umani. A tale scopo abbiamo chiesto ad alcuni volontari di afferrare con la mano una serie di palline che si trovavano in diverse posizioni spaziali rispetto alla posizione della loro mano, ad esempio in alto a destra oppure in basso a sinistra. Mentre eseguivano il compito, la loro attività cerebrale veniva misurata con la risonanza magnetica funzionale. In questo modo abbiamo scoperto che anche nel cervello dell’uomo ci sono aree specializzate per elaborare la direzione del movimento”.
Lo studio, che è stato condotto insieme alla ricercatrice Angelika Lingnau e al professore Alfonso Caramazza del CIMeC, ha degli importanti risvolti pratici, come spiega la giovane ricercatrice. “Questa scoperta trova importanti applicazioni negli studi di interfacce uomo-macchina in cui l’attività del cervello viene utilizzata per guidare delle protesi e permettere ai pazienti paraplegici di eseguire gesti quotidiani che altrimenti sarebbero impossibilitati a compiere, come premere l’interruttore della luce o guidare il cursore del computer per leggere le emails”.

La partecipazione al meeting annuale della Cognitive Neuroscience Society è stata utile per la giovane ricercatrice Un battesimo di fuoco: ”E’ stata la mia prima partecipazione ad un congresso, figuriamoci un congresso di quelle dimensioni. E’ stato molto interessante e ho potuto stringere nuove collaborazioni di ricerca”. Esprime soddisfazione il direttore del Centro Alfonso Caramazza:”E’ un motivo di orgoglio per tutti noi del CIMeC vedere che la formazione dei giovani ricercatori sta portando i suoi frutti”