Schermi d'Amore, Festival Internazionale del cinema mélo a Verona

ConSequenze

[img_assist|nid=5961|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]VERONA - Torna dal 26 aprile al 6 maggio 2007  Schermi d'Amore, Festival Internazionale del cinema mélo, giunto con successo alla sua undicesima edizione e battezzata 10 + 1  per sottolineare lo volontà di iniziare una nuova tappa di un cammino che guarda al futuro.

Nato  come finestra aperta sul  mondo dei sentimenti, infinitamente ricco di sfumature e di suggestioni, Schermi d'Amore è un festival di genere che per scelta stilistica travalica il genere stesso e mette a confronto il presente con il passato.
Un festival che allunga lo sguardo oltre frontiera e apre gli occhi su cinematografie meno conosciute, capace di individuare nuove modalità attraverso le sezioni Concorso e Panorama.
Un Festival che ama scoprire ma anche riscoprire attori, registi, direttori della fotografia, produttori, attraverso le sue retrospettive.
E a tutto ciò si aggiunge il piacere degli incontri con gli autori e quello del convegno a tema, coordinato dal direttore di Ciak, Piera Detassis.

L’edizione di quest'anno presenta un programma vivace e[img_assist|nid=5962|title=|desc=|link=none|align=right|width=273|height=640] spumeggiante, che, com’è ormai nella tradizione, mescola il cinema d’autore e quello artigianale, cinema alto e cinema di genere. Tra film inediti e classici ritrovati, pellicole conosciute e da rivedere in versione restaurata, cult movie e scoperte da tutto il mondo, saranno 60 le opere presentate, tutte rigorosamente in pellicola formato 35 mm.

L'attrice del momento Laura Chiatti  terrà a battesimo l'undicesima edizione che sarà inaugurata con un’ importante anteprima: Miguel & William.  L'atteso film spagnolo firmato dalla giovane Inés París (reduce dal successo di A mia madre piacciono le donne)  racconta  con passionale arguzia un'immaginaria  sfida amorosa e letteraria tra Cervantes e Shakespeare. Protagonisti  l'inglese Will Kemp e lo spagnolo Juan Luis Galiardo, tra i quali tra i quali si frappone l'almodovariana Elena Anaya.

Dal 26 aprile al 6 maggio 2007

Proiezioni: Sala Filarmonica, via Roma n. 1 - VERONA
 
Convegni: Palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra - VERONA

Schermi d'Amore, dieci + 1

Proiezioni, in lingua originale con traduzione simultanea in cuffia

Ingresso riservato ai maggiori di anni 18

Le sezioni del Festival:

Amori in con(concorso): dieci film inediti provenienti da tutto il mondo, a uno dei quali sarà assegnato il premio Calzedonia di 20 mila euro per la distribuzione nelle sale italiane.

Film in concorso:

Come early morning  (USA 2006) di Joey Lauren Adams
Daisy  (Corea del Sud/Hong Kong, 2006) di Andrew Lau
Emma’s Bliss  (Emmas Glück Germania 2006) di Sven Taddicken
Entre adults  (Francia 2007) di Stéphane Brizé
Love Talk  (Corea del Sud 2006) di Yoon-ki Lee
Lo que sé de Lola  (Spagna 2006) di Javier Rebollo
Le passager de l’eté  (Francia 2006) di Florence Moncorgé-Gabin
La prueba  (Perù 2006) di Judith Vélez
La vie secrète des gens heureux  (Canada 2006) di Stéphane Lapointe
So Long, My Heart!  (Wir Werden uns Wiederseh’n,Svizzera,Germania 2007) di Stefan Hillebrand e Oliver Paulus

Gerardo Herrero, un hombre sin fronteras: Gerardo Herrero (Madrid, 1953) è la dimostrazione che si può essere autori sia dietro la macchina da presa, sia detenendo il controllo produttivo di un film. Regista e produttore sempre attento ai codici del melò, uno dei primi a capire l’importanza e la ricchezza di un cinema in lingua spagnola che ridesse slancio alle cinematografie del Sud America.
In quasi vent'anni di attività ha diretto di persona una dozzina di film e ha partecipato alla produzione di oltre 40 titoli. In Spagna è stato il primo a intuire le potenzialità artistiche che avevano le cinematografie latino-americane, compresse dalle restrizioni delle libertà negli anni delle dittature militari e penalizzate dalle difficoltà economiche.

Panorama: anteprime nazionali, colpi di fulmine, restauri, opere riscoperte e strappate all’oblio, film che appassionano e fanno discutere e il percorso Romeo e Giulietta di tutto il mondo.
I film in programma:
Il vento (The Wind, USA 1927) di Victor Sjöström
Il grido (Italia/USA 1957) di Michelangelo Antonioni
L'avventura (Italia/Francia 1960) di Michelangelo Antonioni
Senza un attimo di tregua (Point Blank, USA 1967) di John Boorman
Il compromesso (The Arrangement, USA 1969) di Elia Kazan
La vacanza (Italia 1971) di Tinto Brass
La paura mangia l'anima (Angst essen Seele auf, Germania 1974) di Rainer Werner Fassbinder
Miranda (Italia 1985) di Tinto Brass
Monella (Italia 1998) di Tinto Brass
April Snow (Corea del Sud 2005) di Jin-ho Hur
Forty Shades of Blue (USA 2005) di Ira Sachs
Sa-Kwa (Corea del Sud 2005) di Yi-kwan Kang
David & Layla (USA 2006) di Jay Jonroy
Jindabyne (Australia 2006) di Ray Lawrence
My Mother Learns Cinema (Annem sinema ögreniyor, Turchia 2006. Short film) di Nesimi Yetik
Il pappagallo rosso (Der Rote Kakadu, Germania 2006) di Dominik Graf
Snow Cake (Inghilterra/Canada 2006) di Marc Evans
Miguel y William (Spagna 2007) di Inés París

Il cinema di Bruno Dumont: Professore di filosofia, 49 anni, Bruno Dumont, due volte vincitore del Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes, è l'erede laico del rigore stilistico di Robert Bresson. Il suo è un cinema estremo, di grande impatto visivo, che esplora paesaggi e corpi con lo stesso distacco scientifico di una osservazione al microscopio. Sicuramente non preoccupato di compiacere il grande pubblico, utilizza colonne sonore fatte solo di rumori e di suoni interni alle scene e non concede nulla all'enfasi emotiva. Le sue sono storie d'amore gelide, espressione di una umanità che si aggrappa alla sua essenza animale per sopravvivere. Una tavola rotonda farà il punto sul suo cinema.
L'età inquieta (La vie de Jésus, Francia 1997)
L'humanité (Francia 1999)
Twentynine palms (Francia/Germania, USA 2003)
Flandres (Francia 2006)

Occhi di donna:  la tradizionale sezione trasversale che valorizza lo sguardo cinematografico al femminile, rende omaggio a Yannick Bellon, documentarista e regista bretone apprezzatissima in Francia per la sua critica alla violenza di una società fondata su valori maschili, con la proiezione dello scioccante L'amour violé, rappresentazione ferocemente realistica della tragedia delle violenze sessuali. L'omaggio a Yannick Bellon è curato da Paola Palma.

Peccato che sia una canaglia: 60 anni di femme fatale all’italiana: un convegno spettacolare sulla presenza/assenza di questa figura nel nostro cinema.

Minilab, dal videoclip al cinema: un laboratorio dedicato ai nuovi linguaggi e alla creazione di videoclip musicali.

Info: tel. 0458005348

veronafilmfestival@comune.verona.it

www.schermidamore.it