Science+Fiction omaggia il capolavoro di Stanley Kubrick 2001: odissea nello spazio

ConSequenze
[img_assist|nid=15817|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]TRIESTE - L’edizione zero/otto di Science+Fiction – il festival internazionale della fantascienza – entra nel vivo, e lo fa con un omaggio dedicato a 2001: Odissea nello spazio, capolavoro di Stanley Kubrick, uscito quarant’anni fa nelle sale cinematografiche. Precederà la proiezione, una tavola rotonda a cui parteciperanno esponenti di spicco nel panorama fantastico: Michel Ciment (Positif), Lorenzo Codelli (La Cineteca del Friuli), Giuseppe Lippi (Urania), Fabio Pagan (SISSA), Andrea Bernagozzi (Oss. Astronomico Val d'Aosta). Un monolite nero di quattro milioni di anni viene scoperto sulla luna, e il governo (tenendo la gente all’oscuro della situazione) manda un team di scienziati in missione esplorativa. Diciotto mesi dopo, un altro equipaggio viene inviato su Giove a bordo di una navicella controllata dal computer HAL 9000, dispositivo dalle massime prestazioni, al fine di condurre ulteriori ricerche sul gigantesco ritrovamento. Questa volta, però, qualcosa va storto... Di seguito un estratto dal catalogo di Science+Fiction 08, in cui Giuseppe Lippi sottolinea l’importanza di questa pietra miliare nella storia del cinema. E’ il 1968 l’anno cui appare sul grande schermo 2001: Odissea nello spazio, film che si rivede tuttora con stupore per il suo ardito tentativo di unificare alcune tra le esperienze più vitali del cinema. Dalle origini vengono l’amore per l’immagine senza parole, accompagnata solo dalla musica, e alcuni laboriosi effetti fotografici (come la tecnica di “stop motion” adoperata per muovere gli oggetti nello spazio). Dagli anni Sessanta vengono il gusto per il nuovo e la sperimentazione. Ma il film non si ferma qui e dal futuro presagisce[img_assist|nid=15818|title=|desc=|link=none|align=right|width=640|height=422] l’arrivo delle tecnologie digitali, creando una serie di immagini che, pur non essendo generate al computer, ne condividono splendore e fluidità. n 2001 l’innovazione va di pari passo con la riscoperta dell’essenza di quest’arte, immagine in movimento fatta per portare lo spettatore oltre le sue normali capacità, in un mondo di proporzioni mai sperimentate. Aggiungendo l’effetto musicale a quello visivo, la colonna sonora accompagna un uso rivoluzionario della musica alle tecniche fotografiche evolute e alle inattese soluzioni di montaggio. Ma 2001 vuole costituire un’esperienzaglobale e come tale introduce, attraverso le sue scelte estetiche, alcuni interrogativi di fondo. In primo luogo sulla nostra. In primo luogo sulla nostra storia, che il film abbraccia dalle origini a un futuro ricco d’incognite, e che è storia di una lunga evoluzione. Lo sviluppo dell’intelligenza rappresenta il principale mezzo di sopravvivenza dell’uomo e questo ci ha consentito di raggiungere un sofisticato livello di sviluppo, arrivando alle soglie dello spazio. Anche così, tuttavia, non è detto che i grandi progressi intellettuali che l’umanità ha fatto, e indubbiamente farà, le permettano di risolvere gli interrogativi ultimi dell’universo. La loro complessità è tale che potrebbero restare per sempre inaccessibili, non foss’altro per ragioni di tempo. Il matematico John D. Barrow osserva che esistono problemi di tale consistenza che persino ai computer più potenti potrebbero essere necessarie migliaia di anni per tentarne il calcolo. È un modo elegante per dire che forse, alla fine dei giorni, non avremo ancora sciolto l’aspetto insondabile della natura, della quale pure facciamo parte. 2001 è in sintonia con questa visione problematica, la quale riapre la questione del totalmente estraneo, l’ignoto. Rivedendolo oggi sul grande schermo, festeggiamo il film perché gli riconosciamo una sorta di ideale paternità su tutti noi: prima che nascessero il cyberpunk, la realtà virtuale e le angosciose visioni del futuro urbano, 2001 ci ha aperti a una percezione più vasta, a un’esperienza del cinema che può trasformarci grazie al suo gusto dello straordinario.” Mercoledì 11 novembre, al via anche le rassegne Neon (Anteprime e Concorso) e Vojages Fantastique. Gli incontri con il pubblico avranno inizio in mattinata con Un caffè con….Michel Ciment (dalle ore 11.30 presso l’Urban Hotel Design - Androna Chiusa 4 Trieste)   Dall’11 al 16 novembre 2008 Cinecity multiplex, Torri d’Europa - TRIESTE Science+Fiction - edizione zero/otto - Festival internazionale della fantascienza mercoledì 12 novembre Il programma 16.30 Sala 2 Neon anteprima Love Story 2050 [India, 2008, col., 180'] di Harry Baweja – v.o.st.it./ing. 17.00 Sala 6 Voyage Fantastique La Cité des Enfants Perdus [Francia/Germania/Spagna, 1995, col.,112’] di Marc Caro & Jean-Pierre Jeunet – v.o.st.it. 17.30 Sala 4 Asteroids The Damned director's cut [Regno Unito, 1963, b/n, 99’] di Joseph Losey – v.o.st.it. in collaborazione con Lo Sguardo dei Maestri (La Cineteca del Friuli, CEC, Cinemazero) 19.30 Sala 6 Voyage Fantastique La Science des rêves / The Science of Sleep [Francia, 2006, colore, 106’] di Michel Gondry – v.o.st.it. 20.00 Sala 2 Neon concorso The Mutant Chronicles [Usa, 2008, col., 111’] di Simon Hunter – v.o.st.it. 20.15 Sala 4 Asteroids panel 2001: Odissea nello spazio con la partecipazione di Michel Ciment (Positif), Lorenzo Codelli (La Cineteca del Friuli), Giuseppe Lippi (Urania), Fabio Pagan (SISSA), Andrea Bernagozzi (Oss. Astronomico Val d’Aosta) + 2001: A Space Odyssey [Usa/Regno Unito, 1968, col., 141'] di Stanley Kubrick – v.o.st.it. 21.30 Sala 6 Voyage Fantastique Le Pacte des loups / Brotherhood of the Wolf [Francia, 2001, col., 142’] di Christophe Gans – v.o.st.it./ing. 22.15 Sala 2 Neon concorso Eden Log [Francia, 2007, col., 101’] di Franck Vestiel – v.o.st.it. sarà presente il regista Franck Vestile   Info: http://www.scienceplusfiction.org