Si conclude a Pordenone l'edizione 2009 de Le voci dell’inchiesta

PORDENONE - Si conclude domenica 19 aprile il festival “Le voci dell’inchiesta”, che per quattro giorni ha raccolto a Pordenone un pubblico appassionato e attento, intorno a proiezioni, incontri, tavole rotonde, documenti di oggi e grandi inchieste televisive di ieri. E proprio con la proiezione di un grande esempio di televisione del passato si apre la giornata di domenica: alle 14.30 in programma l’ultima delle interviste Indro Montanelli incontra….
A seguire, alle 15.00 in programma il documentario La guerra delle onde. Storia di una radio che non c'era, di Claudia Cipriani seguita dall’incontro con l’autrice e con Carlo Ripa di Meana. Quando nel 1968 i sovietici invasero la Cecoslovacchia occuparono, tra le altre cose, la sede della radio pubblica ceca: i suoi giornalisti trovarono rifugio in una piccola radio italiana comunista, Radio Oggi in Italia, nata a Praga nel 1950. La radio fu il primo organo d’informazione a dare notizia dei fatti di Ungheria nel 1956, anticipò la radio di Stato nell’informare dell’accordo tra Kennedy e Krusciov sui missili di Cuba e diede per prima l’annuncio che la “Legge truffa” del 1953 non era scattata. Osteggiata per vent’anni dal governo democristiano italiano, cessò di trasmettere per volontà dell’Unione Sovietica dopo l’invasione di Praga nel 1968 per aver palesato posizioni pro-Dubcek. Protagonista del filmato è Stella, storica speaker di Oggi in Italia: per la prima volta Stella torna a Praga per visitare gli archivi della radio. Il racconto di questo viaggio è intercalato da varie testimonianze, tra cui quelle di Sandro Curzi e di Carlo Ripa di Meana, anch’essi redattori della radio.
Momento centrale della giornata di domenica è la sezione “Oltre le sbarre”, duplice appuntamento legato alla vita all’interno delle carceri. Alle 16.45 proiezione Fondamenta delle Convertite di Penelope Bortoluzzi. Un anno nel carcere femminile di Venezia: la vita quotidiana nei corridoi e negli spazi comuni di un ex-monastero affacciato sulla laguna. Detenute provenienti dal mondo intero, i loro bambini e le agenti penitenziarie vivono in una promiscuità senza tregua, destreggiandosi ciascuno a suo modo fra gerarchie, amicizie, giochi di ruolo e di potere. In bilico tra rituali stabiliti e anomalie, il quotidiano di questo microcosmo è spesso dinamico, vivace, in opposizione al peso della reclusione e della solitudine. Il film ha vinto la Menzione Speciale della giuria al 49° Festival dei Popoli di Firenze nel 2008.

A seguire, alle 18.45 importante tavola rotonda su una realtà cittadina di particolare interesse, il carcere di Pordenone. Un incontro che, attraverso le parole dei protagonisti, ci racconterà la situazione - sociale, umana, professionale - della casa circondariale di Pordenone, un carcere in pieno centro città. Interverranno la regista Penelope Bortoluzzi, il Direttore della Casa Circondariale di Pordenone Alberto Quagliotto, Piergiorgio Rigolo Cappellano del carcere, il consigliere regionale Stefano Pustetto, l’Assessore comunale alle Poltiche Sociali Giovanni Zanolin. Conduce Stefano Polzot del Messaggero Veneto. Un carcere, in generale, lo si guarda sempre da fuori. A Pordenone è un castello arroccato in mezzo al centro cittadino. Tanto si è parlato del “contenitore” (utilizzabile?), ma poco del contenuto... Quanti sono i detenuti? Come trascorrono le loro giornate? Con le parole di chi vi lavora quotidianamente e alcune immagini cercheremo di allargare il nostro sguardo, andando oltre le sbarre...
A suggello di questa ricca, terza edizione del Festival dell’Inchiesta, nella serata di domenica, atteso appuntamento con il teatro civile e d’inchiesta: alle 21.00 in sala Grande di Cinemazero di scena Storie di scorie monologo teatrale di e con Ulderico Pesce. Lo spettacolo ricostruisce l’avvento dell’industria nucleare in Italia, il pericolo che ancora oggi rappresenta e le modalità tecniche del funzionamento di una centrale atomica. Al centro del racconto la vita di Nicola, figlio di un contadino del Metapontino che ha lavorato come addetto alle pulizie nel deposito nucleare di Trisaia di Rotondella (MT) dove negli anni Sessanta arrivarono ottantaquattro barre di uranio radioattivo provenienti dagli USA delle quali, sessantaquattro sono ancora conservate nel deposito lucano, altre riprocessate, altre ancora sono conservate nel deposito nucleare della Casaccia, a venticinque chilometri da Roma. Nicola, avendo scoperto illeciti da parte dell’Enea, è stato licenziato. Successivamente è partito volontario per la Bosnia, dove ha respirato polvere di proiettile all’uranio e si è ammalato. Nicola comincerà ad informare la popolazione sul pericolo del deposito nucleare di Trisaia di Rotondella, dove ha lavorato anni prima e nel contempo denuncerà la situazione ad alto rischio in cui vivono oggi i depositi nucleari di Latina, della Casaccia di Roma, di Caorso ecc. Con questo spettacolo Ulderico Pesce ha ricevuto il Premio Nazionale Legambiente 2005