Sir Andrew Davis dirige al Malibran musiche di Berio e Dvořák

VENEZIA - Venerdì 10 aprile 2009 alle ore 20.00 e sabato 11 sempre alle 20.00, il Teatro Malibran ospiterà l’undicesimo concerto della Stagione sinfonica 2008-2009, che vedrà il ritorno sul podio dell’Orchestra del Teatro La Fenice del direttore inglese Sir Andrew Davis. Il programma prevede lo stimolante accostamento di due brani del repertorio colto ispirati in modi diversi alla musica etnica. La prima parte sarà infatti interamente dedicata ai Folk Songs di Luciano Berio (1964): una raccolta di 11 canti popolari di diversa provenienza (Stati Uniti, Armenia, Francia, Sicilia, Liguria, Sardegna, Alvernia, Azerbaigian) arrangiati e riscritti dal compositore ligure. La composizione sarà proposta nella versione per voce e orchestra del 1973, solista il mezzosoprano Lauren Curnow. Nella seconda parte del concerto verrà eseguita la Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 Dal nuovo mondo di Antonín Dvořák, celeberrima trasposizione ‘americana’ (fu composta a New York nel 1893) dell’ispirazione folklorica boema che aveva nutrito fino ad allora la produzione sinfonica dell’autore, nei tempi Adagio-Allegro molto, Largo, Scherzo, Allegro con fuoco. Composti ad Oakland nel 1964 riutilizzando due delle Quattro canzoni popolari per voce e pianoforte già scritte a Milano tra il 1946 e il 1952, i Folk Songs vi furono eseguiti nello stesso anno da Cathy Berberian accompagnata dallo Juilliard Ensemble. L’organico, formato da un ensemble di sette strumenti, fu ampliato nel 1973 ad organico orchestrale, e in questa nuova versione la composizione fu eseguita a Zurigo dalla stessa Berberian con la Zürcher Kammerorchester. Berio usò spesso il canto popolare come linfa per le sue composizioni, in una prospettiva non filologica o etnomusicologica, bensì ‘linguistica’ e compositiva, volta a valorizzare la varietà delle tecniche vocali e i tratti distintivi di tipo ritmico, modale e timbrico tipici di ogni brano, sì da creare mondi sonori di volta in volta diversissimi. Per i Folk Songs attinse a fonti molto varie: due ballate americane nell’interpretazione del cantautore John Jacob Niles per Black is the colour e I wonder as I wander, un canto armeno per Loosin yelav, un canto popolare francese per Rossignolet du bois, la raccolta di canti popolari siciliani di Alberto Favara per A la femminisca, un canto genovese per La donna ideale, un testo duecentesco di Guido delle Colonne per Ballo, un canto sardo per il cupo Motettu de tristura, la raccolta dei Chants d’Auvergne di Joseph Canteloube per Malurous qu’o uno fenno e Lo fiolaire, un canto azero trascritto da un 78 giri per Azerbaijan love song. Nel 1890 Mrs. Jeanette Thurber chiese a Dvořák di diventare direttore del neofondato National Conservatory of Music di New York. Per tre anni, dal 1892 al 1895, il compositore emigrò così dalla nativa Boemia agli Stati Uniti, dove entrò in contatto con un mondo melodico e ritmico ricco di suggestioni, dai canti dei pellerossa al repertorio negro-spiritual offertogli di prima mano dall’allievo nero Harry Burleigh. Tale fu il suo entusiasmo verso questa miniera di idee, che si accinse subito a scrivere la Sinfonia Dal nuovo mondo, eseguita per la prima volta alla Carnegie Hall nel 1893 e quindi nel 1894 a Praga e nel 1900 a Berlino, con successo trionfale. In essa Dvořák non utilizzò reali melodie indigene, bensì ne trasse ispirazione per temi originali che elaborò con tutte le risorse del sinfonismo romantico, reinventando l’elemento etnico con gusto ed esperienza europei. Le sottili assonanze fra stilemi ‘americani’ e boemi, il forte legame con la natura tipico delle scuole nazionali riletto attraverso le suggestioni delle cascate del Niagara e di Minnehaha, la fluidità e la spontaneità delle idee della sinfonia, il peculiare e felice accostamento di delicatezza contemplativa e irruenza drammatica quasi tragica, fanno di questo lavoro una delle pagine più felici della produzione di Dvořák, e una delle più amate dal pubblico. Sir Andrew Davis, direttore laureato della Toronto Symphony (di cui è stato a lungo direttore principale), direttore laureato della BBC Symphony Orchestra (presso la quale ha ricoperto il più lungo incarico di direttore principale dopo il fondatore, Sir Adrian Boult), ex direttore musicale della Glyndebourne Festival Opera, Sir Andrew Davis è dal 2000 direttore musicale e direttore principale della Lyric Opera di Chicago, dove ha recentemente diretto Falstaff, Evgenij Onegin, Lulu e Madama Butterfly. Nato nel 1944 nello Hertfordshire in Inghilterra, ha studiato organo e direzione d’orchestra al King’s College di Cambridge. Il suo repertorio spazia dal barocco al contemporaneo, in ambito sinfonico, operistico e corale, con un accento particolare sul Novecento storico (Janáček, Messiaen, Boulez, Elgar, Tippett, Britten). Ha guidato la BBC Symphony Orchestra ai Proms di Londra e in tournée a Hong Kong, Giappone, Stati Uniti ed Europa. Dirige regolarmente le maggiori orchestre internazionali, dalla Chicago Symphony ai Berliner Philharmoniker al Concertgebouw di Amsterdam, e si è esibito in teatri quali il Metropolitan di New York, La Scala di Milano e il Festival di Bayreuth. Nel 1992 è stato nominato Commander of the British Empire per il suo contributo alla musica inglese e nel 1999 è stato creato Knight Bachelor nella lista d’onore del nuovo anno. Nel 1991 ha ricevuto il Royal Philharmonic Society/Charles Heidsieck Music Award.   Stagione sinfonica 2008-2009 Venerdì 10 e sabato 11 aprile 2009, ore 20.00 Teatro Malibran - VENEZIA L’Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Sir Andrew Davis esegue Luciano Berio, Folk Songs per voce e orchestra con Lauren Curnow: mezzosoprano   Antonín Dvořák, Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95Dal nuovo mondo” Adagio Allegro molto Largo, Scherzo Allegro con fuoco   Info: www.teatrolafenice.org