Sir John Eliot Gardiner dirige musiche di Elgar, Mozart e Bartók al Teatro La Fenice di Venezia

Classica
Protagonista la venticinquenne violinista russa Alina Ibragimova

VENEZIA -  Sabato 8 e domenica 9 gennaio Sir John Eliot Gardiner dirigerà al Teatro La Fenice il quarto concerto della Stagione sinfonica 2010-2011. In programma nella prima parte l’Ouverture da concerto In the South (Alassio) op. 50 di Elgar e il Concerto per violino e orchestra n. 4 in re maggiore KV 218 di Mozart, con la venticinquenne violinista russa Alina Ibragimova; nella seconda parte il Concerto per orchestra Sz. 116 di  Bartók.

L’Ouverture In the South (Alassio) fu composta da Sir Edward Elgar (1857-1934), uno dei caposcuola della rinascita musicale inglese a cavallo dei due secoli, nel 1903 durante un felice soggiorno sulla riviera ligure, come omaggio alla riviera, e all’Italia più in generale. Se nelle grandi composizioni sinfoniche Elgar dimostra grande dominio delle tecniche armoniche e orchestrali tardo romantiche, nelle ouverture tende viceversa al poema sinfonico in miniatura, in cui rimarchevole ed estremamente accurata è l’attenzione ai singoli dettagli, alle sottili ed eleganti implicazioni coloristiche e timbriche. Dopo l’impronta straussian-wagneriana delle battute iniziali,  anche In the South si stempera in più caratteristiche e serene affermazioni elgariane, dimostrando, al di là della stessa decifrabilità descrittiva, la raggiunta familiarità del musicista con uno stile che fonde elementi del sinfonismo mitteleuropeo tardo romantico con la coerenza costruttiva e razionale della migliore tradizione inglese.
I cinque concerti per violino e orchestra, composti da Mozart a diciannove anni nell’autunno del 1775, non nacquero da una commissione precisa, bensì dal bisogno di fissare in una serie di opere le proprie conoscenze e la propria ‘poetica’ sul violino. In essi più che il virtuosismo o il volume sonoro Mozart ricercava la dolcezza e la ricchezza del suono; la cantabilità, l’infinita varietà di timbri e di effetti che la cassa armonica dello strumento racchiude. Così per il Concerto in re maggiore KV 218, in cui, soprattutto nella profonda malinconia dell’Andante cantabile, lo strumento si fa voce anticipando alcune tra le più belle arie d’opera di Mozart.
Composto nel 1943 su commissione della Koussevitzky Music Foundation ed eseguito per la prima volta il 1° dicembre dalla Boston Symphony Orchestra diretta da Serge Koussevitzky, il Concerto per orchestra è una delle ultime composizioni di Bartók, scritta negli anni dell’esilio americano, e una delle più amate dal pubblico. Composizione destinata ad esaltare le possibilità espressive e tecniche di una grande orchestra, il Concerto mescola sapientemente allusioni neoclassiche, riconsiderazioni di tecniche contrappuntistiche antiche, contaminazioni provenienti dal jazz e dalla musica leggera coeva e elementi ritmico-melodici della tradizione musicale balcanica, mentre la tavolozza timbrica è quanto mai variegata grazie all’impiego della grande orchestra sinfonica e ai frequenti spazi solistici dedicati ai singoli strumenti.

Sir John Eliot Gardiner, figura chiave nel revival della musica antica, è fondatore e direttore artistico del Monteverdi Choir, degli English Baroque Soloists e dell’Orchestre Révolutionnaire et Romantique e si esibisce regolarmente con le più importanti orchestre europee, fra cui London Symphony Orchestra, Concertgebouw e Česká filharmonie, e sui principali palcoscenici operistici, quali Royal Opera House e Teatro alla Scala di Milano. Vincitore di numerosi Gramophone Awards e di molti premi internazionali fra cui il Premio Vivaldi per la musica antica italiana conferitogli nel 1996 dalla Fondazione Cini di Venezia, negli ultimi anni ha realizzato con il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists importanti progetti fra cui il Bach Cantata Pilgrimage del 2000 con l’esecuzione itinerante in 52 settimane dell’integrale delle cantate di Bach, la tournée sul cammino di Santiago del 2004 con un repertorio di musiche spagnole a cappella del Cinque e Seicento, l’esecuzione delle ultime sei messe di Haydn e, ai BBC Proms del 2010, del Vespro della Beata Vergine di Monteverdi e dei Concerti brandeburghesi di Bach. Con il Monteverdi Choir e l’Orchestre Révolutionnaire et Romantique ha recentemente completato un ciclo Brahms con esecuzioni a Londra, Parigi, Amsterdam, Colonia, Francoforte, Madrid e Bruxelles e una tournée in Europa e Stati Uniti con Die Jahreszeiten e Die Schöpfung di Haydn e la Messa in si minore di Bach. Con le stesse formazioni ha avviato un’importante collaborazione con l’Opéra-Comique di Parigi che ha portato all’esecuzione nel 2007 dell’Étoile di Chabrier, nel 2009 di Carmen di Bizet e nel 2010 di Pelléas et Mélisande di Debussy. Come direttore ospite ha completato nel 2010 un ciclo beethoveniano triennale con la London Symphony Orchestra con esecuzioni nel Regno Unito, a Parigi, Amsterdam, Monaco e Madrid. Nel 1987 ha ricevuto il dottorato honoris causa dall’Università di Lione, e nel 1996 è stato nominato Commandeur dans l’Ordre des Arts et des Lettres. Nel 1992 è diventato membro onorario del King’s College di Londra e della Royal Academy of Music. Ha ricevuto il cavalierato nella Queen’s Birthday Honours List del 1998 e nel 2008 ha ricevuto il Bach Prize della Royal Academy of Music / Kohn Foundation

Eseguendo musica dal repertorio barocco fino alle nuove commistioni fra generi diversi, sia su strumenti moderni che antichi, Alina Ibragimova già si è esibita con orchestre prestigiose tra cui London Symphony, BBC Symphony, Konzerthausorchester Berlin, Stuttgart Radio Symphony e la Philharmonia Orchestra, con direttori del calibro di Sir Charles Mackerras, Richard Hickox, Walter Weller, Osmo Vänskä, Yannick Nézet-Séguin, Edward Gardner, Gianandrea Noseda. In qualità di solista/direttore Alina si è esibita con la Kremerata Baltica a Parigi, Salisburgo e Verbier, ed ha suonato in tour con la Britten Sinfonia e la Australian Chamber Orchestra. In recital e musica da camera, Alina ha suonato in sale come la Wigmore Hall (dove assieme al pianista Cédric Tiberghien, suo partner usuale in recital, ha presentato di recente tutte le sonate per violino di Beethoven), il Concertgebouw di Amsterdam, il Mozarteum di Salisburgo, la Musikverein di Vienna, ed in festival come quelli di Salisburgo, Verbier, MDR Musiksommer, City of London, Lockenhaus, Manchester International e Aldeburgh. Tra i prossimi ingaggi, il debutto alla Carnegie Hall e, al fianco di Sir John Eliot Gardiner, a La Fenice. Nata in Russia nel 1985, Alina è stata allieva delle Moscow Gnesin e Yehudi Menuhin Schools e del Royal College of Music London, dove ha studiato tra gli altri con Natasha Boyarsky, Gordan Nikolitch, Christian Tetzlaff. Alina registra in esclusiva per Hyperion Records per i quali già ha fatto diversi CD. Tra questi ricordiamo le Sonate e Partite di Bach, concerti di Hartmann e Roslavets, ed un’incisione in recital dedicata a Szymanowski con Cédric Tiberghien. Alina è stata membro del BBC New Generation Artists Scheme, assegnataria del Borletti-Buitoni Trust award, e vincitrice di un Classical BRIT. Suona un violino Pietro Guarneri di Venezia del 1738 gentilmente fornitole da Georg von Opel.

La pomeridiana di domenica 9 gennaio rientra nell’iniziativa «La Fenice per la provincia», rivolta ai residenti nella provincia di Venezia, organizzata in collaborazione con l’amministrazione provinciale di Venezia.
 

Stagione sinfonica 2010-2011

Sabato 8 gennaio 2011, ore 20.00  e domenica 9 gennaio 2011, ore 17.00

Teatro La Fenice, Campo San Fantin 1965, San Marco - VENEZIA

L' Orchestra del Teatro la Fenice

Direttore John Eliot Gardiner

Alina Ibragimova violino

esegue

Edward Elgar, Ouverture da concerto In the South (Alassio) op. 50

Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per violino e orchestra n. 4 in re maggiore KV 218

Béla Bartók, Concerto per orchestra Sz. 116

Info:  Fondazione Teatro La Fenice
Tel. 041786511
Call center 0412424
www.teatrolafenice.it