Geppy Gleijeses protagonista de L’affarista di Balzac al Politeama Rossetti di Trieste

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Debutta martedì 22 marzo la nuova produzione dello Stabile del Friuli Venezia Giulia targata Antonio Calenda

TRIESTE - Debutta martedì 22 marzo al Politeama Rossetti di Trieste L’affarista di Honoré de Balzac, il nuovo spettacolo di produzione dello Stabile regionale,  con la regia di Antonio Calenda e Geppy Gleijeses nel ruolo del titolo.

Cast numeroso con Marianella Bargilli, Paila Pavese, Osvaldo Ruggieri. Repliche fino a domenica 27 per il cartellone Prosa, poi in regione (Tolmezzo, Casarsa, Udine) mentre proseguirà in questa e nella prossima stagione il tour nazionale.
Sulla scena campeggia uno sfavillante e lussuoso lampadario; attorno un gran numero di mobili, delle più diverse dimensioni, armadi, credenze, stipi, da qualcuno pende un’etichetta come se fossero pronti per un’asta o una confisca…
Lo spazio di Mercadet è segnato dal simbolo luminoso di un passato ricco, e contemporaneamente dagli elementi di un’evidente precarietà che connota il suo presente. L’immagine – suggerita dal regista Antonio Calenda e concretizzata dallo scenografo Pier Paolo Bisleri – ci lascia intuire già molto del personaggio, attorno al quale Honoré de Balzac ha costruito il più felice dei suoi lavori teatrali, L’affarista.
Antonio Calenda guarda nuovamente alla commedia, e in particolare al capolavoro di questo grande maestro del realismo ottocentesco, che sa alludere alla nostra realtà.

L’affarista – spiega Calenda – possiede una stringente attualità, un incredibile impatto sul lettore contemporaneo, poiché tratta temi molto sentiti, come la frenesia e l’immoralità delle speculazioni economiche, lo spietato gioco delle Borse, il mondo losco e cinico degli affari. Proprio il modo incisivo, realistico e allo stesso tempo molto ironico in cui l’autore raffigura questo universo ambiguo, e la sua perfetta, significativa attinenza con il nostro presente, mi ha indotto, assieme a Geppy Gleijeses, a incentrare su questo testo un nuovo progetto di produzione.
Un progetto che, oltretutto, vuole fare omaggio al grande teatro – che in Italia vive oggi uno dei suoi momenti più cupi – e alla figura dell’attore: il ricordo va infatti all’ultimo, indimenticabile Mercadet che fu, quasi 50 anni fa, Tino Buazzelli.
Oggi questo personaggio monomaniaco, geniale e cialtrone va a Geppy Gleijeses che lo tratteggia con abilità sottile, senza risparmiarsi e coinvolgendo il pubblico nel vortice d’intrighi che Mercadet mette a segno: lo attornia una compagnia affiatata e di livello, in cui spiccano Paila Pavese e Osvaldo Ruggieri.
Mercadet è mosso da una sorta di libido del denaro, una vera nevrosi esistenziale. Gioca in Borsa con denari che non gli appartengono. È infatti assediato dai creditori: una crisi, che fin dall’inizio imputa al socio Godeau, andato con la cassa a cercar fortuna nelle Indie e di cui nulla si sa più. Ma nell’attesa di Godeau, Mercadet non resta beckettianamente inerte: certo che il motore della società moderna sia il denaro e che l’onore sia fondato ormai sulla sola apparenza, usa la moglie quale stendardo della propria fortuna e la costringe a partecipare elegantemente abbigliata a ogni occasione mondana. Un modo per “truccare” il mercato in proprio favore, per tenere in pugno i creditori, ancor più sensibili di lui al miraggio del facile guadagno. Così ottiene le loro azioni e addirittura i risparmi dei propri servitori per i suoi maneggi finanziari.
Cerca anche di maritare a un dandy presuntamente abbiente la figlia bruttina, interpretata da una Marianella Bargilli, versatile e divertente in una prova non facile. Ma i piani di Mercadet s’incrinano: il dandy non ha un soldo, la figlia è già innamorata di un giovane semplice e timido che non è abbiente… Come estremo tentativo, Mercadet mette in scena il ritorno del socio e sarà proprio nel gioco degli arrivi falsi o ipotetici di Godeau che troverà la salvezza a un passo dal baratro, ottenendo che ogni cosa si ricomponga sul piano economico, degli affetti, come pure su quello della morale a cui, sospinto dalla moglie e dai burrascosi eventi, alla fine s’inchina, imponendosi (ma senza troppa convinzione) un futuro onesto in campagna.

Diretto da Antonio Calenda si muove in scena un cast molto numeroso. In ordine d’apparizione: Antonio Tallura (Brédif), Geppy Gleijeses (Auguste Mercadet), Piergiorgio Fasolo (Justin), Marianella Bargilli    (Julie Mercadet), Paila Pavese (Madame Mercadet), Osvaldo Ruggieri (Goulard), Francesco Benedetto (Pierquin), Alfonso Veneroso (Verdelin), Adriano Braidotti (Adolphe Minard), Ferruccio Ferrante (Mericourt), Jacopo Venturiero (Michinnin de la Brive), Antonio Ferrante (Berchut).
Lo spettacolo si avvale della traduzione e dell’adattamento di Alberto Bassetti, delle scene di Pier Paolo Bisleri, dei costumi di Carla Teti e delle musiche di Germano Mazzocchetti. Le luci sono di Nino Napoletano.

Stagione Teatrale 2010-2011

Dal 22 al 27 marzo 2011

Martedì 22, giovedì 24, venerdì 25 e sabato 26 marzo alle ore 20.30,  mercoledì 23 e domenica 27 marzo solo alle ore 16:00

Politeama Rossetti, V.le XX Settembre, 45 - TRIESTE

L’affarista
di Honoré de Balzac

traduzione e adattamento Alberto Bassetti

con Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli e con Paila Pavese, Osvaldo Ruggieri, Antonio Tallura, Francesco Benedetto, Alfonso Veneroso, Adriano Braidotti, Ferruccio Ferrante, Jacopo Venturiero, Antonio Ferrante

scene: Pier Paolo Bisleri

luci: Nino Napoletano

costumi: Carla Teti

musiche: Germano Mazzocchetti

regia: Antonio Calenda

Una produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Calabria e Teatro Quirino - Vittorio Gassman

Biglietti: interi da € 16.00 a € 29.00, ridotti da € 13.00 a € 24.00                                                                        

Info: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia

Tel. 0403593511

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