Guido Ferrarini è Il malato immaginario al Teatro Remondini di Bassano del Grappa

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Bassano del Grappa (VI) - Lunedì 19 e martedì 20 dicembre 2011, al Teatro Remondini di Bassano del Grappa è di scena Il malato immaginario di Molière, per la regia di Luciano Leonesi, con Guido Ferrarini e con gli attori del Teatro Dehon.

Uno dei testi più divertenti di Moliere in una versione che ne sottolinea la vena comica e l’intreccio tra i vari personaggi: un malato brontolone, una serva petulante e ficcanaso, una figlia angelica, una moglie perfida, un fratello consigliere, un giovane innamorato e medici, tanti medici che millantano crediti, maschere farsesche di un teatrino davvero irresistibile. La serata è inserita nella Stagione Teatrale Città di Bassano promossa dall’Assessorato allo Spettacolo, in collaborazione con la Fondazione Atlantide - Teatro Stabile di Verona e il sostegno della Regione del Veneto.

Scritta nell'ultimo anno di vita di Molière, la commedia è intrisa di realismo. Lo stesso protagonista, che si presenta come un classico personaggio farsesco, pronuncia a tratti affermazioni lucide e ragionevoli, mostrando un cinismo e una disillusione che tradiscono le amare riflessioni dello stesso autore, il quale approfitta delle occasioni comiche offerte dalla trama per introdurre in modo inaspettato un'aspra denuncia della società a lui contemporanea.

Il 17 febbraio del 1763 Molière, che interpretava Argante, portò a termine la rappresentazione di questa commedia nonostante il suo grave stato di salute, morendo infine poche ore dopo.

Il Malato Immaginario
narra la storia di Argante, uomo afflitto da numerose malattie, spesso immaginarie. L’uomo ha due figlie, la piccola Luigina e la bella Angelica, ed una seconda moglie che si preoccupa soltanto di ereditare tutto alla morte dell’ipocondriaco.
Per assicurarsi cure migliori, Argante, promette la figlia maggiore al dottor Tommaso Diarroicus, figlio del suo medico; ma la ragazza è innamorata di Cleante che, mentre lo spasimante si presenta alla figlia di Argante, irrompe in casa spacciandosi per il sostituto dell’insegnate di canto, per poi essere bruscamente cacciato fuori dal padrone di casa.
Quando Angelica rifiuta di sposare Diarroicus Argante minaccia di chiuderla in convento se non obbedirà. Beraldo, fratello di Argante, verrà in soccorso della nipote e riuscirà a convincere il malato immaginario a saltare una delle sue numerose (e dispendiose) cure; allora i dottori, infuriati per l’affronto subito, se ne vanno, rifiutandosi di curare oltre Argante. L’uomo è disperato per la perdita dei suoi medici, ma viene in suo aiuto la  cameriera Atonia che, travestita da anziano medico luminare, spiega ad Argante che l’unico metodo per risolvere tutti i suoi problemi di salute sia amputare qualche arto; Argante, terrorizzato dalla prospettiva, cessa di compiangersi e si sente subito meglio.
Grazie alla mente astuta della serva ed al buon cuore di Beraldo, i problemi famigliari si risolvono, ed il malato scopre chi nutre sentimenti sinceri verso di lui.

Come tutti i personaggi primari di Molière, anche Argante costituisce uno «scandalo». Argante ci consegna l’ultimo dei messaggi Molieriani. Argante è un personaggio a due facce. Da una parte, con effetti comici, si rifiuta di vivere, e vivere, per Molière, è esprimere le proprie malattie, avere il coraggio di manifestarle.  E’ comico il fatto che Argante abbia paura di tutte le malattie che lo abitano, e che, inespresse, si ritorcono contro di lui. Eppure, nella sua vigliaccheria, nella sua tragica furbizia di falso malato, si consuma in lui una profonda ribellione da eroe. Autentica e ultima reincarnazione di Sganarello, Argante è un estremista e un solitario. E’ un uomo senza prossimo, e tutto il teatro che egli gestisce, tra la poltrona e il gabinetto, nel proprio foderato alloggio ospedaliero, è un palcoscenico tutto per lui, un immenso soliloquio.
Argante non ha interlocutori che possano comprendere il suo male, così come non ha medici che possano guarirlo. Non ha interlocutori o ne ha uno solo, ne avrebbe uno solo, se soltanto accettasse di udirne la voce irriducibile e scandalosa: Molière.

Lunedì 19 e martedì 20 dicembre 2011, ore 21.00

Teatro Remondini - Bassano del Grappa (VI)

Il malato immaginario

di Moliere

regia Luciano Leonesi

con Guido Ferrarini

e con gli attori del Teatro Dehon

Biglietti: Prevendita presso l'Ufficio IAT di Bassano in Largo Corona d'Italia, tel. 0424/524351 e in vendita al Teatro Remondini la sera degli spettacoli. 

Info: tel. 0424/217819

tel. 0424/217804

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