Il giardino dei ciliegi al Teatro Comunale Verdi di Gorizia

Foyer

GORIZIA - Un’enorme tenuta che sta per essere venduta all’asta, un frutteto che una volta all’anno, nel mese di maggio, si copre di fiori bianchi e diventa giardino, simbolo di rimpianti, speranze e sogni. Ogni anno il ciclo delle stagioni si compie e ogni anno il giardino ritorna giovane, ricomincia la sua vita.

A contemplare questo miracolo per l’ultima volta, riuniti nella grande casa dell’infanzia, i personaggi del Giardino dei ciliegi di Anton Cechov – opera nata tra il 1902 e il 1903 - non possono che scorgere ognuno nell’altro i segni del tempo che passa, l’approssimarsi di una resa dei conti col proprio destino. All’ombra degli alberi di questo giardino si compiono i destini dei protagonisti, che rispecchiano la crisi di una società, la decadenza di una classe e l’affermazione di un’altra, la trasformazione di mentalità e il delinearsi di un nuovo sistema di valori.

È volutamente tetro e raggelato l’allestimento del testo di Cechov che Paolo Magelli - slavista, intellettuale cosmopolita e regista tra i più originali e riconosciuti del teatro europeo - presenta in prima regionale al Teatro comunale Giuseppe Verdi di Gorizia, martedì 17 gennaio nel primo appuntamento dell’anno con la sezione Prosa.
Un capolavoro assoluto in cui i temi dell’idealismo, della frustrazione e della “sofferenza del mutamento”, vengono riletti da Magelli puntando all’approfondimento del lavoro interpretativo e dell’affiatamento tra le due compagnie protagoniste in scena, quella del Teatro Metastasio di Prato e dallo Stabile della Sardegna. Cechov ha scritto un “giardino di visciole” e non “giardino dei ciliegi” e la differenza non sta solo nel fiore (bello e fragilissimo), ma anche nel frutto, che è utilizzabile solo per un breve periodo” afferma Magelli. L’allegoria della fragilità della vita, della sua inesorabile staticità abbarbicata in un mondo che tragicomicamente ci consente solo di avvizzire e cadere dal ramo dal quale siamo spuntati, il viaggio dalla bellezza alla deturpazione fisica e spirituale, la velocità con cui le nostre culture si perdono nella storia e nei suoi cambiamenti, sono temi che si ripetono senza fine in quest’opera, spiega ancora il regista. Cechov usa un’ironia cosmica e dolorosa che ci serve sulla scena - come in nessun altro testo- per costringerci a “riviaggiare” dentro la nostra vita.

Sono mille i modi di affrontare Il Giardino dei ciliegi”e cento volte di più i modi di parlarne: eppure la voglia di realizzare questo testo non cessa mai, risboccia dentro l'anima, proprio come il fiore della visciola. È la terza volta che metto in scena Il Giardinoconclude Paolo Magelli - e mi pare di non averlo mai fatto”.
                                              
Stagione Teatrale 2011-2012

Martedì 17 gennaio 2012, ore 20:45

Teatro Comunale Giuseppe Verdi, via Garibaldi, 2/a - GORIZIA

Il giardino dei ciliegi
di Anton Pavlovič Čechov
traduzione di Gerardo Guerrieri, Željka Udovičić, Paolo Magelli
regia di Paolo Magelli
con Valentina Banci, Francesco Borchi, Valeria Cocco, Daniel Dwerryhouse, Corrado Giannetti, Elisa Cecilia Langone, Mauro Malinverno, Fabio Mascagni, Paolo Meloni, Silvia Piovan, Maria Grazia Sughi, Luigi Tontoranelli
scene di Lorenzo Banci
costumi di Leo Kulas
musiche di Arturo Annecchino
drammaturgia Željka Udovičić
Una produzione Teatro Metastasio di Prato - Teatro Stabile della Sardegna

Biglietti: prevendite e Carnet biglietti 2012 presso la Biglietteria del Teatro Verdi in via Garibaldi 2/a (tel. 0481.383602), con orario dalle 10.0 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

Info: Biglietteria del Teatro
Tel.0481-383327
www3.comune.gorizia.it/teatro