Il Piccolo Principe di Saint-Exupéry al Politeama Rossetti

Foyer

TRIESTE - Va in scena giovedì 29 marzo alle 20.30, e replica fino a sabato 31, al Politeama Rossetti di Trieste, Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, che diviene spettacolo nell’adattamento e nella regia di Italo Dall’Orto.

Uno spettacolo che nasce da una favola ma che non è solo per bambini. Da oltre un secolo affascina i lettori di ogni età e di ogni paese del mondo.
Non si vede bene che col cuore; l’essenziale è invisibile agli occhi dice la volpe al Piccolo Principe, sceso sulla Terra dal suo asteroide, dove vive tutto solo accanto a una splendida e capricciosa rosa, che pretende da lui attenzioni e cure… Il viaggio del Piccolo Principe nell’Universo è un itinerario di conoscenza, punteggiato d’incontri curiosi da cui il bambino ricava preziosissimi insegnamenti. Metafora della vita, della crescita, della scoperta di sé e del mondo, il racconto inventato da Antoine de Saint-Exupéry è una delle favole più celebri del Novecento, amate dai bambini ma anche – e forse soprattutto – da quegli adulti che un giorno furono ragazzi, parafrasando lo stesso autore.

Il Piccolo Principe – pubblicato il 6 aprile 1943 da Reynald & Hitchcock in inglese, e qualche giorno dopo in francese, tradotto in più di 220 lingue e dialetti e stampato in oltre 134 milioni di copie in tutto il mondo – arriva sul palcoscenico del Politeama Rossetti nell’allestimento (già ospitato con successo nel marzo 2003) firmato da Italo Dall’Orto (che ha curato anche l’adattamento), che gli eredi di Saint-Exupéry hanno definito la più poetica ed efficace messa in scena a livello internazionale.

Antoine de Saint-Exupéry, francese, cresciuto in un ambiente raffinato e colto, visse fra il 1900 e il 1944 un’esistenza dominata da grandi avventure e una sottile solitudine: fu pilota civile prima e poi militare, capace di eroismi e coraggiose esperienze, la sua morte – abbattuto in volo da un aereo della Luftwaffe – rimase per anni avvolta in un alone misterioso.
La sua letteratura si articola attorno a tali esperienze: quasi sempre il volo ne è in qualche modo protagonista, ma mai in termini autocelebrativi. Anzi, attraverso il filtro della pagina, Saint-Exupéry si scopre sottile interprete dell’interiorità, delle emozioni e delle paure che increspano l’animo di uomini sempre più confusi e solitari.
È questa la condizione dell’aviatore al centro de Il Piccolo Principe bloccato nel Sahara da un’avaria al suo aereo ed anche quella del delizioso principino, che gli si avvicina con una sorprendente richiesta: Mi disegni una pecora?

Molto spesso ci stupiscono le richieste dei bambini, talvolta dettate dalla curiosità, dalla sete di conoscere, talaltra connesse a un pensiero logico tutto loro, ingenuo e buffo, come in questo caso. La pecora servirebbe al Principe per portarla sul suo asteroide in modo che mangi i baobab. Il bimbo infatti in una tappa del suo viaggio, ha incontrato un uomo pigro che ha lasciato crescere troppo i baobab e questi hanno soffocato tutto quanto viveva sul pianeta… Il Principe deve invece preservare da ogni pericolo la sua Rosa e raccoglie preziose informazioni per crescerla al meglio. Che delusione quando scopre che sulla Terra ci sono roseti immensi – mentre la sua Rosa gli aveva fatto credere di essere l’unica dell’Universo! Ma la volpe amica gli spiega che in effetti essa è unica, per l’amore che ha ricevuto da lui: bisogna saper leggere le cose, non con gli occhi, ma col cuore…

Il Principe e l’aviatore parlano a lungo, il bimbo regala all’uomo le gemme preziose del suo sguardo ingenuo e sorridente sul mondo e le sagge riflessioni raccolte nel suo peregrinare… finchè non decide di ritornare sul suo asteroide.

Italo dall’Orto, protagonista dello spettacolo assieme a un delizioso piccolo interprete (Emilio Magni/Pietro Santoro) e a Erika Giansanti (che interpreta La volpe, L’ubriaco, il Lampionaio, il Turco) e Virginia Gori con Arianna Baldini (che si alternano nei ruoli della Rosa e del Serpente) ripercorre la favola nella scena di Armando Mannini che restituisce le fascinazioni degli acquerelli di Saint-Exupéry, così come fanno i costumi curati da Elena Mannini. La Canzone della Rosa è cantata da Irene Grandi, le musiche originali sono di Gionni Dall’Orto ed Erika Giansanti, le coreografie sono di Margherita Pecol Guicciardini e Deanna Losi. Lo spettacolo è prodotto da ENTR’ARTe.

 

Stagione Teatrale 2011-2012

Dal 29 al 31 marzo 2012
Giovedì 29 e venerdì 30 marzo, ore 20.30, sabato 31 marzo, ore 16.00

Politeama Rossetti, V.le XX Settembre, 45 - TRIESTE

Il Piccolo Principe
tratto dal testo di Antoine de Saint-Exupéry
adattamento Italo Dall’Orto
Scene: Armando Mannini
Costumi: Elena Mannini
Musiche originali Gionni Dall’Orto e Erika Giansanti
la “Canzone della rosa” è cantata da Irene Grandi
Regia: Italo Dall’Orto
con Italo Dall’Orto, Emilio Magni, Pietro Santoro
Una produzione Compagnia Mannini Dall’Orto Teatro

Biglietti: interi da € 15.00 a € 27.00, Rid.14-25-ov65 da € 12a € 25.00, Rid.4-13 da € 10 a € 15.00, loggione € 10

Info: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia
Tel. 040 3593511
info@ilrossetti.it
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