A Lonigo Silvio Orlando in scena con Il nipote di Rameau di Denis Diderot

Foyer

Lonigo (VI) - Mercoledì 13 marzo il Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Lonigo accoglie lo sguardo ironico e beffardo di Silvio Orlando, regista e interprete di Il nipote di Rameau di Denis Diderot, autentico capolavoro satirico della seconda metà del ‘700.

Lo spettacolo, inserito nella Stagione di Prosa 2012/2013 realizzata in collaborazione con il circuito Arteven, è la parabola grottesca di un musico fallito, cortigiano convinto, amorale per vocazione, le cui contorsioni intellettuali assumono, alla luce della realtà contemporanea, un inedito e violento impatto e nuovi motivi di irresistibile divertimento.

L’incontro casuale tra Diderot e il nipote del celebre compositore Rameau avviene in un caffè.  E’ qui che lo spiantato parvenu inorridisce e affascina assieme il filosofo col suo sottile argomentare e mettersi a nudo, mostrandogli, con la cameriera del locale, le sue capacità di malefico seduttore.
La sua vita scorre tra ruffianeria e scrocconaggine, servilismo e adulazione, buffoneria e viltà. Perennemente ospite al desco del riccone di turno, si preoccupa solo di tenerlo allegro con le proprie facezie, le umiliazioni, i calcioni e le sottomissioni. Insomma, un duro mestiere, quando non un’arte pura e complessa.

Nella sua imbarazzante assenza di prospettive edificanti, nella riduzione della vita a pura funzione fisiologica, Rameau riesce in maniera paradossale a ribaltare la visione del bene e del male, del genio e della mediocrità, della natura umana e delle possibilità di redimerla.
Il suo è l’elogio della finzione, che diviene così smascheramento dell’ipocrisia, del servilismo, dell’egoismo di una società, o almeno della borghesia mercantile settecentesca parigina, che finisce per risultare rivelatorio anche della classe dirigente attuale, cieca nel suo cupio dissolvi, quanto è invece lucido Rameau, nel suo tenersi in bilico tra delirio e buonsenso.

Bello e spedito, il testo è gran ping pong di battute e osservazioni tra due filosofi, ma di opposte sponde etiche. In una società dove il vizio si fa virtù purché adeguatamente esibito e la virtù è forse ipocrisia, il nipote di Rameau dice cose assolutamente coerenti con i tempi: i suoi e i nostri. «La buona reputazione è un conto in banca, ma forse chi ce l’ha non ha grandi conti in banca; mentre chi ha conti in banca la buona reputazione prima o poi se la fa».

La figura sghemba di Silvio Orlando, sul capo una parruccaccia grigia, scomposta come il suo abbigliamento, offre un ritratto impietoso dell’intellettuale da salotto in ogni secolo. L’attore, che cura anche la regia e l’adattamento con Edoardo Erba, è bravissimo nel dare al suo personaggio uno spessore di beffarda credibilità da ipocrita di mestiere che denuncia l’ipocrisia.

L’attore dovrebbe farsi guidare nell’interpretazione dalla ragione, più solida dell’emotività, così da poter creare e non solo riprodurre, sostiene - sintetizzando al massimo - Denis Diderot nel suo Paradosso sull’attore. Silvio Orlando segue perfettamente questo dettato e non c’è recita più razionale e creativa di quella inscenata dal suo efficacissimo Nipote di Rameau.

Stagione Teatrale 2012-2013

Mercoledì 13 marzo 2012, ore 21:00

Teatro Comunale Giuseppe Verdi, Piazza Matteotti 1 - Lonigo (VI)

Il nipote di Rameau
di Denis Diderot
adattamento Edoardo Erba e Silvio Orlando
con Silvio Orlando
e con Amerigo Fontani, Maria Laura Rondanini

clavicembalista: Simone Gullì
scene di Giancarlo Basili
costumi di Giovanna Buzzi
regia di Silvio Orlando
Una produzione Cardellino srl

Biglietti: Platea e 1° Galleria: Intero € 26,00 / Ridotto € 24,00, 2° Galleria e posti nei palchi: Intero € 19,00 / Ridotto € 17,00, 3° Galleria: Intero € 11,00 / Ridotto € 9,00

Info: Teatro Comunale di Lonigo Giuseppe Verdi
Tel. 0444 835010
info@teatrodilonigo.it
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www.teatrodilonigo.it
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