Oblivion Show 2.0. Il sussidiario al Politeama Rossetti

E20
Dal 17 al 22 aprile 2012 lo spettacolo chiude il cartellone Prosa dello Stabile del Friuli Venezia Giulia

TRIESTE - Si chiude con un appuntamento divertente e surreale, fantasioso e musicale, la stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: dal 17 al 22 aprile, infatti, sono di scena gli Oblivion con Oblivion Show 2.0-Il sussidiario.

Sono dei veri beniamini del pubblico ormai, gli Oblivion – Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli – e non soltanto allo Stabile regionale  (che coproduce i loro lavori) dove hanno spopolato più e più volte, raggiungendo il traguardo del sold out sia alla Sala Bartoli che nella grande platea del Politeama.
Hanno al loro attivo due anni di tournèe nei principali teatri italiani, l’esperienza televisiva di Zelig 2011, l’uscita del loro libro sui Promessi Sposi e una irraggiungibile esperienza nel campo delle Lectio dementialis… Forti di tutto questo rieccoli a Trieste con la loro nuova creazione:Oblivion Show 2.0-Il sussidiario.

Lo spettacolo, una coproduzione tra Malguion srl e il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, non è semplicemente la versione “aggiornata” del precedente, ma una vera e propria evoluzione dello stile Oblivion, che riesce a mescolare Lady Gaga con Johann Sebastian Bach e Tiziano Ferro con William Shakespeare. Con la consueta eleganza e irriverenza, i cinque “madrigalisti post moderni” raccontano storie epiche o semplici avvenimenti quotidiani giocando continuamente con la musica. Il più delle volte massacrano canzoni e testi famosi per ricomporli in modi surreali, altre volte si cimentano con virtuosistici esercizi di stile e canzoni originali. Come in ogni sussidiario che si rispetti, in questo nuovo spettacolo troviamo tutte le materie: dal solfeggio alla storia, fino alla grande letteratura italiana dove Dante e Pinocchio cantano le loro avventure in soli sei minuti.

Al regista, Gioele Dix, piace lavorare con gli Oblivion, «perché sono artisti che sanno crescere ed evolversi, pur restando ‘fedeli alla linea’. Giunti al terzo anno consecutivo di tournée con uno show che non smette di entusiasmare il pubblico, hanno deciso di scommettere sull’innovazione di parte del loro repertorio. Mettere in scena altre parodie di opere letterarie, inventarsi altri ingorghi di parole, giocare e improvvisare su altri generi musicali: ecco il loro programma. E così citano il café chantant, reinterpretano i musical di Bollywood, irridono l’eccesso di rap e pop e, nel contempo, ironizzano sui vizi contemporanei, sulle derive pseudo intellettuali, sulle omissioni della nostra memoria collettiva. I loro “numeri” fanno ridere e anche pensare, come nella migliore tradizione della comicità di qualità. Fare ancora da guida agli Oblivion, suggerendo qualche nuova soluzione scenica e qualche stratagemma teatrale, è un compito per me gradito oltre che agevole, favorito tanto dal loro talento quanto dal loro innato senso del palcoscenico».

Gli Oblivion giocano per tutto lo show, indossando le vesti ora di innocenti boy-scout alle prese con un losco disturbatore, ora rievocando fumose atmosfere da Café-Chantant. Il cronometro scorre inesorabile e con un ritmo forsennato tra motivetti retrò e sonorità tecno. Ma Oblivion Show 2.0 - Il sussidiario non è solo una corsa contro il tempo, travestimento e giocoleria musicale. Nel susseguirsi degli sketch, tra un cazzotto e una canzone mimata, si nasconde uno sguardo impietoso sull’attualità e su una società che assomiglia sempre di più a una parodia.

Gli Oblivion sono i cinque miracolati dalla banda larga, i cinque punti del governo del cantare, i cinque gradi di separazione fra Tito Schipa e Fabri Fibra.
Dopo il loro incontro nel 2003 a Bologna iniziano a “frequentare” una serie di maestri eccellenti come il Quartetto Cetra, Rodolfo de Angelis, Giorgio Gaber, i Monty Phython fino a creare un loro stile originale che mescola modernità e tradizione, vintage e attualità.
Utilizzano almeno un secolo di materiale musicale italiano servendosi delle canzoni come di un alfabeto privato, per montare, intrecciare, deformare, riciclare in modo da costruire uno scintillante palinsesto canoro, al tempo stesso omaggio ai grandi e sberleffo ai meno grandi, in cui si raggiunge un miracoloso equilibrio tra citazione e creatività, tra umorismo e commozione.
Nel 2009 diventano noti al grande pubblico grazie al loro video su YouTube I Promessi Sposi in 10 minuti che viene visto da milioni di utenti. Da quel momento iniziano un lunghissimo tour teatrale con lo spettacolo Oblivion Show per la regia di Gioele Dix.
Debuttano in tv a Parla con me di Serena Dandini e nel 2011 fanno parte del cast di Zelig su Canale 5. Contemporaneamente esce nelle librerie il loro primo libro I Promessi Esplosi e si cimentano in una serie di Lectio Dementialis manzoniane rivolte agli studenti dei più prestigiosi licei italiani.
Nel maggio 2011 regalano alla rete un micro-kolossal pubblicando, sempre su YouTube, Obliviatar - Avatar in sei minuti, realizzato in grafica 3d con la collaborazione di Video Italia per la regia di Michele Ferrari.
Lo spettacolo si avvale della regia di Gioele Dix, dei testi di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda, quest’ultimo anche autore delle musiche. Il disegno luci è firmato da Raffaele Perin ed i costumi sono curati da Ivette e Anna Vecchi.

Stagione Teatrale 2011-2012

Dal 17 al 22 aprile 2012, ore 20:30
Mercoledì 18 aprile e domenica 22 aprile alle ore16.00

Politeama Rossetti, V.le XX Settembre, 45 - TRIESTE

Oblivion Show 2.0 - Il sussidiario
di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda
con Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli
Musiche: Lorenzo Scuda
Regia: Gioele Dix
Una produzione: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Malguion Srl

Biglietti: interi da € 16.00 a € 29.00, ridotti da € 13 a € 24.00 

Info: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia
Tel. 040 3593511
info@ilrossetti.it
www.ilrossetti.it