Sebastiano Lo Monaco protagonista di Per non morire di mafia al Politeama Rossetti

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TRIESTE - Per non morire di mafia, libro del procuratore Antimafia Pietro Grasso diviene monologo di profondo senso civile grazie a Sebastiano Lo Monaco, diretto da Alessio Pizzech. Lo spettacolo va in scena nella Sala Bartoli del Politeama Rossetti per il cartellone altripercorsi martedì 14 e mercoledì 15 febbraio.

Finché la mafia esiste bisogna parlarne, discuterne, reagire. Il silenzio è l’ossigeno grazie al quale i sistemi criminali si riorganizzano e la pericolosissima simbiosi di mafia, economia e potere si rafforza. I silenzi di oggi siamo destinati a pagarli duramente domani, con una mafia sempre più forte, con cittadini sempre meno liberi scrive Pietro Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia ed “erede” di Falcone e Borsellino nella lotta contro la mafia, che porta avanti di giorno in giorno, nonostante sia minacciata ormai da anni la sua stessa vita, oltre quella dei suoi cari. Egli ci incita con queste parole a non tacere. Il suo è un richiamo all’impegno, alla morale, a valori di cui egli stesso è emblema, con il suo agire e il suo essere fermamente un “uomo contro”. Un richiamo che affida alle pagine del suo libro ed ora anche ai palcoscenici dei teatri, dove un ottimo Sebastiano Lo Monaco – diretto da Alessio Pizzech – da diverse stagioni porta di sera in sera, l’omonimo spettacolo Per non morire di mafia.

Non è sempre cosa facile ribellarsi al silenzio: la compagnia ci ha raccontato di teatri scandagliati dalla polizia e dagli artificieri prima dell’andata in scena, per tutelarsi dalle minacce ricevute… Ma ci ha raccontato anche di platee entusiaste, coinvolte, plaudenti. Come quella che ha accolto con oltre dieci minuti di applausi commossi, emozionati e con una partecipazione rara questo stesso spettacolo nell’unica serata che lo ha visto – nel settembre 2010 – nel cartellone della rassegna Il Castello con le Stelle, la prima realizzata al Castello di San Giusto. Un’accoglienza che non ha lasciato dubbi sull’opportunità di riproporre la piéce nella stagione regolare, permettendo a un nuovo e ancor più numeroso pubblico, di apprezzarla e accondiscendendo all’incitamento di Pietro Grasso: parlare, non tacere, una volta di più.

E ascoltando le parole di Grasso, nella concentrata lezione di Lo Monaco – un esempio molto alto di teatro civile – si riceve l’esatta percezione della pericolosità della mafia, della sua capacità sottile di diffondersi e radicarsi anche negli ambienti più impensati.
A partire dalla Procura Nazionale Antimafia, organismo che coordina le indagini sui fronti interni e internazionali, Pietro Grasso ripercorre le stagioni della guerra alla cupola siciliana in modo schietto, affrontando anche i legami tra mafia e politica, gli scontri all’interno della magistratura, le carenze legislative e di mezzi. Infine, affronta gli intrecci attuali con la ‘ndrangheta e la camorra e traccia una mappa delle nuove mafie (cinesi, russe, albanesi, nigeriane, colombiane), individuando le strade e gli strumenti che ci permetteranno di non sottometterci al suo potere mafioso.
Il monologo evoca la vita di Grasso fra il personale ed il professionale. Un racconto che parte dalla Sicilia e si apre alla globalizzazione per approdare allo sviluppo più tragico e contemporaneo del fenomeno mafioso.

Per non morire di mafia è uno spettacolo pieno e complesso nella sua linearità, governato dalla presenza scenica di un attore – conosciuto in tanti ruoli classici, ma capace qui di sorprenderci profondamente – che, come sostiene il suo regista « (…) ci  spinge a sentirci comunità capace di cogliere i tratti che ci legano, a ridiscutere i problemi del nostro presente, sottraendoci al qualunquismo, ai luoghi comuni e cercando di pervenire ad un’analisi che il teatro conduce non solo con il pensiero ma soprattutto con l’anima».

Come già accennato Per non morire di mafia di Pietro Grasso  è un monologo interpretato da Sebastiano Lo Monaco e diretto da Alessio Pizzech: la versione scenica è di Nicola Fano, l’adattamento drammaturgico è di Margherita Rubino. Le musiche sono firmate da Dario Arcidiacono, le scene sono creazioni di Giacomo Tringali ed i costumi di Cristina Darold. Firma le luci Luigi Ascione, mentre i canti tradizionali sono di Clara Salvo. Produce lo spettacolo SiciliaTeatro Associazione.

Stagione Teatrale 2011-2012

Dal 14 al 15 febbraio 2012
Martedì 14 febbraio ore 20.30, mercoledì 15 gennaio ore 16.00

Sala Bartoli del Politeama Rossetti, V.le XX Settembre, 45 - TRIESTE

Per non morire di Mafia      
di Pietro Grasso
versione scenica di Nicola Fano
adattamento drammaturgico di Margherita Rubino

con Sebastiano Lo Monaco
Scene: Giacomo Tringali
luci: Luigi Ascione
Costumi: Cristina Da Rold
Musiche: Dario Arcidiacono
Regia: Alessio Pizzech
Una Produzione Sicilia Teatro      

Biglietti: interi da € 16.00 a € 29.00, ridotti da € 13 a € 24.00

 

Info: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia
Tel. 040 3593511
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