Testimonianze d'arte in Friuli. Cento capolavori della Fondazione CRUP alla chiesa di San Francesco

Verniss@ge

[img_assist|nid=14829|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]UDINE – E' stata presentata martedì 7 ottobre, presso la sede di Fondazione CRUP, la mostra Testimonianze d'arte in Friuli. Capolavori della Fondazione CRUP, che aprirà al pubblico venerdì 10 ottobre alle ore 18:00 a Udine presso la chiesa di San Francesco.

La mostra propone oltre 100 opere provenienti da una collezione di più di 500 pezzi di diversa tipologia: dipinti antichi e moderni, sculture, incisioni, oreficerie, cantinelle, codici, libri miniati e monete che costituiscono un patrimonio unico finalmente esposto al pubblico.
Dobbiamo riconoscere le virtù dei presidenti che mi hanno preceduto - afferma il Presidente Silvano Antonini Canterin -, che hanno voluto acquisire le opere nei secoli. Il nostro intento è di fare in modo che il pubblico possa fruire di questo patrimonio inestimabile, che non può limitarsi a essere custodito nei caveau per la preservazione delle opere.
Il direttore Lionello D’Agostini annuncia che il patrimonio in mostra è stato acquisito 2 anni fa e la fondazione sta mirando ad entrare in possesso di alcuni archivi storici della Cassa di Risparmio, con un interesse particolare alla parte documentale relativa ai passaggi storici dai Monti di Pietà ai giorni nostri, Monti di Pietà dai quali la stessa Fondazione CRUP trae origine. Il Friuli è il legittimo proprietario delle opere –continua D’Agostini - e la mostra è un primo passo doveroso nei confronti del territorio”.
56 monete d’oro longobarde sono tra le prime tre collezioni al mondo per importanza – sostiene il curatore Giuseppe Bergamini - e in mostra se ne potrà vedere una ricca selezione. Interessante e insolita la raccolta delle cantinelle, tavolette dipinte usate per chiudere gli spazi tra le travi a vista che sostengono i soffitti, che per qualità e numero costituiscono una delle raccolte del genere più interessanti in Friuli.
Una breve analisi delle opere è stata proposta dall’altro curatore, Giancarlo Pauletto, che ha posto l’accento sui pezzi inestimabili realizzati dai fratelli Basaldella che, nell’immediato dopoguerra, sono riusciti ad elaborare la temperie cubo-espressionista, producendo opere ceramiche e gessi che il pubblico potrà finalmente ammirare.

I più antichi dipinti trattano per lo più il tema della Pietà, cioè l’immagine della Madonna che tiene sul grembo il corpo del Cristo morto, per cui è facile pensarli commissionati dai reggitori del Monte di Pietà di Udine. Spicca tra gli altri la Deposizione dipinta nel 1576 da Pomponio Amalteo, pittore di[img_assist|nid=14830|title=|desc=|link=none|align=right|width=445|height=640] San Vito al Tagliamento, allievo e genero di Giovanni Antonio Pordenone: scenografica, drammatica composizione di grande formato (198x198 cm) con il gruppo centrale e gli astanti sullo sfondo di un arioso paesaggio con la turrita città di Gerusalemme ed il lontano colle del Calvario. Di forte suggestione e di intensa emotività sono anche la Deposizione di Palma il Giovane (ca. 1595), dall’accentuato contrasto chiaroscurale, e il Cristo deposto di Camillo Lorio (fine sec. XVII), opera tanto bella per il sentimento drammatico che la pervade e per il livello pittorico da essere stata in passato assegnata ad Antonio Carneo.

Di notevole qualità anche alcune altre tele del primo Seicento di Sebastiano Secante, Nicolò Frangipane, Vincenzo Lugaro, Girolamo Lugaro: di quest’ultimo è un dipinto di grande dimensione eseguito nel 1624 per il Monte di Pietà di S. Daniele del Friuli, con l’immagine dei santi Daniele e Michele arcangelo ed una piacevole suggestiva veduta della cittadina di San Daniele abbarbicata sui colli. Al 1670 circa va datato un interessante ritratto a figura intera di Antonio Carli eseguito da Sebastiano Bombelli, mentre per quanto riguarda il Settecento, si segnalano i cinque dipinti del pittore carnico Nicola Grassi, quattro raffiguranti episodi evangelici (l’Annunciata, la Tentazione di gola, la Tentazione di dominio e la Samaritana al pozzo) e uno di carattere profano (Il sacrificio di Ifigenia), singolare copia di un quadro di Giambattista Tiepolo. Inoltre, una fresca composizione di Giannantonio Pellegrini (Il Giudizio di Mida). A queste opere, che nella quasi totalità fanno parte del patrimonio storico del Monte di Pietà, molte altre se ne sono aggiunte nel secolo scorso, per mirato acquisto atto a salvaguardare importanti testimonianze d’arte e a favorire e sostenere la cultura locale. A questo proposito, di grande interesse le ultimissime acquisizioni portate a termine dalla Fondazione CRUP, una scultura in legno dipinto e dorato della bottega di Domenico da Tolmezzo (fine XV secolo) raffigurante un Santo diacono, e uno straordinario dipinto ad olio su tela che raffigura la soppressione del Patriarcato di Aquileia, eseguito dal pittore romano Placido Costanzi (1690-1759) su commissione del cardinal Orsini che ne volle far dono al papa Benedetto XIV.

Relativamente all’Ottocento, vanno ricordati un’ariosa, poetica tempera di Giuseppe Bernardino Bison, il pittore di Palmanova che viene considerato l’ultimo dei vedutisti veneti, la lirica, luminosa scultura in marmo di Luigi Minisini intitolata la Pudicizia, che fu particolarmente ammirata all’Esposizione Universale di Parigi del 1867 e alla quale i contemporanei dedicarono numerosi scritti elogiativi e perfino una poesia, il grande ed elegante vaso celebrativo in argento del 1845, alto ben settanta centimetri e con la veduta della piazza Contarena di Udine, considerato da molti il capolavoro dell’orefice udinese Luigi Conti. L’arte del Novecento si manifesta in [img_assist|nid=14831|title=|desc=|link=none|align=left|width=615|height=640]numerosissime pitture e sculture, spesso dovute ai maggiori artisti friulani del secolo. Stupefacente, anche per le straordinarie misure (276x360 cm) il dipinto di Domenico Someda raffigurante la Morte di Dante che si pone come specchio del gusto artistico imperante in Friuli nel periodo immediatamente seguente la grande guerra, quando gli artisti locali frequentavano l’Accademia di Venezia che annoverava tra i maestri pittori come Ettore Tito e Guglielmo Ciardi (opere dei quali pure sono presenti nella collezione della Fondazione CRUP), ma di notevole qualità sono anche i dipinti di Luigi Nono, Pietro Fragiacomo, Ugo Pellis, Enrico Ursella, Vittore Cargnel, Giovanni Saccomani, Ernesto Mitri, Fred Pittino, Giuseppe Zigaina, Anzil Toffolo, Luciano Ceschia, Max Piccini e tanti altri tra i quali l’architetto–urbanista Marcello D’Olivo, il ben noto progettista della città di Lignano Pineta cui nel 1991 la CRUP ha commissionato un grande dipinto (300x600 cm) intitolato Naturzerstorung (La distruzione della natura).

Significative, da ultimo, e straordinarie le opere dei fratelli Basaldella, Mirko e Afro: del primo, una scultura di grande effetto, del secondo un coloratissimo arazzo del 1975, realizzazione del periodo informale dell’artista. Firmata da entrambi, una Crocifissione del 1947 in ceramica colorata, che si colloca come solitario fior d’arte nella produzione artistica internazionale del Novecento, frutto di una collaborazione che non trova riscontri di altrettanta forza evocativa. Infine il grande bozzetto in scala originale (cm. 270x580) realizzato da Mirko Basaldella per la Cancellata delle Fosse Ardeatine, monumento simbolo della Resistenza in Italia.

Dal 10 ottobre al 30 novembre 2008

Chiesa di San Francesco, Via Beato Odorico Da Pordenone 1 - UDINE

Testimonianze d'arte in Friuli. Capolavori della Fondazione CRUP

A cura di Giuseppe Bergamini e Giancarlo Pauletto

Vernissage: venerdì 10 ottobre, alle ore 18:00

Orario: dal martedì alla domenica, dalle ore 10:00 alle 19:00

Ingresso libero

Note: la mostra si sposterà a Pordenone dal 5 dicembre al primo febbraio

Info: tel. 0432297954
www.infondazione.it/eventi/inaugurazione-mostra-testimonianze-darte-in-friuli

Nelle Immagini: Afro e Mirko Basaldella, La Crocifissione - 1947

Pomponio Amalteo, Deposizione, 1576