Tinissima: Francesco Bearzatti omaggia Tina Modotti a Cinemazero

PORDENONE - E’ un omaggio in musica e immagini a Tina Modotti il terzo appuntamento con Visioni sonore, la kermesse estiva tra cinema e musica organizzata a Pordenone da Cinemazero nell’ambito del cartellone Estate in città.

Giovedì 3 luglio, alle ore 21.00, a Pordenone a Cinemazero è in programma lo spettacolo di Francesco Bearzatti con il suo 4TET di grandissimi musicisti (Francesco Bearzatti, sax tenore, clarinetto; Giovanni Falzone, tromba;  Danilo Gallo, basso acustico, contrabbasso; Zeno de Rossi, batteria) dedicato alla figura della fotografa friulana.  

Emigrante, operaia, attrice, fotografa nel Messico degli anni Venti, antifascista, militante nel movimento comunista internazionale, perseguitata ed esule politica. Tina Modotti ha fotografato tutti i volti più celebri della rivoluzione messicana e non solo. E’ partita da Udine e ha scoperto l’arte sociale negli Stati Uniti e soprattutto in Messico, usando il mezzo fotografico come strumento di indagine e denuncia sociale, e le sue opere, comunque realizzate con equilibrio estetico, assumono di frequente una valenza ideologica importante: esaltazione dei simboli del lavoro, del popolo e del suo riscatto (mani di operai, manifestazioni politiche e sindacali, falce e martello). Non è un caso che Francesco Bearzatti, erede di una pluralità di tradizioni musicali e culturali, dedichi alla figura di Tina Modotti un progetto che rievoca la figura rivoluzionaria e sovversiva dell’artista la cui opera fu messa al bando dal maccartismo negli Stati Uniti, sopravvivendo però in Messico e riuscendo a sfondare ma non ancora come meriterebbe in Europa. Ci prova Bearzatti rivolgendo a lei una suite incalzante, una musica moderna che ben si sposa con le sperimentazioni più ardue, con terreni vicini all’avanguardia senza essere mai troppo ostici per chiunque li ascolti. Quel che più sorprende sono le scintille di gioia, l’energia strabordante che proviene dalle viscere dei quattro musicisti coinvolti anima e corpo. L’interplay è perfetto, la genialità dei quattro, le cui caratteristiche sono differenti e anche distanti, assicura una musica diretta e spontanea.