Turchia, fra laicità e Islamismo: lo sguardo dell’informazione in un convegno lunedì 19 novembre a Trieste

TRIESTE – La laicità è un cardine della costituzione turca, fin dalla fondazione della Repubblica, avvenuta nel 1923 per opera di Mustafa Kemal Ataturk, il ‘padre’ della Turchia moderna. L’attrito fra religiosi e laici è da allora diventata una costante della storia turca, e la laicità della Turchia è oggetto di speciale attenzione dal novembre 2002, quando è salito al potere il partito islamico, ed è diventata nei mesi scontri ragione di acceso scontro fra l’esercito ed il partito di governo.
Della democratizzazione della Turchia, in un contesto internazionale in cui sempre più lo stato turco è diventato ‘strategico’ per il rapporto fra Occidente ed Islam, della ridefinizione dei ruoli interni alla repubblica turca fra governo e forze armate, di parlerà a Trieste lunedì pomeriggio nell’ambito dell’incontro pubblico Turchia fra laicità e Islamismo: lo sguardo dell’informazione, organizzato alle 18 alla Stazione Marittima dei Congressi di Trieste (Sala Saturnia), protagonisti gli inviati di “Repubblica”, Marco Ansaldo, e del “Corriere della Sera”, Antonio Ferrari, e la corrispondente in Italia del quotidiano turco “Sabah” Yasemin Taskin: tre voci che, da molti anni, si confrontano ‘sul campo’ con l’evoluzione dello stato e della società turca, anche in prospettiva dell’ingresso della Turchia nell’Ue.
Il dibattito sarà coordinato dal caporedattore della sede RAI Friuli Venezia Giulia, Giovanni Marzini. L’iniziativa, con ingresso aperto alla città, è promossa dall’Associazione Europa Cultura, a cura di Daniela Volpe, Paola Sain e Gianpaolo Carbonetto, nell’ambito del Forum La Turchia in Europa, in programma per la giornata di lunedì a Trieste (info: www.iturchiineuropa.it ). Secondo la vigente costituzione turca, l’esercito è preposto alla difesa del principio di laicità dello stato, e le forze armate turche sono di fatto autorizzate a intervenire, con la licenza perfino di rimuovere un governo che attribuisca eccessiva enfasi al fattore religioso. E’ evidente che un oltranzismo laicista può generare una reazione di segno opposto, e l’Occidente è quindi chiamato ad interrogarsi sul modello di stato che potrà derivare, in Turchia, dopo le recenti manifestazioni di piazza della primavera scorsa per riaffermare la laicità del Paese, e dopo la ricomposizione politica sancita con la rielezione del premier Erdogan e l’ascesa alla presidenza turca dell’islamico Abdullah Gul. L’incontro rientra anche nel calendario del progetti I Turchi in Europa 2007, realizzato con la collaborazione della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, della Presidenza Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche Comunitarie, con i Ministeri degli Esteri e per il Commercio con l’Estero e con l’Ambasciata della Repubblica di Turchia in Italia. Supportano l’incontro la Banca di Cividale, Samer& Co. Shipping Trieste, Le ORU – IMER Group.