Case in legno studiate dall'Università di Trento

Uni TN
La migliore arma per difendersi dai terremoti

 TRENTO - Gli edifici moderni costruiti in legno sono più sicuri in caso di terremoto, perché resistono meglio alle sollecitazioni sismiche sulla struttura.

Per questo motivo si moltiplicano in tutto il mondo i progetti di ricerca finalizzati a studiare le possibilità di impiego di questo materiale naturale in applicazioni innovative ed ecocompatibili. Anche i ricercatori trentini del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Strutturale sono impegnati su questo fronte e hanno scelto una data simbolica - lunedì 11 aprile, a un mese di distanza dal terremoto in Giappone - per presentare i risultati di una campagna sperimentale condotta nell'ambito del progetto industriale "Chi Quadrato". I test sono stati eseguiti applicando un valore di accelerazione massima paragonabile a quello registrato in Giappone nelle zone maggiormente colpite dall'evento sismico.

I risultati del progetto saranno illustrati anche con materiale audiovisivo nel corso di una conferenza stampa che si terrà lunedì prossimo, 11 aprile, alle 11 in Rettorato (via Belenzani, 12).

Alla conferenza stampa interverranno il rettore dell'Università di Trento, Davide Bassi, e il direttore del Dipartimento di Ingegneria meccanica e strutturale, Luca Deseri, insieme ai responsabili del progetto, il professor Maurizio Piazza e il ricercatore Roberto Tomasi. Saranno presenti alla conferenza stampa anche i rappresentanti della ditta Legno più Case di Condino (TN), azienda partner tecnico del progetto che ha realizzato l'edificio sottoposto a prova sismica.