Ciset: oltre un milione i potenziali turisti con disabilità che potrebbero scegliere il Veneto

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VENEZIA - Proseguendo il discorso sul turismo accessibile iniziato all’ultima edizione della Bit di Milano, il Ciset – Università Ca’ Foscari, porta un nuovo contributo a Gitando all, la fiera ospitata a Vicenza e dedicata al «turismo per tutti».

Nel corso della sessione di lavoro Mita (Meeting internazionale turismo accessibile) in programma questa mattina, il direttore del Ciset, la dott.ssa Mara Manente, ha illustrato i dati più recenti con un focus regionale realizzato per conto della Regione Veneto in merito alle potenzialità ancora inespresse sul fronte del turismo accessibile in regione.

Siamo partiti valutando quale potrebbe essere il mercato turistico potenziale per le persone disabili desiderose di visitare la regione Veneto. – spiega Manente – E quantificando sia la popolazione italiana disabile quanto quella internazionale si arriva a una stima complessiva di oltre un milione di persone che in larga misura non hanno ancora visitato questo territorio.

Si tratta di una stima che si basa su fonti accreditate disponibili sia a livello internazionale che nazionale. Ecco in dettaglio, le cifre: si valuta il mercato turistico potenziale domestico (turisti italiani) in una forbice tra le 410 e le 490mila persone con disabilità, una cifra che potrebbe salire fino a 680mila se consideriamo anche le persone che accompagnano i turisti disabili.

Considerando i principali mercati europei da cui provengono i turisti verso il Veneto (in primis Germania, Regno Unito, Austria e Nord Europa che da soli costituistono il 60% del turismo in Veneto) si può ipotizzare un interesse verso la regione di 350mila persone con disabilità su base annua che potrebbero salire a 410mila con i propri accompagnatori. Il totale arriva a superare, così, il milione di persone.

Che cosa chiedono i turisti disabili quando vanno all’estero. Secondo lo studio del Ciset, ad esempio per il mercato tedesco, emerge che il 60,5% utilizza un’auto privata e solo il 17% il treno, i mesi preferiti per viaggiare sono maggio, settembre e ottobre, in passato un 37% non viaggiava per mancanza di servizi a destinazione e un altro 48% viaggerebbe molto di più se questi servizi a destinazione fossero presenti.

Un capitolo a parte meritano le principali barriere percepite che, non sempre, coincidono con le barriere architettoniche. Uno dei gap principali nel viaggiare all’estero, infatti,  riguarda la fruizione delle attività culturali anche semplicemente a partire dalla possibilità di «ascoltare» le informazioni o di accedervi, ad esempio, nonostante la dislessia. Lo stesso discorso vale anche per lo shopping.

Il dato finale  - conclude Manente – è che, volendo essere competitivi, l’incremento di attenzione per il segmento della disabilità richiede di ragionare sull’intera filiera del valore, anziché sul singolo servizio aumentando, così, complessivamente, la qualità della vita per tutti.