"Tesori che ritornano" all'Università di Trento

Uni TN
I musei internazionali alle prese con la restituzione delle opere d'arte

 TRENTO - Nel 4° appuntamento con "Farsi UN'Idea - Il Caffè scientifico dell'Università di Trento" si parlerà di "Tesori che ritornano.

I musei internazionali alle prese con la restituzione delle opere d'arte". Ci si occuperà anche di due casi di restituzione che hanno coinvolto direttamente il Trentino: il prezioso ricamo boemo del XIV secolo tornato a Trento lo scorso novembre e la collezione di porcellane Kaumheimer restituita nel 2002 dalla Provincia di Trento alla Comunità ebraica del Trentino Alto Adige.

L'incontro offrirà l'occasione per illustrare una delle questioni più spinose e attuali che riguardano il panorama internazionale dei musei, quella cioè delle cosiddette "restituzioni". Negli ultimi anni si sono moltiplicate le richieste da parte di istituzioni nazionali e pubbliche, ma anche di cittadini privati, affinché opere d'arte di natura diversa lasciassero i musei che le ospitavano per tornare al Paese o alla collezione cui originariamente appartenevano. Fra i casi più eclatanti va citata la restituzione allo Stato italiano della Venere di Morgantina da parte del J. Paul Getty Museum di Malibù (California), dove la celebre scultura era esposta dal 1987: dopo un lungo e sofferto contenzioso, essa è tornata in patria proprio lo scorso 17 marzo, festa nazionale dell'Unità d'Italia. Anche la città di Trento di recente è stata teatro di un emozionante caso di restituzione: nel novembre 2010 il Museum of Fine Arts di Boston ha riconsegnato al Museo Diocesano Tridentino un prezioso ricamo boemo del XIV secolo. L'opera, ritornata a Trento, fa parte del più esteso ciclo figurativo di ricami boemi di quel periodo che ancora si conservi. Raffigurante scene della vita di San Vigilio, venne commissionato dal principe vescovo Giorgio di Liechtenstein in occasione della sua consacrazione episcopale.

Nel caso della Venere di Morgantina e del ricamo di San Vigilio, il ritorno dell'opera era legittimato dal fatto che essa fosse stata esportata illecitamente in seguito a furto. Ma la casistica delle restituzioni museali è assai più varia e complessa: infatti essa riguarda anche le opere sottratte come bottino di guerra, quelle confiscate alle vittime del Nazionalsocialismo, infine i reperti archeologici esportati in epoche in cui la legislazione dei Paesi che ospitavano gli scavi non era sufficientemente vigilante e protettiva. Come esempio di restituzione di un'opera confiscata, a Trento si ricorderà il caso delle 69 statuette di porcellana di grande pregio e valore, che nel 1939 erano state confiscate a Julius Kaumheimer, ebreo tedesco bloccato a Merano mentre era in procinto di lasciare l'Italia alla volta degli Stati Uniti. La collezione, depositata per anni al Castello del Buonconsiglio, nel 2002 venne restituita dalla Provincia di Trento alla Comunità ebraica del Trentino Alto Adige.

Esaminando una serie di casi concreti e recenti, italiani e stranieri, l'incontro intende toccare gli aspetti principali della questione.