Zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti in esclusiva al Visionario di Udine

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UDINE - Lo Zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti, Palma d’oro al Festival di Cannes 2010, è il film che verrà presentato al Visionario in esclusiva per Udine da venerdì 15 ottobre. La pellicola firmata dal thailandese Apichatpong Weerasethakul sarà in programmazione fino a giovedì 21 ottobre.

Il geniale Apichatpong Weerasethakul, vera e propria star del cinema orientale, ha firmato con Lo Zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti una tra le pellicole più misteriose ed affascinanti dell’anno che Tim Burton ha definito “indimenticabile”. Il film segue le vicende di un uomo che al termine dei suoi giorni sceglie di tornare accanto ai suoi cari. Rifugiatosi in campagna, incontra la moglie defunta e il figlio perduto reincarnatosi in animale. Forte del ritrovato abbraccio con i suoi familiari, lo Zio Boonmee intraprende un viaggio nella giungla per raggiungere una grotta, luogo mitico della sua nascita, sfidando fantasmi, creature fantastiche, animali, paure.

Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti è un’opera complessa che attraverso il racconto dell’incontro tra umano e animale e tra materiale e spirituale affronta il tema della estinzione della tradizione e della sua devastazione sotto i colpi della contemporaneità. Il decadimento del protagonista, lo Zio Boonmee, non è che l’emblema di ciò che sta morendo o è già morto, come il cinema del passato con cui Apichatpong Weerasethakul afferma d’essere cresciuto. Attraversata da una disperata malinconia per un’innocenza perduta, l’intera filmografia del regista thailandese (che nei titoli di testa ama definirsi come “colui che concepisce” anziché come “colui che dirige”) ha letteralmente meravigliato il mondo cinematografico occidentale.  Noto alla platea francese già nel 2000 con il docu-fiction Mysterious Object at Noon, Apichatpong Weerasethakul ha ottenuto nel 2002 il premio Un Certain Regard per Blissfully yours dove le vicende erotiche di un trio di immigrati in una foresta pluviale hanno fatto gridare al capolavoro la platea di Cannes e scatenato la più accesa censura in patria. Circa due anni dopo, Marco Müller (critico e attuale Direttore della Sezione Cinema della Biennale di Venezia), scoperto il suo talento, partecipa alla produzione di Tropical Malady, un’opera che tra erotismo ed esotismo racconta la più sfrenata passione amorosa. Il film ottiene a Cannes 2004 il Premio della Giuria riconoscendo nel suo autore la capacità degna dei migliori maestri del cinema di narrare liricamente la realtà. Nel 2006 è la volta di Syndromes and a Century, primo film thailandese in concorso nella storia della Mostra del Cinema di Venezia.
Apichatpong Weerasethakul, lo ricordiamo, è tra i massimi esponenti della cinematografia thailandese contemporanea che, caratterizzata da continua e velocissima crescita, è stata celebrata anno per anno dal Far East Film di Udine. È all’interno della selezione di pellicole firmata dal più importante festival europeo del cinema popolare asiatico, infatti, che hanno trovato spazio straordinari film made in Thailandia come il noir tarantiniano 6ixtynin9 di Pen-Ek Ratanaruang (regista osannato dalla platea di Cannes), gli action movie Born to fight, Ong Bak 2, Chocolate, e le saghe horror Phobia e Buppah Rahtree.

Info:  CEC/Centro Espressioni Cinematografiche

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