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Rumore bianco, la preziosa riscoperta del territorio friulano

ConSequenze
[img_assist|nid=16445|title=|desc=|link=none|align=left|width=130|height=130]In Italia, si sa, il documentario non è (ancora?) un genere con molto seguito. Se poi si parla di un documentario sul Tagliamento, in cui i dialoghi sono pochi e quasi tutti in friulano, si può supporre che nessuno lo andrà a vedere, e che la sua distribuzione in tutto il paese da parte della Tucker Film (neonata collaborazione tra Cinemazero e C.E.C.) sia una scommessa a dir poco rischiosa.
Invece Rumore Bianco, già proiettato con successo al Festival dei Popoli di Firenze, merita davvero di essere visto (e ascoltato) per una serie di buoni motivi.
Innanzitutto, è visivamente e sonoramente notevole. Fedele al titolo ("rumore bianco" è il rumore dell'acqua), il regista Alberto Fasulo amplifica e sottolinea i suoni del fiume e della vita intorno ad esso -l'acqua che si scioglie in primavera o che gocciola sotto terra, le cascate, il crepitare del legno che brucia nel pignarûl, la ghiaia calpestata... Nelle immagini, la celebrazione della bellezza del fiume e della sua vitalità, senza retorica - dallo grandioso spettacolo del letto del
Tagliamento che si stende tra le montagne, ai dettagli della[img_assist|nid=16446|title=|desc=|link=none|align=right|width=439|height=640] vita animale che lo abita. Nel Rumore Bianco, interrotto dalle cadenze genuine delle persone che abitano il Tagliamento o che lo studiano, e nei suoi ritmi lenti, ci si perde volentieri.
Inoltre, questo film è notevole perchè ha messo d'accordo tutti. I quaranta comuni rivieraschi, per la prima volta in collaborazione, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa senza il quale questo film non sarebbe nato.
Il motivo principale per cui Rumore Bianco merita di essere visto, però, è che è affascinante. E' una finestra sulle vite delle genti del Tagliamento, dalla montagna al mare, dalla vecchiaia alla giovinezza, lasciando di tanto in tanto spazio a filmati storici in bianco e nero. La narrazione, organizzata per episodi, non serve a trasmettere un messaggio, ma a invitare
all'osservazione, alla riflessione, all'attenzione ai dettagli. Questo film è speciale perchè, come dice il regista, lo spettatore ha bisogno di fare la sua parte.
Chi cerca un film di intrattenimento, quindi, farà bene a tenersi alla larga. A chi vuole perdersi nell'ascolto e nell'osservazione, in vite che non ha mai visto ma sono estremamente reali e vicine, o in particolari a cui non ha mai prestato attenzione, rimarrà affascinato da Rumore Bianco. Come la platea dell'anteprima al Visionario di Udine - quando è finita la proiezione e si sono riaccese le luci, era gremita come all'inizio.